Siriani un popolo meraviglioso

Questo resoconto è la continuazione del viaggio in Giordania, descritto in questo stesso sito ed intitolato "Dalla Giordania alla Siria". Mercoledì 18/6 Siamo arrivati al posto di confine Al Ramtha tra Giordania e Siria alle 14 abbiamo lasciato Walid, nostro ...

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  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Questo resoconto è la continuazione del viaggio in Giordania, descritto in questo stesso sito ed intitolato "Dalla Giordania alla Siria".

Mercoledì 18/6 Siamo arrivati al posto di confine Al Ramtha tra Giordania e Siria alle 14 abbiamo lasciato Walid, nostro autista per i giorni trascorsi in Giordania, quindi siamo saliti a bordo di un minivan (8 posti) con un altro autista inviato dall’agenzia Adonis .(nancy@adonistavel.Com) con la quale abbiamo organizzato i nove giorni in Siria.

Abbiamo passato circa 5 controlli in uffici diversi prima di varcare il confine, poi finalmente entriamo in Siria.

La Siria è un paese che ci ha letteralmente ammaliati (e dire che di paesi ne abbiamo visitati tanti, ma quello che abbiamo trovato in Siria non l’abbiamo trovato da nessuna parte). Oltre le bellezze artistiche e ne hanno davvero tante... e tante ancora sommerse, il popolo siriano è il più cortese e disponibile che abbiamo incontrato. Figuratevi che non potevamo camminare per le strade senza essere invitati dai vari negozianti, non per venderci i loro prodotti, bensì per offrirci il thè o anche solo dei dolcini, per non parlare dei mezzi pubblici, gli autobus sono pulitissimi e anche molto puntuali, gli autisti ci è capitato più volte che non ci facessero pagare neanche il biglietto e ci lasciavano dove chiedevamo noi a prescindere dalla fermata. Un giorno a Damasco ho chiesto un’informazione ad un’autista di un taxi collettivo (sono dei minivan di circa 8 posti che partono da fermate stabilite non appena sono pieni), questo signore mi ha dato l’informazione e poi ha insistito per offrirmi la frutta che stava mangiando. L’ospitalità di questo posto ci ha veramente meravigliato e commosso, e poi dicono dei paesi arabi..., è proprio vero che ci lasciamo abbindolare da quello che sentiamo in TV, mentre poi la realtà è un’altra cosa.

La Siria è contro Israele per questo motivo non ci sono turisti americani, (quindi la propaganda fatta dai max midia sulla Siria non è certo delle migliori), tuttavia credo sia l’unico posto tra tutti quelli che ho visitato finora dove trascorrerei sicuramente almeno sei mesi l’anno, quando sarò libera da impegni di lavoro. Il costo della vita è veramente basso, si mangia in maniera magnifica e si vive tranquilli anche a Damasco che è una grande città, tanto di giorno quanto di notte. Figuratevi che l’anno prossimo penso di mandare le mie figlie da sole. Ora vado al racconto altrimenti rischio di non fare più un resoconto di viaggio, ma di tessere le lodi di questo straordinario popolo e non voglio rovinare a nessuno il piacere di sperimentare direttamente.

Prendiamo la strada che ci condurrà a Bosra dopo aver perso circa tre quarti d’ora per i controlli di frontiera, lì arriviamo alle 15,30, andiamo a vedere il teatro (tichet 150 lire siriane a testa), a proposito tutti i tichet in Siria sono di 150 lire siriane contrariamente alle 300 indicate nella lonely planet. Il cambio attualmente è di 70 lire siriane / 1 euro.

Il teatro romano è l’attrattiva principale di Bosra ed è veramente meraviglioso e ben conservato grazie alla protezione ricevuta dalla fortezza araba nella quale è racchiuso, infatti per potervi accedere abbiamo attraversato parecchi corridoi bui su diversi livelli, per poi sbucare finalmente nel teatro abbagliati dalla luce del sole. Le gradinate sono in pietra scura, in netto contrasto col bianco della facciata del palcoscenico. Questo teatro ospita ogni due anni delle rappresentazioni, e precisamente negli anni dispari. All’uscita di questa meraviglia ci dirigiamo, come spiegato nella nostra guida, verso la cittadella attraverso il lastricato autentico dell’antica città romana, oltrepassando l’arco trionfale chiamato “porta della lanterna” percorriamo in completa solitudine questa strada lunga circa 1Km. ai cui lati sono poggiate delle colonne, arriviamo fino alla porta del vento e sulla destra troviamo i resti dei bagni pubblici e il ninfeo, proseguendo vediamo quello che doveva essere il mercato e poi ancora i resti della moschea di Omar fatta costruire dall’omonimo califfo (una delle moschee più antiche del mondo), la cosa che ci lascia alquanto perplessi è quella di vedere tutto ciò in completo stato di abbandono o meglio lasciato così alla mercè di tutti e soprattutto con la gente del luogo che addirittura abita all’interno di questo patrimonio. (sono venuta a sapere in seguito ad Aleppo per la precisione da un ragazzo che ha lavorato col gruppo di italiani che si sono occupati degli scavi a Bosra, che la gente locale vende per pochi soldi reperti storici “autentici” che trova scavando praticamente dentro la propria casa)

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Commenti
  1. Liu Lucia Mattei
    , 14/6/2010 17:34
    Vado in siria a ottobre, questo resoconto mi sarà molto utile!

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