Egitto: Sharm el Sheikh e Sinai del Sud

Un caldo Natale ammirando la barriera corallina del Mar Rosso, il deserto roccioso del Sinai e le affascinanti rovine dell’antico Egitto

  • di Redeyes5
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono le 4 di mattina e fuori il termometro segna 0 gradi quando noi entriamo all’aeroporto di Bologna.. e verso la fine della mattina atterriamo a Sharm el Sheik: temperatura di circa 23 gradi e cielo azzurro senza nuvole! Questo è la prima volta che passiamo un inverno al caldo, l’occasione ci è stata data grazie al mio compleanno, che da diversi anni non festeggiavamo in quanto molto vicino al Natale. Durante la nostra settimana di permanenza abbiamo scelto il villaggio Tamra Bbeach della catena Eden Viaggi a Nabq; a posteriori, sconsiglierei l’alloggio a Nabq per il forte vento che soffia durante i mesi di dicembre, gennaio e febbraio e infatti è stato possibile fare il bagno solo gli ultimi due giorni, mentre durante il resto della settimana era sempre issata la bandiera rossa. Per il resto il villaggio è abbastanza grande, al ristorante abbiamo sempre mangiato bene e abbastanza vario, ci sono 4 piscine, di cui una riscaldata (circa 24 gradi), il personale è sempre molto cortese, soprattutto i camerieri.

La spiaggetta privata ha solo 3 – 4 file di ombrelloni, con sabbia grossa e in alcuni tratti roccia, e nell’acqua hanno creato artificialmente una piccola “piscina” libera dalle rocce dove si può balneare anche senza gli scarpini. La spiaggia è provvista anche del pontile con accesso diretto al di là della barriera. Il primo pomeriggio, contattiamo subito Angela dell’agenzia “Luna Rossa” a Naama Bay per programmare le escursioni della settimana. L’agenzia ti preleva tramite i suoi addetti direttamente al villaggio e lei è molto disponibile nella pianificazione delle uscite oltre ad averci accompagnato per i vari negozi a comprare kefia, occhiali da sole (necessari per la motorata nel deserto), felpe e sim egiziana senza farci fregare. Infatti qui in Egitto, la parola d’ordine è: CONTRATTARE. Al prezzo di partenza del venditore occorre partire a contrattare almeno dalla metà. Tramite le agenzie esterne al villaggio, si risparmia anche fino al 40 % sul prezzo delle escursioni e, per quello che mi riguarda, si ha anche un contatto più vero con il popolo egiziano in quanto le guide parlanti italiano perfettamente, non esitano a raccontare del proprio paese, della propria famiglia, della propria religione. Inoltre Angela ci ha fornito anche il numero di Sahid, un tassista che conosce l’ italiano abbastanza bene, che si è rivelato affidabile, sempre puntuale e con prezzi più che onesti. L’ultima sera ci ha anche portato alla moschea di Old Sharm, spiegandoci tutte le regole che i fedeli devono rispettare per potervi entrare e scattandoci diverse foto.

Di seguito cerco di dare qualche consiglio in merito alle escursioni che abbiamo effettuato e quali siano state le nostre impressioni.

Prima, occorre fare una piccola premessa in merito alla crisi politica e civile che l’Egitto sta affrontando in questo periodo: a causa di questo motivo, ma anche di altri, alcune escursioni decidiamo a piè pari di evitarle.

Il Cairo, ad esempio, come Petra, decidiamo di scartarle subito sia per eventuali insurrezioni popolari che potrebbero scatenarsi, sia perché a nostro parere sono due luoghi che meritano di essere visitati più a lungo e in modo approfondito.

Il Monastero di Santa Caterina, Gerusalemme e il Monte Sinai simboli importantissimi del Cristianesimo in Egitto, decidiamo di evitarli sempre per motivazioni di sicurezza.

Detto questo, passo a raccontare quello che invece abbiamo deciso di fare.

1) MOTORATA NEL DESERTO

La motorata, che si può fare all’alba o al tramonto per assistere alle meravigliose sfumature che colorano il cielo del deserto roccioso del Sinai, consiste in una guida di circa 2 ore con quad o buggies attraverso il deserto con diverse soste per poter fare bellissime fotografie, sorseggiare un tè beduino e godersi la tranquillità del deserto

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