Dopo un velocissimo summit, io e due amiche abbiamo deciso di trascorrere la prima settimana di luglio a Lampedusa. La scelta è stata in un certo senso casuale: volevamo essenzialmente un bel mare in cui nuotare e null'altro. Considerando varie ...
Dopo un velocissimo summit, io e due amiche abbiamo deciso di trascorrere la prima settimana di luglio a Lampedusa. La scelta è stata in un certo senso casuale: volevamo essenzialmente un bel mare in cui nuotare e null'altro. Considerando varie opzioni abbiamo puntato su Lampedusa per il fatto che un volo diretto (da Verona) ci avrebbe consentito di non perdere troppo tempo tra coincidenza e traghetti. Con l'agenzia abbiamo prenotato volo + bilocale + auto.
Purtroppo l'aereo charter è partito con tre ore di ritardo, per cui il tempo si è perso lo stesso. Siamo arrivate il sabato in tarda serata e i gestori del residence ci sono venuti a prelevare all'aeroporto per condurci nell'appartamento. La mattina abbiamo preso possesso della nostra automobile scoperta, una citroen Mehari e abbiamo iniziato a girovagare per il paese per trovare la strada giusta per le spiagge. Il primo giorno ci siamo subito rese conto che per raggiungere le calette occorre spesso percorrere stradine accidentate e piene di massi: ci siamo improvvisate pilote di rally e ci siamo divertite un sacco.
Prima spiaggia: cala Galera. Deserta e nascosta in fondo ad una specie di canalone da percorrere a piedi in discesa. Là abbiamo trascorso tutta la giornata, trovando riparo, nelle ore più calde, in una piccola grotta naturale ai lati della spiaggia. L'atmosfera era davvero selvaggia e ce la siamo goduta appieno.
Il secondo giorno è stata la volta della splendida Cala Creta, una piccola baia su un mare dalle diverse tonalità di azzurro e acquamarina. Lì la spiaggia è costituita da una piccola piattaforma di roccia dalla quale ci si può tuffare agevolmente nell'acqua. Il terzo giorno abbiamo esplorato alcune cale e ci siamo fatte un giro nell'entroterra dell'isola, che comunque merita. Abbiamo visto cala Creta, la Guitgia e cala Francese, tutte spiagge di sabbia bianca e dall'acqua davvero azzurra e trasparente. Cala Guitgia è la più affollata, in quanto è la spiaggia del paese: forse troppa gente e troppi ombrelloni, ma l'acqua bisogna vederla: è una vera piscina naturale! L'interno è interessante: caldo, desolazione e roccia sono i protagonisti principali. Percorrendo l'unica strada eravamo circondati da un paesaggio brullo, punteggiato qua e là da qualche dammuso e da bassi arbusti di mirto (credo) . Fermandosi con la macchina, l'unico rumore che si sentiva era il saltellare delle cavallette. Arrivati alla punta più occidentale e più alta dell'isola ci siamo fermate per ammirare il panorama mozzafiato che ci si è presentato ai nostri occhi: alte scogliere a picco sul mare blu e un orizzonte nitido e infinito! Il quarto giorno è stato dedicato all'appuntamento più sospirato: la mitica e tanto decantata Spiagga dei Conigli, dove la tartaruga Caretta Caretta depone le uova. Caraibi allo stato puro. Una immensa piscina naturale, sabbia bianca, acqua cristallina e trasparente, pesci ovunque. Da vedere assolutamente. Percorrendo un sentierino sulla montagna abbiamo raggiunto un punto da cui ammirare dall'alto Cala Pulcino: senza parole! (in senso positivo) Il quindo giorno abbiamo fatto il giro in barca intorno all'isola per vedere anche la parte settentrionale e meno accessibile dell'isola. Peccato che quel giorno il mare non fosse proprio una tavola blu, per cui non è stato possibile fermarsi a Cala Pulcino, ma abbiamo recuperato molto bene fermandoci a fare il bagno in un paio di punti strepitosi. Uno in particolare con una sabbia bianchissima e un'acqua celeste cristallina