Esperienze in Sicilia

Syusy ad Agrigento, tra folklore e tradizioni, poi un salto ad Aci Trezza, a “casa” dei Malavoglia

Turismo “esperienziale”

Dovendo parlare delle bellezze di Agrigento, dovrei parlare della Scala dei Turchi, un luogo naturale meraviglioso dove la montagna bianca calcarea, praticamente, “si tuffa” nel mare, creando una bellissima spiaggia. Dovrei parlare della Valle dei Templi, fondamentalmente una grande area verde, dove spiccano i templi della Concordia, di Hera Lacinia (o Giunone) e di Ercole. Ultimamente, nel parco archeologico è stato trovato anche un teatro che si sta cercando di riportare alla luce: un teatro grandissimo, in vista del mare, con alle spalle la collina su cui spicca Agrigento-città. Il mio viaggio però è stato caratterizzato da… un altro tipo di turismo! Mi ospitava il B&B Camere a Sud di Elvira, che oltre essere una padrona di casa incredibile, gentilissima e molto premurosa, è la promotrice di una Social Street del centro di Agrigento. Elvira mi ha fatto conoscere diversi personaggi che organizzano dei tour alternativi ai giri turistici classici. Così, una mattina libera, sono andata verso l’interno, in questi paesi dove ancora esiste una realtà rurale interessante, ho conosciuto un pastore circondato da tantissime pecore che ancora produce direttamente ricotta e formaggi. Un’esperienza normale direte voi, ma non lo è, se viene vissuta vedendo davvero tutto il ciclo della produzione e vivendo per un giorno come vivono il pastore e i suoi famigliari e collaboratori. Si svegliano la mattina molto presto, hanno le pecore da accudire e da curare, hanno il latte da mungere e il formaggio da fare…

Il vicinato

Poi sono andata nel forno del paese, dove una coppia gentilissima produce biscotti e pane “come una volta”, in un forno ancora a legna. Era un giorno di pioggia e nebbia, mentre stavo lì a godermi il calduccio di quel posto hanno iniziato ad arrivare i vicini: chi porta l’insalata, chi dei fichi secchi, chi qualsiasi altra cosa prodotta da sé, come dono o come scambio. La vita del vicinato è una vita di scambio, di prodotti, di favori. Quasi non serve andare in negozio, perché quello che ciascuno produce può essere barattato con ciò che produce il vicino. Per questo chi organizza questi tour porta gli stranieri che vengono dall’Australia, da New York o dalle grandi metropoli di tutto il mondo a godersi due chiacchiere, una fetta di pane con olio e pomodoro (il pomodoro del vicino, naturalmente!). Insomma, a fare questa vita per un giorno. Pensare che in fondo non è altro che la vita normale che si conduceva anni fa nei paesi. Invece oggi diventa un esempio di come potrebbe essere la quotidianità se si tornasse alla semplicità di quei tempi. Quando quello che ti serve in fondo ce l’hai a portata di mano, dietro casa, senza bisogno di andare a cercarlo al supermercato. Dove la vita viene scandita dai ritmi naturali e dove i vicini non sono dei nemici, ma veramente vicini. Purtroppo ho dovuto lasciare Agrigento in una bellissima giornata di sole, ho salutato i templi che spiccavano sulla valle e avviarmi verso Catania per andare a prendere l’aereo. Non subito però! Mi mancava una giornata di sole e ne ho approfittato per fermarmi ancora un giorno. Mi sono chiesta dove sarei potuta andare per vedere di nuovo il mare guardando l’Etna, che spesso fuma e spicca con una potenza incredibile proprio dietro alla città. Così ho preso un taxi e con 30 euro sono andata al paese dei Malavoglia

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