La Sicilia che non ti aspetti

Dieci indimenticabili giorni alla scoperta dell'isola più grande d'Italia, con dei ciceroni molto speciali

  • di Auri&Fede
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La mia vacanza inizia il 26 luglio prospettandosi già un'avventura con l'aereo in ritardo di un'ora. Decollo finalmente da Treviso, lasciandomi alle spalle un bel temporale in arrivo e atterro nella soleggiata Catania che sono quasi le 15.00. Vestita come un'eschimese (si capiva benissimo che non ero del posto, con jeans lunghi, golfino addosso e ombrello in mano, una comica), recupero il bagaglio e inizio la ricerca disperata dell'autobus giusto che mi avrebbe portata dai miei amici (colleghi universitari) che mi aspettavano a Niscemi, capitale del carciofo.

Quello delle 16 è già pieno quindi rimango a terra ad aspettare quello dell'ora dopo, che fortunatamente è vuoto e riesco perciò a salire. Dopo 2 ore di viaggio eccomi finalmente: Erika e Stefano sono già pronti in macchina e in breve siamo in centro a Niscemi, una città di quasi 30.000 anime, ricca di viuzze strette e trafficate, con palazzi alti, uno attaccato all'altro, arroccata sul cucuzzolo di una collina e da cui si può ammirare il bellissimo paesaggio circostante. La serata inizia col gelato di Musco, il mitico gran caffè, il posto dove questa vacanza è iniziata e dove (per tradizione della compagnia di amici lì conosciuti) si è conclusa. Proseguiamo il tour di Niscemi visitando il centro storico, già in abbellimento in vista di Ferragosto, poi il quartiere crollato nel 1997 dove oggi ci si può fermare per ammirare il paesaggio (una sorta di terrazza panoramica) e i tanti murales sparsi qua e là per la città.

Ormai è ora di cena, lascio i bagagli a casa di Erika o per meglio dire, quella che per 10 giorni è stata anche casa mia, e decidiamo di cenare con gli arancini (quelli classici, ragù e piselli). Finito di mangiare è ora di uscire nuovamente. Conosco quindi la compagnia di amici di Erika e Stefano (cerco anche di impararne i nomi ma la memoria è pessima e, col fatto che spesso si chiamano allo stesso modo, fallisco miseramente) e con loro prosegue il tour di Niscemi: ancora il centro storico, piazza Vittorio Emanuele III, la Chiesa Madre e quella Dell'Addolorata (che è sempre o quasi chiusa), il Palazzo del Municipio, i palazzi Masaracchio e Branciforte, oggi un bar ed ex dimora delle famiglie fondatrici di Niscemi, provenienti dalla vicina Butera e dalla Calabria. Palazzo Malerba invece non esiste più e al suo posto c'è un parcheggio. Ci dirigiamo verso il famoso Belvedere, in dialetto “U Tunnu” da cui sia di notte che di giorno puoi godere di una vista privilegiata sul panorama. Da lì continuiamo verso la nostra ultima meta: una piazza occupata da una fontana in secca, circondata da tavolini di un altro posto strategico (come Musco), ovvero il bar Kaos dove ovviamente bevo del tè alla pesca con granita. Essendosi fatta una certa, salutiamo tutti e andiamo a dormire.

Il secondo giorno inizia col mercato di Niscemi (ogni giovedì): caotico è dir poco, bancarelle ovunque, tutti che urlano e io che non capisco cosa dicono, una sagra sotto un caldo potente ma non umido, il divertimento è assicurato! In breve arriva l'ora di pranzo e ci spostiamo nella casa in campagna di Stefano, dove la sua famiglia ha preparato il risotto alla salsiccia, la parmigiana, i pomodori secchi, le patate al forno e chi più ne ha più ne metta. A digestione conclusa il tuffo in piscina è d'obbligo. A metà pomeriggio mangio finalmente la brioche col gelato, home made by Stefano. Doccina veloce e partiamo in macchina alla volta di Caltagirone, ancora illuminata a festa per San Giacomo: è d'obbligo la scalata della Scala di Santa Maria del Monte che con i suoi 142 scalini decorati con piastrelle in ceramica policroma in diversi stili artistici che rispecchiano la storia dell'isola, collegano in 130m la chiesa omonima con il Palazzo del Municipio

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