Seychelles - Consigli Utili per un viaggio fai da te

Mare, Spiagge e Isole

Descrizione

Volo Ci sono diverse compagnie che dall’Italia volano su Mahé (l’isola principale delle Seychelles e l’unica dove arrivano i voli internazionali): Air Seychelles, Air France, Emirates, Qatar Airways, Eurofly, ma solo la prima offre voli diretti (l’ultima fa scalo in andata o ritorno a Mauritius) il sabato da Milano e il lunedì da Roma. Noi abbiamo optato appunto per il volo Roma-Mahé con Air Seychelles e ci è risultato più conveniente prenotare con un’agenzia di Roma chiamata Alke Viaggi che è specializzata in destinazioni dell’Oceano Indiano e che spesso ha tariffe agevolate anche rispetto alla stessa compagnia aerea, col risultato che abbiamo risparmiato qualche centinaio di euro sul totale rispetto alla prenotazione diretta con Air Seychelles. Tentare di chiedere una quotazione non nuoce! Tra l’altro, in aeroporto a Roma era presente un’addetta di Alke Viaggi e pure a Mahé che assiste i passeggeri in caso di problemi o semplicemente per fare il check-in prioritario.

Guesthouse, Self-catering o Hotel Alle Seychelles ci sono diverse tipologie di alloggio: se non si è viaggiatori fai da te le classiche agenzie cercheranno di vendere i grandi alberghi extra-lusso o extra-spesa e poco lusso che si trovano sulle diverse isole con il risultato che un viaggio in questa destinazione risulterà alla portata solo di un dispendioso viaggio di nozze. Secondo me le Seychelles però non vanno viste sotto quest’ottica perché non si riesce così ad assaporare il vero gusto di questo angolo di paradiso non riuscendo ad entrare in contatto con la cultura locale. Noi abbiamo conosciuto una famiglia che soggiornava al Lemuria Resort (l’hotel più costoso e grande di Praslin) per dieci giorni e ci siamo anche passati per raggiungere la bellissima Anse Georgette: sicuramente è un posto d’incanto, ma se dovessi fare otto ore di volo per restare chiusa in un villaggio e magari non fare neppure un’escursione allora preferisco restare in Italia o nel Mediterraneo e sono trattata comunque da re! Comunque sono solo opinioni… Tornando a noi, io consiglio vivamente la guesthouse o il self-catering che consistono in alloggi (camere, mini appartamenti o più spesso bungalow) che si collocano nei giardini del proprietario ed offrono comunque comfort di buon livello (ovviamente a seconda del prezzo si ha una diversa qualità, ma questa non sempre è la regola), c’è sempre il bagno e nella stragrande maggioranza dei casi si ha pure una cucina privata o semiprivata della quale poter avvalersi per preparare colazioni, pranzi o cene risparmiando qualche soldino e che si rivela molto utile nel caso si abbiano bambini al seguito. Ormai al giorno d’oggi tutti hanno un indirizzo e-mail al quale poter richiedere una quotazione e devo dire che si sono anche velocizzati nel rispondere, ma in ogni caso il telefono ce l’hanno tutti. Se invece non volete prenotare da casa, è conveniente arrivare direttamente sul posto e trovare un alloggio, così da poter trattare sul prezzo: le camere libere spesso vengono svendute, ma bisogna anche avere fortuna!

Moneta Prima di partire nei diversi diari letti, ho sempre visto che era frequente il cambio in nero di euro contro rupie, ma ormai questa abitudine è caduta in disuso ed è vietato e punito per legge. Il cambio praticato negli esercizi commerciali solitamente è esposto e segue quello imposto dal governo perciò nessuno potrà guadagnarci più di tanto. Noi abbiamo trovato per lo più a 1€=15Rs o giù di lì… E’ vero però che pagando in euro solitamente riceverete rupie e in alcuni luoghi sarà conveniente pagare nella valuta del paese, come ad esempio per accedere alla famosa spiaggia di Anse Source d’Argent presso il parco dell’Union (10 euro o 10 dollari o 100 rupie).

