La Sicilia del Barocco e di Montalbano

Un viaggio tra Siracusa, Marzamemi, Scicli e il castello di Donnafugata

  • di dpellizzon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Arriviamo all'aeroporto di Catania e la procedura per ottenere la macchina a noleggio dura più del volo da Venezia; ma una volta partiti siamo immersi immediatamente nella luce, nei paesaggi e nei profumi dell'isola.

Prima tappa Siracusa, raggiungiamo l'ottimo B&B Palazzo del Sale, situato nel centro storico della città dove il proprietario, dopo averci ceduto il parcheggio che aveva tenuto occupato con la sua auto, se ne va a fare un bagno durante la pausa pranzo; cosa che ci provoca una certa invidia: per noi che viviamo in una città del nord è veramente un sogno.

Iniziamo passeggiando nell'isola di Ortigia e veniamo attratti dal mercato locale, vivace e colorato dove si trovano tutti i prodotti della terra ; è persino possibile mangiare per 2,5 euro un'ostrica con un bicchiere di vino (che non è esattamente Champagne ma apprezziamo lo stesso).

Gironzoliamo per tutto il piccolo centro dell'isola di Ortigia assaporando secoli di storia, e le tracce lasciate nel quartiere dalle civiltà greca, romana e araba; facciamo il primo incontro con il barocco ammirando il duomo situato nella piazza principale dove si trova anche la chiesa di S. Lucia alla Badia che custodisce l'imperdibile capolavoro di Caravaggio" il seppellimento di Santa Lucia" patrona di Siracusa.

Nella parte meridionale dell'isola fotografiamo il Castello Di Maniace che risale al '200 e proseguiamo per il lungomare dove sono ormeggiati yacht di notevoli dimensioni.

Ci rechiamo poi nella parte nord della città moderna (decisamente meno interessante rispetto alla parte storica) per visitare il parco archeologico della Neapolis che è un museo a cielo aperto situato su di una altura su cui si trovano il teatro greco e l'anfiteatro romano, dove venivano sacrificati fino a 400 tori e che. per dimensioni, è solo un po' più piccolo rispetto all'arena di Verona. Altri reperti del parco archeologico si perdono invece nella mitologia come la tomba di Archimede che si trova nella necropoli; in realtà la tomba più grande è stata attribuita ad Archimede solo perché è il personaggio più illustre della città e l'orecchio di Dionisio, una grotta che assomiglia ad un orecchio, dove leggenda vuole che il tiranno ascoltasse i bisbigli di protesta dei suoi prigionieri; una turista spagnola però vuole sapere dalla guida il punto esatto in cui Dionisio si metteva per avere un acustica migliore!

Seconda tappa del viaggio Marzamemi, bel borgo turistico marinaro costruito intorno ad una tonnara. Alloggiamo al B&B Mananna gestito magistralmente da una coppia simpatica e molto professionale.

Inizia così la parte più balneare della vacanza; nei pressi della cittadina c'è la riserva naturale di Vendicari con la bella spiaggia di San Lorenzo e soprattutto la perla Calamosche, che raggiungiamo dopo una passeggiata immersi nella macchia mediterranea. La piccola spiaggia è bella e il mare splendido ma è eccessivamente popolata da varia umanità. Tempo fa Legambiente l'ha definita la spiaggia più bella d'Italia ma credo non l'abbia esaminata in un pomeriggio di agosto; forse ci sono andati di notte o in dicembre!

Cena a base di pesce in un ristorante con una bellissima terrazza dove sono state girate scene della serie Montalbano e un altro paio di film. Di notte però la cena si fa sentire e Montalbano sarà costretto a ritornare nel locale, questa volta per una indagine per tentato omicidio.

Non lontano da Marzamemi si trova Noto, ricostruita come le altre città della zona dopo il terribile terremoto del 1693, nello stile barocco siciliano che si nota soprattutto nelle chiese riccamente decorate ma anche nei palazzi nobiliari, tutti realizzati artigianalmente in uno stile raffinato e colto. Abbiamo la fortuna di assistere anche alla festa di San Corrado, durante la quale l'urna del santo, preceduta da grandi ceri, viene portata in processione per le via della città. La cerimonia è veramente suggestiva per l'incredibile numero di partecipanti, la presenza della banda e i fuochi d'artificio. La cerimonia culmina con la pesante urna (quasi ottocento chili) trasportata a braccia e di corsa da devoti in costume tradizionale sulla scalinata verso il duomo

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