Seul, una metropoli tutta da scoprire

Quartieri pieni di vita, gioventù allegra, ristorantini eccezionali dove gustare una cucina davvero ottima

  • di f_bignone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Kamsamnidà Corea - Seul, una metropoli tutta da scoprire

Capita che i casi della vita ti portino a fare un viaggio in un luogo che non avresti mai considerato… o che comunque non era certo nella tua “top ten dei Paesi da visitare”. Ed è così che ci siamo ritrovati a Seoul per una settimana. In effetti non si trattava di un viaggio qualunque, ma del viaggio della nostra vita… non starò a spiegare i motivi, sono troppo personali, ma voglio raccontare qualcosa di questa immensa metropoli che ci ha accolti per 7 giorni.

INFO GENERALI

Innanzitutto le mie lodi vanno al sito dell’ente del turismo coreano (http://english.visitkorea.or.kr/enu/index.jsp) su cui ho potuto trovare tutte le informazioni che mi servivano ed anche di più. Purtroppo (anzi, direi per fortuna, col senno di poi…) non ci sono guide sulla Corea, se non una Lonely Planet in inglese e di utilità pari a zero. Invece, sul sito http://english.visitseoul.net/map-guide-book ho potuto scaricare ogni tipo di guida di Seoul: ovviamente la guida su cosa vedere in città, ma anche la guida su cosa mangiare e dove mangiare, la guida dei percorsi turistici migliori, la guida alle strade del K-style… e se ancora non bastasse, c’era pure la guida per il “turismo medico” e quella del turismo religioso. A Seoul infatti si può andare per mille ragioni, tra cui quella di rifarsi il viso in stile occidentale in una delle molte cliniche plastiche di Gangnam oppure andarci proprio per usufruire di terapie mediche/operazioni negli ospedali coreani che, a quanto pare, sono decisamente all’avanguardia. Nell’ascensore del nostro hotel ci è capitato più di una volta di incontrare ragazze con il viso tutto fasciato che si erano chiaramente rifatte il naso (se lo allungano) e le palpebre (se le fanno fare “doppie”, come le nostre! Ci hanno spiegato che per gli orientali la doppia palpebra è la quintessenza della bellezza… !!).

Seoul non ha famose attrazioni turistiche da esibire, i monumenti storici sono pochi, in quanto grandissima parte della città è andata distrutta durante la guerra di Corea e anche l’occupazione giapponese ha fatto la sua parte, ma non per questo è una meta da snobbare in favore della non lontana Tokyo, perché, in ogni caso, ha molto da offrire. E poi è una città davvero super sicura, probabilmente la più sicura che abbiamo visitato finora… in 7 giorni non abbiamo MAI visto una faccia preoccupante, né mai ci siamo preoccupati di tenere stretta la borsa o la macchina fotografica o il portafoglio… il che ha reso il nostro viaggio davvero rilassante. Città sicura al punto che al ristorante (e non parlo di un ristorante di lusso, ma di una trattoria qualunque) i clienti uscivano per fumare lasciando sul tavolo portafoglio, cellulare, orologio… noi li guardavamo attoniti: ma perché non può essere così anche in Italia?

Si può dire che la Corea ha portato la sua bandiera nel mondo a suono di K-pop… sembra incredibile, eppure è andata così. La famosa canzone di Psy, “gangnam style” è stata davvero scaricata, suonata e ballata in tutti i continenti ed è diventata il cavallo di battaglia di questo piccolo Paese, di fatto semi dimenticato e “soffocato” dal Giappone, dalla Cina e dalla Corea del nord che, grazie ad un dittatore sciroccato, riesce a far parlare di sé molto più di quella del sud. E poi c’è la Samsung, ovviamente, iperpotenza tecnologica di cui noi occidentali non possiamo più fare a meno… chi di noi non ha almeno un telefonino o un elettrodomestico Samsung in casa? L’ultima tendenza coreana che si sta affermando nel mondo è la cucina tipica. In fondo ormai non se ne può più né di ristoranti cinesi, né di sushi… ed ecco che la cucina coreana inizia a proporsi come valida alternativa, anche perché non assomiglia a nessun altra cucina orientale (ed è buonissima!).