Autonoleggi Ce ne sono tantissimi a Praslin e a Mahé. Vale la pena chiedere alla propria guesthouse se ha convenzioni con qualcuno in particolare e magari prenotare, ma non sempre è così perché appena si arriva all’aeroporto si trovano tanti stand delle diverse compagnie di noleggio e magari sul momento possono fare anche un buon prezzo per strappare clienti alla concorrenza. Ricordate comunque che la guida è a sinistra ossia all’inglese. Non è difficile, basta prenderci un momento la mano e rimanere concentrati per non sbagliarsi. I locali comunque corrono molto per quelle strade strette e tortuose, occorre prudenza. Le strade sono comunque poche e prive di difficoltà. L’alternativa sono gli autobus che hanno una buona frequenza, ma noi non li abbiamo provati. A La Digue dovete noleggiare assolutamente una bicicletta per muovervi sull’isola.

Cibi Per tutta la durata della vacanza si mangerà quasi sempre pesce. Nel caso non lo amiate direi che potete anche cambiare destinazione perché qui il piatto nazionale è il pesce grigliato alla creola, ossia una salsina che vi mettono sopra ripetutamente durante la lunga cottura di svariate razze. Si trova anche molta verdura e frutta cucinata in modo particolare, il tutto sempre accompagnato dal classico riso con diversi condimenti. La carne si trova raramente e la pasta solo in alcuni buffet, ma la eviterei visto che a cucinarla siamo bravi solo noi italiani (comunque potete sempre comprarla al market o portarla da casa e prepararla nel vostro self-catering come abbiamo fatto noi). Se avrete nostalgia della nostra cucina da Luca (Praslin) e da Gregoire’s (La Digue) si trova un’ottima pizza e sempre da Luca (Praslin e La Digue) un buon gelato quasi italiano.

Escursioni da Praslin A Praslin va fatta assolutamente la gita a Curieuse e St. Pierre, alle quali a volte viene associata anche Cousin. A Curieuse vedrete innanzitutto le tartarughe giganti di Aldabra che si aggirano libere sull’isola e in particolare nel centro di riproduzione che le studia e le protegge e qui dovrete pagare una tassa di 15 euro appena sbarcati. Inoltre, se la gita occupa l’intera giornata vi verrà servito un gustoso pranzo barbecue con pesce cucinato sul momento e potrete visitare l’interessante ma piccolo museo di Curieuse, situato nella casa del medico curante i malati di lebbra dato che quest’isola è stato lebbrosario dal 1833 al 1965, oltre che attraversare la foresta per vedere il famoso Coco de Mer che cresce solo qui e nella Vallée de Mai. A St. Pierre invece non approderete perché è un piccolo isolotto fatto di scogli e la vostra barca getterà l’ancora per concedervi un po’ di tempo per lo snorkeling tra mille pesci e forse qualche docile squaletto. Cousin, infine, è una riserva naturale che piacerà agli amanti del birdwatching perché su appena 1 km di diametro dell’isola si possono avvistare oltre 300.000 uccelli. All’interno dell’isola di Praslin è poi possibile visitare la celebre Vallée de Mai, unico luogo al mondo (oltre alla sopracitata Curieuse) dove cresce naturalmente la pianta-simbolo delle Seychelles: il Coco de Mer.

Escursioni da La Digue Da fare sicuramente l’escursione di mezza (dalle 9.00-9.30 alle 12.00-12.30) o intera giornata (dalle 9.00-9.30 alle 16.00-16.30) alle isole vicine: Marianne, Félicité, Cocos e Sisters Islands. Possono essere abbinate in modo diverso perciò conviene chiedere prima di concludere l’acquisto e, di conseguenza, il prezzo varia in quanto a Sisters occorre pagare una tassa di 200 rupie allo sbarco. Marianne è molto selvaggia e vi fanno scalo poche imbarcazioni perciò è facile ritrovarsi soli in una bella spiaggia deserta per qualche ora. A seconda della stagione le spiagge vengono sommerse dal mare e quindi non sempre è agibile; è contornata da sassi e coralli con bei fondali, ma si trovano anche piccoli punti sabbiosi dove poter entrare in acqua a rinfrescarsi. Félicité è un’isola che sta subendo cambiamenti a causa dell’uomo che vi sta costruendo rapidamente villette sul mare deturpando come al solito il meraviglioso paesaggio e habitat naturale dato che qui i fondali sono a dir poco spettacolari e, oltre a razze e pesci coloratissimi, nuotano ancora spensierate le tartarughe marine che si fanno trovare e accarezzare tranquillamente. Cocos è un isolotto poco distante da Félicité e anche qui gli amanti dello snorkeling non rimarranno delusi in quanto sott’acqua si trovano numerosi banchi con miriadi di pesci dai mille colori e dalle strane forme, squaletti di barriera, razze e ancora tartarughe, in un paesaggio da cartolina.

