Sicilia, una perla anche d'inverno

Cinque giorni alla scoperta della parte occidentale dell'isola

  • di pattylane
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La nostra vacanza inizia il giorno 30 dicembre con una levataccia, poiché l’aereo per Palermo è alle ore 7.30. A Viareggio il cielo è sgombro da nuvole e non fa particolarmente freddo.

Volo in orario, arrivo alle ore 9.00 circa. Autobus per Palermo, dove ci aspetta un B&B nel centro storico della città, esattamente nel quartiere detto “La Kalsa”. Il centro storico di Palermo è composto da quattro quartieri: La Kalsa, Albergheria, Vucciria e Il Capo. Si scende alla stazione ferroviaria e da lì, a piedi, si raggiunge il B&B. Intanto il cielo è diventato sempre più cupo e piove, ma non fa freddo. Lasciata la zona del porto, ci inoltriamo in vicoli stretti e dopo poco arriviamo a destinazione. Il vicolo è piccolo e su di esso si affacciano case mezze diroccate e fatiscenti, vediamo una parte di casa restaurata ed è proprio lì il nostro alloggio. Dentro è tutto nuovo, molto carino; siamo accolti molto bene. Depositiamo i bagagli e poi, senza indugiare, via alla scoperta della città.

Ci sono tante cose da vedere. Troviamo subito Piazza Marina, dove si affaccia il Giardino Garibaldi. Qui è racchiuso l’albero più vecchio della città: un ficus benjamina che ha più di 150 anni. Dopo ci inoltriamo in corso V. Emanuele, per arrivare in Piazza Pretoria dove c’è la Fontana Pretoria, detta “Fontana della Vergogna”, perché le statue sono tutte nude. Quindi, Piazza Bellini dove si affaccia la Chiesa di Santa Caterina, molto bella, tutta in stile barocco. Poi troviamo la Chiesa della Martorana e, di fronte, la chiesa di San Cataldo. Intanto continua a piovere. Di nuovo su Corso Vittorio Emanuele, all’incrocio con via Maqueda dove si trovano i Quattro Canti, il centro del capoluogo siciliano. Breve pausa nell’Antica Focacceria, locale molto affollato, nel quale si degustano alcuni prodotti tipici della cucina siciliana. Proseguiamo, quindi, ancora sotto la pioggia, e ci infiliamo nel rione denominato “Albergheria” per attraversare il caratteristico mercato di Ballarò. Qui vediamo bancarelle piene zeppe di frutta e verdura: cavoli enormi, carciofi bellissimi, finocchi giganteschi… cumuli di arance, mandarini, limoni, banchi pieni di pesce dall’aspetto molto invitante. C’è fermento: domani sarà il giorno 31 dicembre e tanta gente sta facendo le scorte di cibo per preparare il cenone di fine anno. Si continua la passeggiata alla volta del Palazzo dei Normanni, all’interno del quale si trova la Cappella Palatina, splendida, piena di mosaici incredibilmente sofisticati. Ormai abbastanza stanchi ci avviamo per tornare indietro , nella nostra stanza. La sera ceniamo nel quartiere in un ristorante dall’aspetto invitante.

II giorno a Palermo

Sveglia di buon’ora e colazione abbondante con dolci tipici siciliani. Questa volta ci incamminiamo verso la splendida cattedrale attraversando vicoli stretti e angusti, pieni di case mezze diroccate, panni stesi fuori all’aperto anche se piove, cumuli di spazzatura ammucchiata vicino ai cassonetti, tanti negozi chiusi, segno evidente che la crisi ha colpito molto anche qui. Questa è Palermo, dall’aspetto contrastante e al tempo stesso intrigante e piena di fascino. Visitata la cattedrale, ci dirigiamo verso le Catacombe dei Cappuccini, situate un po’ fuori Palermo. Oggi non piove, il cielo è ancora grigio e minaccia pioggia, il clima è mite e si sta bene. All’interno delle Catacombe possiamo vedere le spoglie mummificate di 8.000 palermitani deceduti tra il XVIII e il XIX secolo. Spettacolo un po’ raccapricciante che può anche dare noia ad alcune persone particolarmente sensibili. Tornando verso Piazza Indipendenza ci fermiamo a visitare la Cuba, uno degli edifici più rappresentativi dell’architettura arabo-normanna di Palermo. In Piazza Indipendenza prendiamo l’autobus per raggiungere il Duomo di Monreale. Breve pausa pranzo e poi di nuovo in marcia verso il B&B

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