Finalmente in Siria

Note tecniche sul viaggio di Jacopo e Paola. Abbiamo volato da Verona a Damasco, via Vienna, con Austrian Airlines. Abbiamo speso 480 euro. Ci siamo affidati a un’agenzia siriana, la Nawafir (www.nawafir-tours.com), con la quale abbiamo scelto il programma di ...

  • di jacopo e paola
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Note tecniche sul viaggio di Jacopo e Paola. Abbiamo volato da Verona a Damasco, via Vienna, con Austrian Airlines. Abbiamo speso 480 euro. Ci siamo affidati a un’agenzia siriana, la Nawafir (www.Nawafir-tours.Com), con la quale abbiamo scelto il programma di viaggio, i luoghi da visitare, gli hotel che volevamo. Ci hanno messo a disposizione un moderno monovolume da 9 posti e un’autista che ci ha anche fatto da guida quando volevamo! Abbiamo speso per questo pacchetto (auto, autista, hotel, ingressi nelle località e tour di 10 giorni, meno di 700 euro a testa). Gli alberghi. Abbiamo evitato i lussuosi Cham Hotel e abbiamo preferito altre sistemazioni più “vere” e più a contatto con i luoghi. A Damasco abbiamo dormito nel nuovo hotel Dar al Yasmin (www.Daralyasmin.Com, che si trova in un palazzo antico). Ad Hama abbiamo dormito nel familiare Noria Hotel (come dice la Lonely Planet, non fatevi scoraggiare dall’ingresso in un palazzo anonimo). Ad Aleppo abbiamo pernottato nel signorile Beit Wakil (www.Beitwakil.Com), capostipite degli Hotel di Charme in Siria, dotato di un ottimo ristorante, forse uno dei migliori della città. A Deir ez- ezur abbiamo dormito all’economico Ziad Hotel, pulito e spazioso. A Palmira all’Hotel Heliopolis, con bellissima vista sulle rovine. Secondo noi migliore dello Zenobia e dello Cham. Ristoranti. A Damasco i migliori ci sono sembrati al Khawali e Jabri house. Ad Hama dicono che sia buona la Orient House. Noi abbiamo mangiato alle 4 Norie. Non è male e c’era una bella atmosfera. Ad Aleppo i migliori sono il Beit Wakil e Sissi House. Si trovano uno di fronte all’altro nel quartiere cristiano di Jdeida. A Parmira nessuna segnalazione particolare. Ma se capitate ad Deir Ez zur percorrete il ponte sospeso e alla fine entrate a sinistra. C’è un bel parchetto e offrono piatti a prezzi economici. Parlano solo arabo e sembra non abbiamo mai visto un turista. E proprio per questo sono tutti gentilissimi. Per mangiare si spende dai 2 ai 10 euro a testa a secondo della tipologia e di quello che si mangia. Noi amavamo molto i loro antipasti e l’agnello.

In Siria non esiste turismo di massa e per questo i luoghi e la gente sono ancora incontaminati. I siriani, gente ospitale e cortese, si avvicinano a voi non perché vogliono vendervi qualcosa! Vogliono soltanto parlare e sapere chi siete. Un’esperienza crediamo ormai rara al giorno d’oggi. Il viaggio E’ per noi una vacanza speciale quella in Siria, desiderata da tempo. Anche se prima di partire avevamo alcuni dubbi, legati all’immagine, spesso falsa, che viene data della Siria nel nostro Paese e in Occidente in generale. Partiamo il 15 settembre da Verona e poi da Vienna arriviamo all’aeroporto di Damasco. A Damasco Mohammed Khaer, il nostro autista ci accoglie con simpatia, ci accompagnerà per 10 giorni alla scoperta di questa terra. Ci addentriamo nel traffico di Damasco per raggiungere l’albergo Dar-Al –Yasmin un albergo inaugurato circa cinque mesi fa. E’ un palazzo antico restaurato con gusto, luogo suggestivo, nel cuore del quartiere cristiano. E’ sicuramente meglio dei lussuosi 4 stelle fuori dal centro storico ed è molto, ma molto, più economico. L’atmosfera è cordiale ed amichevole allo stesso tempo, un luogo reso suggestivo in particolare dal cortile su cui si affacciano le camere da letto. Qui , fare colazione al mattino ci fa stare bene. 16 settembre Il nostro primo giorno a Damasco parte proprio dal quartiere cristiano, dalla casa di Santa Anania, il santo che battezzà S. Paolo (Saulo di Tarso) dopo averlo curato dalla sua cecità quando venne folgorato sulla via di Damasco. Visitiamo la porta di S. Paolo salendo al balcone dal quale il santo si fece calare in una cesta per fuggire alle persecuzioni

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