Se non si vuole andare in barca e si vuole rimanere a terra, con la bici si può raggiungere Grande Anse facendo una bella serie di salite e discese, una spiaggia spettacolare con onde molte alte, dalla quale è possibile raggiungere anche due spiagge vicine (Petite Anse ed Anse Cocos) attraverso sentieri che possono essere percorsi solo a piedi.

Attrezzatura Inutile dire che occorre portare il costume e creme ad alta protezione (siamo vicini all’Equatore) visto che siamo in una località balneare, ma non è scontato consigliare di portare un telo che si asciughi possibilmente in fretta o ancora meglio un grande pareo. Noi avevamo sia i parei comprati in Polinesia (che sono enormi) sia dei teli che abbiamo acquistato al Decathlon e che sono in microfibra (100% poliestere) e si asciugano in 5 minuti al sole. Questo perché la notte è molto umido e altrimenti si rischierebbe di non trovarli asciutti il mattino seguente. Da non dimenticare maschera e boccaglio che vengono forniti durante le escursioni, ma io preferisco usare il mio per una questione di igiene; le pinne invece le ho sempre chieste ed ho evitato così di portare peso inutile in valigia. Se volete un consiglio, poi, recentemente ho notato che sono in commercio delle maschere con macchina fotografica subacquea incorporata ad una cifra onesta (89 euro fino a 5 metri di profondità e 149 euro fino a 10 metri di profondità), ma ancora non l’abbiamo acquistata e non so come funzioni però mi sembra comoda. La notte non c’è grande illuminazione a Praslin e a La Digue men che meno perciò una torcia è d’obbligo se si vuole uscire la sera a piedi o in bicicletta. Noi avevamo una torcia a mano e sempre al Decathlon abbiamo acquistato due torce da minatore da tenere in testa in modo da avere le mani libere per guidare la bici e si sono rivelate utilissime.


