Palermo e la Sicilia occidentale

Una settimana tra spiagge, cultura, gastronomia e natura con bambini al seguito

  • di pigisbaraglia
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro
 

PALERMO E LA SICILIA OCCIDENTALE (Aprile 2014)

Primo Giorno

Arrivo a Palermo da Napoli con traghetto e auto al seguito (403 eur per due adulti e un bambino a/r cabina esclusiva). Sistemazione in B&B Alvorada (60 eur a notte la camera con prima colazione); l’alloggio è carino e pulito, è centralissimo tra il Teatro Massimo e la Cattedrale anche se il centro storico di Palermo in certe vie fa un po’ impressione: accanto a meraviglie dell’architettura ed edifici lussuosi, perfettamente restaurati, convivono alloggi molto degradati, crolli, abusi e un tripudio di panni stesi. Neanche la sera però, girando per i vicoli, abbiamo vissuto momenti di apprensione o paura. Sembra tutto tranquillo, e poco più in là del B&B vive un magistrato con tanto di scorta sotto il portone.

Mercato Vucciria: è quello dipinto da Guttuso, il più storico e famoso, ma non il più grande e bello, che invece è Ballarò, dove pranziamo; mangiamo in uno dei tanti buchi coi tavoli sulla via che fanno cibo di strada: pane e panelle, arancini, insalata di mare e gamberoni arrostiti lì sul braciere; tutto pesce fresco, ottimo a prezzi ridicoli. Giro per i luoghi più caratteristici del centro storico: Cattedrale, Quattro Canti, Piazza San Domenico, Politeama e limitrofe vie dello shopping, Piazza Marina con il suo meraviglioso giardino di magnolie monumentali (qui pare che si trovi l'albero più grande d'Italia). Il giro si conclude cenando al quartiere Kalsa, in via Torremuzza, dove incrociamo due recensioni positive: quella della padrona del B&B, e quella del Cappellaio Matto di via Vittorio Emanuele (dove abbiamo comprato una coppola da bambino, pezzo unico e su misura, fatto mano con stampe dei cartoons). Lungo via Torremuzza si cena alla buona nei tavoli sui marciapiedi, coi bracieri che cuociono il pesce fresco (a scelta posto nel ghiaccio lì accanto) in mezzo al traffico, tutto sommato lento e a senso unico, tanto per ricordarsi che qui non è la Svizzera, con tutti i contro e i pro. Da Carnavale Peppuccio con 35 eur mangiamo in tre: pesce, pasta alla Norma, caponata, ecc...

Secondo Giorno

Altro giro per i luoghi caratteristici del centro storico: Teatro Massimo; la visita guidata all'interno è imperdibile e il salottino del Palco Reale ti fa capire bene cos'è il potere. Mercato del Capo: simile a quello di Ballarò ma forse ancora più grande e caotico. Palazzo di Giustizia: sulla facciata espone le foto dei martiri della mafia. Mercato delle Pulci: vi si concentrano molti rigattieri, anche se i banchi improvvisati, i negozi di vintage e rigatteria sono diffusi un po' in tutto il centro storico. Villa Reale: l'esterno è un po' deludente, sono sicuramente più belli gli interni. Prendiamo un taxi tipico, l'Apetta Cabriolet, per spostarci fuori dal centro, fino allo spettacolo macabro ma imprendibile delle Catacombe dei Cappuccini, contenenti migliaia di cadaveri, sia scheletri che mummie, con ancora indosso gli abiti. Tra questi la celebre bambina imbalsamata, detta "La bella addormentata". Nel pomeriggio, nel bar davanti all'ingresso del Teatro Massimo, mangiamo la miglior cassata di tutto il viaggio e ottimi cannoli. Poi andiamo in via Bara all'Olivella, per l'appuntamento con due classici palermitani: l'acquisto di coppole nel negozio "La coppola storta" e la visione del Teatro dei Pupi Siciliani dei figli d'arte Cuticchio (i bambini impazziscono, c'è anche l'autopiano a manovella)

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Commenti
  1. Claudio Capuano
    , 11/10/2016 12:26
    Veniamo da Napoli siamo stati 8 giorni in giro da Palermo, Trapani,Sciacca Agrigento,MI DOMANDO come non si fà ad amare la Sicilia porca miseria visitiamo prima l'Italia poi le altre nazioni.
    abbiamo tutta la bellezza che vogliamo cibo mare archeologia, bella gente, cordiale simpatica siamo rimasti
    molto felici di visitare la Sicilia un giorno ci ritorneremo.
    p.s. nel meridione non dovrebbe esistere un disoccupato

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