TRASPORTI

Ciò detto, passiamo ai trasporti: wow! Appena scesi dall’aereo siamo saliti sul “bus limousine” che in un’ora ci ha portati all’hotel che avevamo prenotato, nella zona di Gangnam. Puntualissimo, il biglietto si fa sull’autobus e i sedili sono enormi e comodissimi… l’ideale per farsi una pennichella dopo l’infinto viaggio intercontinentale! Costo del biglietto circa 15€ a testa. E poi la metropolitana di Seoul: efficientissima, pulitissima, bellissima, ordinatissima… esattamente come ce l’eravamo immaginata. È molto facile da usare, le stazioni sono sempre indicate anche in inglese e segnalate da un numero progressivo. Abbiamo fatto la tessera per i trasporti che funziona come la “Oyster card” di Londra, ossia paghi una cauzione per comprarla (minima) e poi la ricarichi di volta in volta con l’ammontare che desideri alle apposite macchinette vicino ai tornelli. Le si acquista in metropolitana e anche nei supermercatini sparsi un po’ ovunque. Tutto facile, tutto ben spiegato, basta leggere!

DOVE SOGGIORNARE

Il nostro viaggio richiedeva una permanenza nella zona di Gangnam dove ci sono molti hotels. La zona è molto carina, vivace, ci sono tanti ristorantini, locali, negozi e ci è piaciuta. Certo che è distante dalla zona storica o “centrale” se per centro intendiamo City hall o Insa dong… da dove stavamo noi dovevamo contare circa 40 minuti di metro. Però è vicina alle tombe imperiali, al Bongeousa temple, al Coex… insomma, anche Gangnam ha il suo perché. Certo che se avessimo potuto scegliere liberamente, di sicuro avremmo pernottato in un “hanok”, ossia in una delle abitazioni tipiche coreane che si trovano appunto nella parte storica della città e che sembrano essere deliziose. Si può pernottare anche nei templi buddisti, nell’ambito di un vero e proprio percorso spirituale in cui si prende anche parte alla vita del monastero… il che, per una notte, potrebbe essere interessante!

CUCINA

La cucina coreana, come detto sopra è molto buona e leggera. Nei locali turistici si trova il menù scritto in inglese oppure le foto dei piatti, mentre, al di fuori delle zone turistiche, in linea di massima è tutto scritto in coreano. A noi è capitato di scovare delle “trattorie” ottime dove si parlava solo coreano e il menù era in coreano… ma fortunatamente abbiam sempre trovato qualcuno che ci ha aiutati ad ordinare. In ogni caso consigliamo di portarsi dietro un frasario coreano (per ogni evenienza) e di imparare il nome di alcuni cibi base, così da potersela cavare!

Su internet si trovano tutte queste info, basta aver voglia di studiare un po’! =>

Rapido corso di coreano sul cibo:

bap” = riso, quindi ogni piatto che finisca o inizi con “bap” indica una pietanza a base di riso;

kimchi” = cavolo fermentato piccante, il piatto base della cucina coreana, immancabile in ogni pasto che si voglia definire tale… in sostanza l’equivalente del pane per noi, e ancora oggi cucinato secondo una ricetta centenaria;

bibimbap” = piatto tipicissimo, consiste in un piatto con riso, verdure, carne e uovo, molto scenografico perché gli ingredienti sono tutti separati e poi li si mescola prima di mangiare. Semplice, delicato, perfetto per tutti anche per i bambini piccoli;

mandu” = ravioli, che nella versione basica sono ripieni di kimchi oppure di tofu e cipollotti e sono davvero favolosi…. creano dipendenza! Io mi svegliavo al mattino e già avevo voglia di mandu;

teokbokki” = gnocchi di riso con sugo piccantissimo;

bulgogi” = una sorta stufato di maiale marinato e verdure…. buonissssimo!

kimbap” = una sorta di roll tipo sushi, ma senza pesce, a base di verdure e carne… è l’equivalente del nostro panino, il cibo tipico da spuntino

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