Shanghai on the Bund

A Shanghai, la sera, si esce per andare a vedere i grattacieli. Sono belli anche di giorno, ma dal tramonto si riempiono di luci e colori e sono fantastici

  • di lorel
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

A Shanghai, la sera, si esce per andare a vedere i grattacieli. Sono belli anche di giorno, ma dal tramonto si riempiono di luci e colori e sono fantastici. A Shanghai, la sera, i grattacieli sfilano. Per le migliaia di persone che partono da People Square, sciamano lungo la via pedonale Nanjing Road, arrivano sul Bund, si sparpagliano nelle piazze, nelle terrazze, lungo la riva del fiume Huangpu. Se la serata è limpida i grattacieli scintillano e si propongono spavaldi. Se invece il cielo è grigio, sfoggiano una bellezza eterea, impalpabile, immateriale. Si alzano flessuosi e sembrano fatti di niente, o forse solo "della materia di cui son fatti i sogni". Siamo sul Bund, il viale di Shanghai che costeggia l'ansa del fiume Huangpu, una distesa di grandi alberghi ed edifici europei, anche loro illuminati la sera. Di vari stili, dal neoclassico all’art déco, austeri ed eleganti, sembrano dire "voi di là ammaliate i turisti, ma noi, da questa parte, abbiamo fatto la storia". La storia della ricchezza economica della città e della sua complicità con l'Occidente.

Basta solo la passeggiata per godere del contrasto ma si apprezza al massimo prendendo il battello sul fiume. Una cosa assolutamente da fare a Shanghai. Lo dico perché noi, tendenzialmente pigri, non l'avremmo fatta se non fosse stata organizzata dal convegno di mio marito Antonio, motivo per cui siamo arrivati fino qua. Scivolare lentamente sull'acqua scura, sospesi tra i simboli del colonialismo da una parte e quelli della modernità estrema dall'altra, è elettrizzante. Il salto temporale ti fa sentire al centro delle cose, al centro del mondo, protagonista. Con una fermata di metropolitana si va dall'altra parte del fiume, a Lujiazui, dove abbiamo en face i grattacieli che ci hanno fatto sognare sull'altra riva.

Anche così vicini danno la sensazione della leggerezza, dell'immaterialità. Per ammirare il panorama dall'alto scegliamo la Jin Mao Tower, anche se il tempo quel giorno è pessimo e non vediamo quasi niente, ma al piano 88 della Jin si fa una cosa molto turistica e molto simpatica, segnalata dalle guide: si comprano e si spediscono le cartoline. Mi è sempre piaciuto scrivere cartoline, trovo che sia un' attività zen, rilassante, sedersi a un tavolino e trovare una frase carina per ognuno, anche se adesso, al tempo di whatsapp, non si usa più. Il giorno dopo mi rendo conto che le cartoline sono state spedite senza la firma di mio figlio Paolo. No! Che lapsus, mi dico, e spero non freudiano. Perché Paolo è stato con noi, per ben due settimane. Nonostante l'irrequietezza dei suoi sedici anni ha parlato, riso, discusso, litigato con noi, anche se eravamo consapevoli che questo sarebbe stato l'ultimo viaggio importante fatto assieme. Perché siamo come il Bund, lui è proiettato nel futuro, e noi, ahimè, siamo il vecchio del 900.

Naturalmente, Shanghai non è solo uno scintillio di grattacieli. Ci sono anche i templi, il Tempio del Buddha di Giada, il Tempio Jing'an, proprio sopra la stazione della metropolitana, il Tempio Longhua, con di fronte la Pagoda di sette piani, con gli innumerevoli Buddha dorati e le costruzioni giallo ocra. E’ in questo tempio, il più grande centro buddista di Shanghai, che assistiamo ad una funzione, si chiamerà così, tenuta dai monaci vestiti d’arancione.

Ci piace ascoltare e lasciarci cullare dalla cantilena ipnotica, di nascosto faccio anche qualche foto; è bella la macchia arancione dei monaci quando se ne vanno, uno sprazzo di colore nella giornata grigia e piovigginosa. Se Shanghai non è comunque da ricordare per i templi, ne abbiamo visti di più significativi in Giappone e Corea del Sud, può vantare però la splendida vecchia città cinese, eco della città originaria, con gli antichi edifici ben conservati. All’interno si trovano i famosi Yuyuan Garden, progettati da una ricca famiglia di funzionari della dinastia Ming, labirinto di laghi, stradine e le tipiche costruzioni con il tetto a pagoda. Città e giardini sono un incanto, noi ci torniamo due volte, ma il luogo meritava più visite, preferibilmente la mattina, quando il caldo è meno intenso e la folla meno compatta

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