Palermo, la Sicilia occidentale e Agrigento

Un viaggio attraverso una parte affascinante della Sicilia dove da sempre si fondono natura e cultura

  • di girovaga54
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Dopo le piogge invernali e il freddo, avevamo voglia di scaldarci un po’ in anticipo. Cosa di più azzeccato di un viaggio in una terra assolata, piena di profumi intensi e di colori squillanti? Un viaggio tra cultura, natura, buon cibo, ottima ospitalità che da Palermo ci conduce prima a Trapani e poi ad Agrigento in un crescendo di emozioni.

Giovedì 05 Aprile

Dopo una clamorosa levataccia, partiamo dall’aeroporto di Fiumicino con il volo RYANAIR FR 4902 delle ore 08:15 per Palermo con circa cinquanta minuti di ritardo. Il volo dura meno di un’ora e, recuperando un po’, prima delle 10:00, siamo all’aeroporto Falcone Borsellino.

Ci investe subito un clima mite mentre ci avviamo alla fermata del bus della compagnia Prestia e Comandè che in un’oretta di tragitto ci conduce in città. Il biglietto costa € 6,00 a persona e si deve acquistare prima di uscire dall’aeroporto. Il bus effettua più fermate a seconda delle esigenze: noi scendiamo di fronte alla Stazione Centrale perché il nostro B&B “Le Stanze al Genio” (www.stanzealgeniobnb.it) è nelle vicinanze.

Anzi, scopriamo che è proprio a due passi, in Via Garibaldi 11 e qui c’è da dire che, arrivati di fronte al portone, abbiamo un momento di panico. Il palazzo ha una facciata un po’ fatiscente, per non parlare del portone e del citofono. Eppure il B&B è recensito benissimo!! Suoniamo un po’ scoraggiati, saliamo le scale titubanti, ma poi…..entriamo in un mondo fantastico. Le Stanze al Genio è infatti innanzitutto un museo, il Museo della Maiolica, gestito dal proprietario Pio Mellina e i suoi collaboratori, che occupa il primo piano del palazzo, mentre il piano superiore è stato destinato a B&B. La particolarità è che le camere sono esse stesse facenti parti del museo, magnificamente adornate con maioliche d’epoca (dal Settecento in poi) fin nel bagno, cura estrema dell’arredamento, un’atmosfera fuori del tempo, sala della colazione altrettanto ricercata: insomma un vero gioiello in una Palermo che, impareremo presto, è proprio caratterizzata da queste contraddizioni. Alle ferite esterne dei suoi edifici e delle sue strade degradate, si oppongono gli interni magnifici dei suoi tanti palazzi nobiliari. Città dai monumenti di valore inestimabile, chiese preziose e teatri famosi, ma anche tanta incuria e tanto abbandono che intristiscono il visitatore.

È quasi mezzogiorno e vogliamo pranzare in centro. Ci avviamo così verso la vicina Piazza della Rivoluzione, in fondo a Via Garibaldi e di lì a poco raggiungiamo il famoso mercato di Ballarò. La confusione è tanta con i motorini che sfrecciano senza tregua. Non ci ispira mangiare qui e quindi proseguiamo in direzione di Piazza Pretoria, completamente occupata dalla bellissima Fontana Pretoria, chiamata dai Palermitani Fontana della Vergogna, per via delle statue nude che la adornano. Attraversiamo l’incrocio dei Quattro Canti e subito troviamo il locale che ci avevano consigliato, Bisso Bistrot, in Via Maqueda 172 e che conferma ampiamente le nostre aspettative: la pasta con le sarde è superlativa, ma ha un unico difetto, le porzioni sono fin troppo abbondanti pur a prezzi più che abbordabili

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