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    Volo Ci sono diverse compagnie che dall’Italia volano su Mahé (l’isola principale delle Seychelles e l’unica dove arrivano i voli internazionali): Air Seychelles, Air France, Emirates, Qatar Airways, Eurofly, ma solo la prima offre voli diretti (l’ultima fa scalo in andata o ritorno a Mauritius) il sabato da Milano e il lunedì da Roma. Noi abbiamo optato appunto per il volo Roma-Mahé con Air Seychelles e ci è risultato più conveniente prenotare con un’agenzia di Roma chiamata Alke Viaggi che è specializzata in destinazioni dell’Oceano Indiano e che spesso ha tariffe agevolate anche rispetto alla stessa compagnia aerea, col risultato che abbiamo risparmiato qualche centinaio di euro sul totale rispetto alla prenotazione diretta con Air Seychelles. Tentare di chiedere una quotazione non nuoce! Tra l’altro, in aeroporto a Roma era presente un’addetta di Alke Viaggi e pure a Mahé che assiste i passeggeri in caso di problemi o semplicemente per fare il check-in prioritario. Guesthouse, Self-catering o Hotel Alle Seychelles ci sono diverse tipologie di alloggio: se non si è viaggiatori fai da te le classiche agenzie cercheranno di vendere i grandi alberghi extra-lusso o extra-spesa e poco lusso che si trovano sulle diverse isole con il risultato che un viaggio in questa destinazione risulterà alla portata solo di un dispendioso viaggio di nozze. Secondo me le Seychelles però non vanno viste sotto quest’ottica perché non si riesce così ad assaporare il vero gusto di questo angolo di paradiso non riuscendo ad entrare in contatto con la cultura locale. Noi abbiamo conosciuto una famiglia che soggiornava al Lemuria Resort (l’hotel più costoso e grande di Praslin) per dieci giorni e ci siamo anche passati per raggiungere la bellissima Anse Georgette: sicuramente è un posto d’incanto, ma se dovessi fare otto ore di volo per restare chiusa in un villaggio e magari non fare neppure un’escursione allora preferisco restare in Italia o nel Mediterraneo e sono trattata comunque da re! Comunque sono solo opinioni… Tornando a noi, io consiglio vivamente la guesthouse o il self-catering che consistono in alloggi (camere, mini appartamenti o più spesso bungalow) che si collocano nei giardini del proprietario ed offrono comunque comfort di buon livello (ovviamente a seconda del prezzo si ha una diversa qualità, ma questa non sempre è la regola), c’è sempre il bagno e nella stragrande maggioranza dei casi si ha pure una cucina privata o semiprivata della quale poter avvalersi per preparare colazioni, pranzi o cene risparmiando qualche soldino e che si rivela molto utile nel caso si abbiano bambini al seguito. Ormai al giorno d’oggi tutti hanno un indirizzo e-mail al quale poter richiedere una quotazione e devo dire che si sono anche velocizzati nel rispondere, ma in ogni caso il telefono ce l’hanno tutti. Se invece non volete prenotare da casa, è conveniente arrivare direttamente sul posto e trovare un alloggio, così da poter trattare sul prezzo: le camere libere spesso vengono svendute, ma bisogna anche avere fortuna! Moneta Prima di partire nei diversi diari letti, ho sempre visto che era frequente il cambio in nero di euro contro rupie, ma ormai questa abitudine è caduta in disuso ed è vietato e punito per legge. Il cambio praticato negli esercizi commerciali solitamente è esposto e segue quello imposto dal governo perciò nessuno potrà guadagnarci più di tanto. Noi abbiamo trovato per lo più a 1€=15Rs o giù di lì… E’ vero però che pagando in euro solitamente riceverete rupie e in alcuni luoghi sarà conveniente pagare nella valuta del paese, come ad esempio per accedere alla famosa spiaggia di Anse Source d’Argent presso il parco dell’Union (10 euro o 10 dollari o 100 rupie). Autonoleggi Ce ne sono tantissimi a Praslin e a Mahé. Vale la pena chiedere alla propria guesthouse se ha convenzioni con qualcuno in particolare e magari prenotare, ma non sempre è così perché appena si arriva all’aeroporto si trovano tanti stand delle diverse compagnie di noleggio e magari sul momento possono fare anche un buon prezzo per strappare clienti alla concorrenza. Ricordate comunque che la guida è a sinistra ossia all’inglese. Non è difficile, basta prenderci un momento la mano e rimanere concentrati per non sbagliarsi. I locali comunque corrono molto per quelle strade strette e tortuose, occorre prudenza. Le strade sono comunque poche e prive di difficoltà. L’alternativa sono gli autobus che hanno una buona frequenza, ma noi non li abbiamo provati. A La Digue dovete noleggiare assolutamente una bicicletta per muovervi sull’isola. Cibi Per tutta la durata della vacanza si mangerà quasi sempre pesce. Nel caso non lo amiate direi che potete anche cambiare destinazione perché qui il piatto nazionale è il pesce grigliato alla creola, ossia una salsina che vi mettono sopra ripetutamente durante la lunga cottura di svariate razze. Si trova anche molta verdura e frutta cucinata in modo particolare, il tutto sempre accompagnato dal classico riso con diversi condimenti. La carne si trova raramente e la pasta solo in alcuni buffet, ma la eviterei visto che a cucinarla siamo bravi solo noi italiani (comunque potete sempre