Palermo e le isole Eolie

Un viaggio stupendo tra le meraviglie di Stromboli, Vulcano e Salina

  • di federica21
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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È stata una di quelle giornate in cui non vedi l’ora di buttarti nel letto... un martedì da leoni: lavoro al mattino, poi di corsa verso Arezzo, pranzo al volo e treno per Roma Fiumicino. Il treno parte in ritardo (strano?!), ma poi recupera. Insomma, per farla breve, tra cambi inaspettati in stazioni fantasma e ritardi vari arriviamo in aeroporto. Una bella notizia attende il nostro arrivo sugli schermi: il volo per Palermo è l’unico con 2 ore e mezza di ritardo! Ma non puoi arrabbiarti perché sai che domani sarà un’altra giornata di trasferimenti, per cui ti metti l’animo in pace. Arriviamo a Palermo in 45 minuti appena e riusciamo con grande fortuna a salire sull’ultima corsa dell’autobus della Prestia e Comandè che collega l’aeroporto con il centro di Palermo, alla stazione ferroviaria. Il nostro albergo è a soli 3 minuti a piedi e quello che desideriamo di più è gettarci sul letto e riposarci. La colazione è servita in camera con una gentilezza che li contraddistingue. Cappuccino e cannolo per entrare subito nell’atmosfera e poi treno per Milazzo. Saliamo sull’autobus (uno ogni 30’) per il porto e imbarchiamo sul traghetto Siremar per raggiungere Stromboli, la prima delle isole Eolie che visiteremo.

Prima però ci godiamo un “arancino al burro” con cotto, mozzarella e piselli, caldo, in un bar davanti al porto. Salpiamo verso Porto Scari a Stromboli e ci accoglie un caldo soffocante. Troviamo il nostro alloggio “Casa La Pergola”, una sistemata veloce, ci infiliamo il costume e andiamo alla ricerca della spiaggia nera di Ficogrande. Sulla strada troviamo, sulla piazzetta che domina il mare, il Ritrovo Ingrid dove mangiamo l’arancino al pistacchio più buono del mondo, come il cannolo al pistacchio… davvero da leccarsi i baffi! Alla spiaggia di Ficogrande facciamo un bel bagno e l’acqua è davvero invitante. Lo spettacolo è assicurato: sotto i nostri piedi una bellissima sabbia nera come la pece, poco più in alto le case bianchissime incastonate in giardini dai mille colori e ancora più su il vulcano in permanente attività eruttiva. Decidiamo che per nessuna ragione al mondo possiamo perderci il tramonto sulla Sciara del Fuoco. Compriamo una torcia e con 2 ore e mezza circa di cammino tra alti e bassi, solo alti e scalinate interminabili e impervie arriviamo a 400m di quota. La Sciara del Fuoco è una depressione formatasi 5000 anni fa per il collasso di un fianco del vulcano ed è qui che si riversa la maggior parte del magma che esce dal cratere. Il sole è appena tramontato e si vedono delle piccole eruzioni e i massi che rotolano sulla Sciara fino a gettarsi in mare. Ogni 20 minuti circa c’è un’eruzione più violenta accompagnata da un boato e dallo stupore delle persone che sono lì con noi. Abbiamo una certa fame e dopo una sfacchinata del genere direi che ci meritiamo proprio una bella cena e decidiamo di scendere torcia alla mano perché ormai s’è fatto buio. Con mezz’ora di cammino arriviamo al ristorante l’Osservatorio dove ci godiamo un ottimo primo col pesce a lume di candela per meglio assistere all’attività del vulcano e lo spettacolo è assicurato.

Con la pancia piena ripartiamo, sempre torcia alla mano, verso il paese (un’ora circa). Siamo davvero esausti e la mattina dopo ce la prendiamo di tutto riposo. Vicino al nostro alloggio c’è una gastronomia e ci serviamo lì per il pranzo. Più tardi passeggiamo fino alla spiaggia Piscità in un dedalo di stradine tra le casette più carine ed i residence più lussuosi. Alla sera ci godiamo la vista sul mare dalla terrazza della Chiesa di S. Vincenzo illuminata solo dal chiarore della luna piena. Non c’è illuminazione pubblica a Stromboli, ma solo quella delle case private, per cui la torcia fa sempre comodo. È tempo però di risistemare le valigie perché domani ci aspetta l’isola di Vulcano

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