Itinerari d'arte nella Sicilia occidentale

Una settimana tra le bellezze del passato e i sapori del presente

  • di gianchi56
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Maria della Catena, le tante barche all’ancora entro il molo del Bersagliere, nonché porta Felice. Percorso tutto il lungomare in direzione sud-est lungo le “mura delle cattive”, eccomi ad esplorare i giardini di Villa Giulia, dove 4 esedre neoclassiche e una fontana e varie statue emergono tra le piante. Due “sfingi” presidiano l’ingresso di via Lincoln dell’edificio dell’orto botanico. Vincendo la stanchezza, mi avvio per la visita di altri due monumenti del periodo normanno. Percorro dunque il lungo corso dei Mille fino a raggiungere il ponte dell’Ammiraglio, le cui belle arcate sono ormai relegate a scavalcare un prato. Proseguo la passeggiata verso sud-est fino alla cupolette rosse della chiesa di S. Giovanni dei Lebbrosi. In prossimità della chiesa, uno strano albero (dovrebbe trattarsi di una Ceiba speciosa): privo di foglie, dai suoi rami penzolano frutti oblunghi di colore verdastro, molti dei quali si sono aperti e trasformati in grossi batuffoli di bianca lanugine. La mia prima giornata di visita si conclude assaporando varie specialità siciliane presso l’Antica Focacceria S. Francesco.

Martedì 9 maggio

La giornata inizia con una squisita prima colazione, goduta conversando con una coppia di turisti australiani che hanno programmato di visitare le località toccate dal Giro ciclistico d’Italia, proprio oggi alla sua prima tappa siciliana. Dopo una breve passeggiata nel mercato di Ballarò, raggiungo la chiesa di S. Francesco. All’interno, le tre navate racchiudono varie notevoli sculture, tra cui una Madonna col bambino; alcune cappelle sono un profluvio di marmi e stucchi.

È quindi la volta della chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio (o Martorana). Nella parte più antica, in corrispondenza della cupola, ci sono bellissimi mosaici in stile bizantino con Cristo Pantocratore, Madonna, angeli, santi; affreschi, marmi e stucchi contraddistinguono la più recente parte barocca.

Uscito, non posso fare a meno di scattare nuove foto alla scenografica fontana Pretoria. Seguo altri turisti e visito l’interno del Municipio, tra bellissimi soffitti affrescati, lapidi commemorative, busti. I bambini di una scuola chiedono ai visitatori di poter illustrare loro la storia e il contenuto dei vari locali.

Mi dirigo verso il quartiere della Loggia per visitare ancora un gruppo di chiese. Piazza S. Domenico è dominata dall’altissima colonna dell’Immacolata. La chiesa di S. Domenico ospita vari monumenti funebri. Nell’oratorio di S. Domenico posso ammirare i bellissimi stucchi di Giacomo Serpotta e tele di vari artisti, tra cui Van Dyck. Splendidi stucchi di G. Serpotta adornano anche le pareti dell’oratorio di S. Cita. L’interno della chiesa di S. Cita è invece molto più sobrio (anche perché danneggiata durante la seconda guerra mondiale), dominato da sfumature di giallo e di rosa, con l’eccezione di una cappella nel transetto ricoperta di stucchi e affreschi. Mi attrae una scultura della Pietà, collocata davanti ad una tavola che rappresenta l’ultima “mistica cena”.

La mia giornata prosegue con la visita del Museo archeologico Salinas: tra i tantissimi reperti esposti, sono affascinato dalle metope dei templi di Selinunte e da due sarcofagi punici femminili provenienti da Solunto. Percorro una via con molti negozi e ristoranti e raggiungo la piazza che ospita il grandioso teatro Massimo; immancabili foto ai due leoni a guardia dell’imponente ingresso, e al chiosco “Ribaudo” in stile liberty.

Raggiungo il teatro Politeama, dominato dalla quadriga in corrispondenza dell’ingresso e abbellito da decorazioni in stile pompeiano nella loggia del primo piano. Di fronte al teatro, sotto le palme in piazza Castelnuovo sono ubicate varie sculture. La mattinata si conclude a porta Carini, tra le bancarelle del mercato del Capo, mangiando un panino ca’ meusa

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