comprarla al market o portarla da casa e prepararla nel vostro self-catering come abbiamo fatto noi). Se avrete nostalgia della nostra cucina da Luca (Praslin) e da Gregoire’s (La Digue) si trova un’ottima pizza e sempre da Luca (Praslin e La Digue) un buon gelato quasi italiano. Escursioni da Praslin A Praslin va fatta assolutamente la gita a Curieuse e St. Pierre, alle quali a volte viene associata anche Cousin. A Curieuse vedrete innanzitutto le tartarughe giganti di Aldabra che si aggirano libere sull’isola e in particolare nel centro di riproduzione che le studia e le protegge e qui dovrete pagare una tassa di 15 euro appena sbarcati. Inoltre, se la gita occupa l’intera giornata vi verrà servito un gustoso pranzo barbecue con pesce cucinato sul momento e potrete visitare l’interessante ma piccolo museo di Curieuse, situato nella casa del medico curante i malati di lebbra dato che quest’isola è stato lebbrosario dal 1833 al 1965, oltre che attraversare la foresta per vedere il famoso Coco de Mer che cresce solo qui e nella Vallée de Mai. A St. Pierre invece non approderete perché è un piccolo isolotto fatto di scogli e la vostra barca getterà l’ancora per concedervi un po’ di tempo per lo snorkeling tra mille pesci e forse qualche docile squaletto. Cousin, infine, è una riserva naturale che piacerà agli amanti del birdwatching perché su appena 1 km di diametro dell’isola si possono avvistare oltre 300.000 uccelli. All’interno dell’isola di Praslin è poi possibile visitare la celebre Vallée de Mai, unico luogo al mondo (oltre alla sopracitata Curieuse) dove cresce naturalmente la pianta-simbolo delle Seychelles: il Coco de Mer. Escursioni da La Digue Da fare sicuramente l’escursione di mezza (dalle 9.00-9.30 alle 12.00-12.30) o intera giornata (dalle 9.00-9.30 alle 16.00-16.30) alle isole vicine: Marianne, Félicité, Cocos e Sisters Islands. Possono essere abbinate in modo diverso perciò conviene chiedere prima di concludere l’acquisto e, di conseguenza, il prezzo varia in quanto a Sisters occorre pagare una tassa di 200 rupie allo sbarco. Marianne è molto selvaggia e vi fanno scalo poche imbarcazioni perciò è facile ritrovarsi soli in una bella spiaggia deserta per qualche ora. A seconda della stagione le spiagge vengono sommerse dal mare e quindi non sempre è agibile; è contornata da sassi e coralli con bei fondali, ma si trovano anche piccoli punti sabbiosi dove poter entrare in acqua a rinfrescarsi. Félicité è un’isola che sta subendo cambiamenti a causa dell’uomo che vi sta costruendo rapidamente villette sul mare deturpando come al solito il meraviglioso paesaggio e habitat naturale dato che qui i fondali sono a dir poco spettacolari e, oltre a razze e pesci coloratissimi, nuotano ancora spensierate le tartarughe marine che si fanno trovare e accarezzare tranquillamente. Cocos è un isolotto poco distante da Félicité e anche qui gli amanti dello snorkeling non rimarranno delusi in quanto sott’acqua si trovano numerosi banchi con miriadi di pesci dai mille colori e dalle strane forme, squaletti di barriera, razze e ancora tartarughe, in un paesaggio da cartolina. Se non si vuole andare in barca e si vuole rimanere a terra, con la bici si può raggiungere Grande Anse facendo una bella serie di salite e discese, una spiaggia spettacolare con onde molte alte, dalla quale è possibile raggiungere anche due spiagge vicine (Petite Anse ed Anse Cocos) attraverso sentieri che possono essere percorsi solo a piedi. Attrezzatura Inutile dire che occorre portare il costume e creme ad alta protezione (siamo vicini all’Equatore) visto che siamo in una località balneare, ma non è scontato consigliare di portare un telo che si asciughi possibilmente in fretta o ancora meglio un grande pareo. Noi avevamo sia i parei comprati in Polinesia (che sono enormi) sia dei teli che abbiamo acquistato al Decathlon e che sono in microfibra (100% poliestere) e si asciugano in 5 minuti al sole. Questo perché la notte è molto umido e altrimenti si rischierebbe di non trovarli asciutti il mattino seguente. Da non dimenticare maschera e boccaglio che vengono forniti durante le escursioni, ma io preferisco usare il mio per una questione di igiene; le pinne invece le ho sempre chieste ed ho evitato così di portare peso inutile in valigia. Se volete un consiglio, poi, recentemente ho notato che sono in commercio delle maschere con macchina fotografica subacquea incorporata ad una cifra onesta (89 euro fino a 5 metri di profondità e 149 euro fino a 10 metri di profondità), ma ancora non l’abbiamo acquistata e non so come funzioni però mi sembra comoda. La notte non c’è grande illuminazione a Praslin e a La Digue men che meno perciò una torcia è d’obbligo se si vuole uscire la sera a piedi o in bicicletta. Noi avevamo una torcia a mano e sempre al Decathlon abbiamo acquistato due torce da minatore da tenere in testa in modo da avere le mani libere per guidare la bici e si sono rivelate utilissime. di , 10 Gen. 2011
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Indirizzo
Seychelles - Consigli Utili per un viaggio fai da te - Praslin, La Digue, Mahé, Seychelles
Durata consigliata della visita
Cinque e più giorni

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