Canyon di Sicilia

I più avventurosi possono provare rafting e canyoning. Per tutti gli altri, bei panorami e borghi antichi da scoprire

  • di Ink
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A cavallo fra le province di Catania e di Messina, la valle del fiume Alcantara nasconde piccoli borghi ricchi di storia e imponenti scenari naturali. Il fiume nasce nel versante orientale dei monti Nebrodi, attraversa una valle boscosa e un fondovalle coltivato a vite e agrumi, fino a sfociare dopo una cinquantina di chilometri nel Tirreno, nelle vicinanze di Giardini Naxos. Nel suo tratto centrale, fra Castiglione di Sicilia e Motta Camastra, il corso d’acqua scorre fra spettacolari canyon di roccia lavica, le Gole dell’Alcantara, alte fino a 20 metri e larghe appena 4 o 5 metri. In zona ci sono anche cascate e laghetti dalla forma tondeggiante, dette gurne: la massima concentrazione è vicino a Francavilla di Sicilia. È un angolo della regione davvero wild, con una natura poco contaminata. Proprio per questo l’area è tutelata come parco fluviale (http://parcoalcantara.it). In vari tratti della valle si possono fare belle passeggiate fra acqua e roccia. Il percorso più completo è quello del sentiero delle gole dell’Alcantara, che parte da Motta Camastra e si snoda a zig zag sul fiume, passando per diversi ponti, incrociando anche centri abitati, i binari dismessi della ferrovia e una ex centrale elettrica. Il punto clou è il tratto in riva all’acqua in prossimità delle gole. Facile e panoramico è il sentiero delle Gurne, lungo un chilometro e mezzo, che parte dal centro abitato di Francavilla di Sicilia e offre lungo il percorso una decina di punti di osservazione, per ammirare il fiume e i laghetti.

AVVENTURA FRA LE GOLE

I più sportivi e avventurosi possono vivere l’Alcantara dall’acqua, andando in kayak, facendo rafting oppure canyoning. Divertente e meno impegnativo del canyoning, è il river tubing, la discesa del fiume, in prossimità delle gole, seduti su speciali ciambelle pneumatiche, con cui si scivola sull’acqua, fra rapide e laghetti. Le escursioni sono organizzate da agenzie specializzate, come Acquaterra (tel. 095 503020, http://acquaterra.it/it/outdoor_sicilia), che forniscono equipaggiamento, attrezzatura e il pickup dall’albergo in cui si soggiorna. L’escursione di canyoning di mezza giornata e l’uscita di river tubing di due ore costano 40 euro, la discesa rafting in gommone, che dura mezza giornata, 60 euro.

ALL’OMBRA DEL CASTELLO

Anche chi non è interessato alle attività outdoor, da queste parti, trova cose interessanti da vedere. La valle dell’Alcantara è, infatti, ricca di attrazioni culturali. Ospita borghi dalla storia antica, che hanno conservato preziose tracce del loro passato e le loro tradizioni. Risalendo la vallata dalla foce del fiume, il primo che s’incontra è Calatabiano, con il suo castello arabo-normanno dell'XI secolo, che domina l’imbocco della valle. Una stradina a gradoni lo collega al paese, ma si sale anche con un ascensore panoramico. Il complesso, infatti, è stato recentemente restaurato, secondo una concezione innovativa, facendo ampio uso di materiali trasparenti. Ogni anno, il terzo sabato di maggio, in occasione della festa del santo patrono del paese, San Filippo Siriaco, svolge la calata di San Filuppu: una portatina con la statua del santo viene portata a spalla in una vertiginosa e spettacolare corsa lungo la gradinata che dal castello scende in paese, fra ali di fedeli.

LE ERBE DEL CONVENTO

Procedendo fino a circa metà della valle, alla confluenza delle valli dell’Alcantara e del fiume Zavianni s’incontra Francavilla di Sicilia, la sede amministrativa del parco fluviale. Qui merita una visita il convento dei Frati Minori Cappuccini, che ospita il Museo della testimonianza francescana. Nei locali dell’antico refettorio è stato allestito un piccolo museo etno-antropologico dedicato alla civiltà contadina, mentre nel cortile c'è un herbarium in cui vengono coltivate le piante officinali tipiche dell’ecosistema del territorio (www.cappuccinifrancavilla.it).

TESORI NORMANNI E BIZANTINI

Il paese successivo, circondato da boschi di querce e di castagni, è Castiglione di Sicilia. Anche qui c’è una bella rocca arabo-normanna, il castello di Lauria. D’origine normanna è anche la Chiesa Madre, che conserva l’abside originale. Ma tutto il centro storico è molto caratteristico e merita una visita: uno degli angoli più belli è la piazza della chiesa di Sant’Antonio Abate, in stile barocco. Altri tesori sono nascosti in campagna, nelle vicinanze del paese: a tre chilometri dall’abitato, vicino al fiume, si erge solitaria l’antica chiesa d’epoca bizantina di Santa Domenica (risale al VII secolo): è detta “la Cuba” per la sua forma a pianta quadrata e croce greca, sormontata da una cupoletta di pietra. Un po’ più a valle, sempre in riva al fiume, si trova San Nicola, originariamente la cappella di un monastero benedettino d’epoca normanna, che al suo interno conserva resti di affreschi che risalgono all'XI secolo. Vicino a quel che rimane del ponte di San Nicola parte il sentiero attrezzato delle Piccole Gole dell’Alcantara, pianeggiante e di facile percorrenza, che consente di ammirare da vicino l’alveo del fiume, fra laghetti e cascatelle.

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