Itinerari d'arte nella Sicilia occidentale

Una settimana tra le bellezze del passato e i sapori del presente

  • di gianchi56
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Lunedì 8 maggio

Il volo Alitalia da Milano Linate è puntualissimo: alle 11.10 sono nell’aeroporto di Punta Raisi a Palermo. Ritirato il bagaglio, salgo sul bus delle 11.30 che dall’aeroporto conduce in città. L’ultima parte del tragitto è molto rallentata dal traffico. Da piazza Giulio Cesare è un breve percorso a piedi fino a una traversa di via Maqueda dove c’è il B&B presso cui ho prenotato. Il tempo di depositare il bagaglio, ed eccomi in strada pronto ad iniziare la mia visita della città. Sulla base delle informazioni recuperate dalla documentazione esaminata mi sono fatto un programma di massima delle visite, ma una giornata e mezza è pur sempre scarsa per visitare quanto vorrei.

Inizio col dare un’occhiata nel mercato di Ballarò, ma dopo pochi minuti sono già in via Maqueda. Riconosco la chiesa di San Cataldo con le sue inconfondibili cupolette rosse. Osservo un attimo le carrozze con cavalli in attesa di clienti e poi raggiungo piazza Pretoria, con le bianchissime statue, gli zampilli d’acqua, le teste di animali della grandissima fontana. Ai Quattro Canti mi attardo a rileggere da una guida il significato delle varie sculture.

Proseguo su corso Vittorio Emanuele verso la cattedrale. Un turista messaggia sul cellulare seduto sui gradini in ombra ai piedi del monumento a Carlo V. Alle 14 sono già davanti alla cattedrale ad ammirare, tra le palme, la cupola e il campanile e le torri, cercando le migliori inquadrature per le foto. Entro dal magnifico portico “gotico-catalano” sul fianco della costruzione. Nel vasto interno due bellissime statue di Madonna col Bambino, pregevoli sarcofagi nella cripta, imponenti tombe reali e imperiali.

Lasciata a malincuore la cattedrale, mi dirigo verso i giardini di Piazza della Vittoria, con il suo grandioso monumento di marmo bianco a Filippo V. Attraverso Porta Nuova, costeggio Palazzo dei Normanni ed entro per la visita. Interessante il cortile con i tre loggiati. Bellissime le sale, in particolare la sala pompeiana, la sala dei venti e la sala di Ruggero. Affascinante la cappella Palatina: non solo il mosaico del Cristo Pantocratore, ma tutto l’insieme, fino al più piccolo dettaglio, è un tale concentrato di bellezza da lasciare senza fiato. Nel periodo della mia visita è aperta a piano terra una Mostra sul ‘900: tra i vari quadri è presente anche il famoso La Vucciria di Guttuso.

Uscito dal palazzo, mi dirigo verso un altro monumento della Palermo araba-normanna: San Giovanni degli Eremiti. È una struttura semplice, a moduli cubici sormontati da cupolette rosse. Dal chiostro con giardino la migliore veduta d’insieme.

Attraversando il quartiere dell’Albergheria non posso non fermarmi alla chiesa del Gesù, al cui interno si può ammirare una straordinaria profusione di tarsie policrome, stucchi, sculture, affreschi.

Riguadagnata via Maqueda, mi dirigo alla chiesa di S. Cataldo: nell’interno spoglio, posso ammirare un bel pavimento a mosaico e l’architettura della volta. Distante poche decine di metri, con la cupola rivestita esternamente di maioliche, sorge la chiesa di S. Giuseppe ai Teatini: all’interno, pavimento policromo, esili colonne cilindriche, tarsie marmoree e bellissimi stucchi ed affreschi nella volta della navata centrale. Sempre in zona, visito la chiesa di S. Caterina, il cui interno è interamente rivestito di marmi lavorati ad intarsio.

Dopo tante chiese, percorro corso Vittorio Emanuele in direzione del mare. La calda luce del tardo pomeriggio permette ancora di apprezzare la Fontana del Garraffo in piazza Marina, il bel portico esterno della chiesa di S

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