Due settimane nella splendida Sicilia

Viaggio nella parte orientale e sud-orientrale, zona ricca di storia e spiagge meravigliose. Da Taormina a Ragusa, passando per Catania e Siracusa, assaporando le bellezze del barocco siciliano e le incantevoli riserve naturali

  • di Ste.Fra
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Incantati lo scorso anno dalla Sicilia Occidentale, io e la mia ragazza Francesca abbiamo deciso quest’estate di tornare in Trinacria per visitare il lato Orientale, ricco di storia e spiagge meravigliose.

Giorno 1: Milano – Acireale (Santa Tecla)

Il viaggio di partenza inizia a notte fonda e ci conduce in Sicilia nel tardo pomeriggio. Abbiamo deciso di viaggiare in auto, sia per contenere i costi che per avere la possibilità di muoverci una volta arrivati a destinazione. La celebre Salerno-Reggio Calabria ci regala ovviamente qualche minuto di coda a causa dei molti cantieri presenti, ma nel complesso il tragitto scorre veloce. L’attraversamento dello stretto è abbastanza agevole: ogni 40 minuti ci sono traghetti che fanno la spola tra Villa san Giovanni e Messina. Il viaggio in nave è brevissimo (circa 20 minuti) e relativamente economico (40 euro circa solo andata per auto più 2 passeggeri) ma il vero problema è imbarcarsi. Nelle ore più calde c’è un po’ di coda e ovviamente noi non facciamo eccezione! Dopo tutte queste ore di viaggio arriviamo finalmente alla nostra sistemazione. Come punto d’appoggio della prima settimana abbiamo scelto Acireale per la sua posizione strategica al centro del lato est siciliano. La casetta è davvero deliziosa: parcheggio privato, terrazzo e giardino con vista mozzafiato. Un affare visto che l’intero soggiorno settimanale ci è venuto a costare in totale circa 400 euro, meno di 30 euro a testa al giorno! Decidiamo per il primo giorno di andare al mare vicino a casa e scegliamo Santa Tecla. La spiaggia è piccola e rocciosa, acqua pulita e prima sessione di snorkeling obbligatoria!

Giorno 2: Riserva Naturale del Simeto – Santa Maria la Scala

Sbirciando lo stradario, scegliamo di visitare la riserva naturale del Simeto. La riserva è praticamente attaccata a Catania e si trova subito dopo i frequentatissimi lidi Playa. Inutile dire che per tranquillità e paesaggi non c’è proprio paragone. La spiaggia è lunghissima e praticamente vuota, senza lidi e confusione. Il mare, anche se leggermente mosso, è di una bellezza disarmante. Dopo un paio d’ore di relax, decidiamo di cambiare (anche perché sta per arrivare un temporale, incredibile!) e ci spostiamo a Santa Maria la Scala. Come ieri, la spiaggia è rocciosa e ci sono delle strutture in legno a picco sul mare per poter permettere ai bagnanti di godersi il mare. Scarpe di plastica ai piedi sono un obbligo: ci sono più granchi che in un parco naturale. Per la cena, ci fidiamo dei consigli della nostra padrona di casa e mangiamo al ristorante ‘Ai due Ladroni’, all’interno del camping La Timpa. Le nostre aspettative sono ampiamente ricompensate: terrazza a picco sul mare, paccheri alla eoliana (cozze, vongole, polpo e melanzane) da urlo e fritto di paranza da incorniciare. Assolutamente da provare.

Giorno 3: Taormina – Isola Bella

Dopo esserci goduti un giorno completo al mare, parte la nostra vacanza culturale. Prima tappa la bella Taormina. Appena arrivati nei pressi della cittadina, cerchiamo la funivia per raggiungere il centro storico. Ai piedi della struttura ci sono diversi parcheggi a pagamento (5-10 euro) dove lasciare la macchina per tutta la giornata. La funivia costa pochi euro e in poco meno di 10 minuti si arriva in cima. La cittadina è una boutique a cielo aperto: ogni strada rivela dettagli pieni di charme. Vi consiglio una visita spensierata senza punti di riferimento particolari, la città è così bella che ogni piccolo anfratto merita di essere visto e fotografato. Dopo circa due ore, il richiamo del mare è fortissimo. Decidiamo di scendere e posizionarci ad Isola Bella, a 500 metri dall’arrivo della funivia. La spiaggia è frequentatissima ma con pazienza troviamo un piccolo buco per appoggiare i nostri teli. L’acqua è pulitissima, il fondale di pietre richiede anche questa volta scarpe di plastica

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