Viaggio itinerante in Sicilia

Un tour tra città d'arte, mare, siti archeologici e buona cucina

  • di GaFlo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Come, ma soprattutto dove, possiamo coniugare il nostro essere turisti della domenica sempre alla ricerca del paesino caratteristico, del monumento di interesse o del palazzo da visitare, al piacere di trascorrere rilassanti giornate in spiaggia sotto gli oltre 35° di quest’estate? “Quest’anno stiamo in Italia, basta tapas (Spagna, Estate 2009), cinghiale con le vongole (Portogallo, Estate 2010) e affini, andiamo in Sicilia!” aveva esclamato Flo qualche mese prima, praticamente quando io avevo già sottolineato mezzo libro sull’Andalusia… Giusto il tempo di comprare una nuova guida (Touring Club Italiano, per noi una garanzia) e arriviamo all’ultima settimana di Agosto pronti per la partenza.

Lunedì 22 Agosto

Auto colma di bagagli, aeroporto di Malpensa, aeroporto Falcone Borsellino, noleggio auto e, dopo un po’ di attesa alla ricerca di una macchina prenotata che non si trova, raggiungiamo la prima meta per non perdere neanche uno spicchio di giornata di questa vacanza.

Segesta, con il suo tempio e teatro, rappresenta per noi la prima visita ed il primo sito archeologico dei diversi che visiteremo nei giorni a venire. Il tempio è visibile sin dalla strada che porta al parco e l’impatto da questa distanza è ancora più sorprendente di quanto lo sia quando lo si raggiunge, percorrendo una breve salita dallo spiazzo d’ingresso dove si lascia l’auto. A questo punto si può proseguire a piedi raggiungendo la sommità del monte Barbaro su cui sorge il teatro, attraverso una stradina che in biglietteria ci ricordano essere “ripida, lunga e arsa del sole cocente” (licenza poetica) oppure col più comodo bus-navetta. Da qui la vista sulla vallata e sul mare è meravigliosa e ripaga lo sforzo per raggiungere i 400 m di altezza su cui sorge l’antico teatro greco.

La sera ci spostiamo ad Erice, una piccola cittadina arroccata sulla cima di un monte sopra la città di Trapani. L’atmosfera è molto suggestiva: si tratta di un paesino tipicamente medievale con stradine lastricate ripide e scivolose, belle chiesette, palazzi in pietra e con le mura che la circondano dandole una caratteristica forma triangolare. Il tutto molto pulito, curato e, grazie ai suoi 800 m di altezza, fresco. Erice questa sera è presa d’assalto dai turisti e non è facile trovare un posto a sedere nei numerosi ristoranti della città. Dopo un po’ di pazienza ci accomodiamo a tavola ed iniziamo ad approcciare la cucina locale provando il cous cous di pesce, tipico del trapanese tanto che a San Vito lo Capo si tiene pure un festival, fatto di farina di semola a granelli cotta e condita con pesce, crostacei e frutti di mare. Il piatto viene servito accompagnato da un pentolino contenente brodo di pesce per bagnare di tanto in tanto il cous cous mantenendolo umido ed è perfetto quando abbinato ad un bicchiere di vino bianco. Dopo cena concludiamo la passeggiata tra le mura cittadine e, percorrendo una stradina in discesa consigliata dal navigatore ed incredibilmente ricca di tornanti, rientriamo piuttosto presto in albergo.

Martedì 23 Agosto

Cefalù è una bella e viva cittadina di mare che deve la propria notorietà, oltre alle affollate spiagge sul mar Tirreno, al centro storico fatto di stradine che ben mescolano l’arte del passato, dei palazzi e delle chiese al presente dei numerosi negozi e ristoranti. Baricentro di Cefalù è la piazza del Duomo che, oltre ad ospitare il convento delle monache benedettine ed il palazzo arcivescovile, si contraddistingue e si riconosce già da distante per via delle due imponenti torri della facciata della cattedrale normanna. Ancor più bello è il suo interno ed in particolare l’abside, dove si trova il mosaico del Cristo Pantocratore, motivo tipico dell’arte bizantina e che da qui in poi ritroveremo diverse volte all’interno delle chiese visitate. Per pranzo ci fermiamo al ristorante Le chat noir (in via XXV Novembre, una stretta strada che dal Duomo scende verso il mare) che a fine vacanza verrà votato dall’esperta giuria da noi composta come l’ambiente più carino, curato e rilassante nel quale ci siamo concessi una pausa. Nel bel cortiletto fiorito assaggiamo la caponata, un antipasto agrodolce di verdure fritte (melanzane, sedano, cipolla, olive e capperi) in un fondo di pomodoro, zucchero e aceto, e la prima pasta con le sarde della vacanza. Confortati dal break, prima di recuperare la macchina, visitiamo il museo Mandralisca la cui opera degna di interesse, tra tanti quadri di autori ignoti, sembra essere il Ritratto d’Ignoto, un’opera di Antonello da Messina che ritrae un misterioso marinaio dal sorriso enigmatico

  • 33902 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social