Perchè andare in Sénegal?

“Perché andare in Sènegal? Cosa ci andate a fare?” ecco come alcuni amici hanno accolto la rivelazione della meta dell’anno… bè, dopo 2 intense settimane di tour abbiamo trovato una valida risposta, che abbiamo deciso di condividere qui per farvi ...

  • di FraPozz
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

“Perché andare in Sènegal? Cosa ci andate a fare?” ecco come alcuni amici hanno accolto la rivelazione della meta dell’anno... bè, dopo 2 intense settimane di tour abbiamo trovato una valida risposta, che abbiamo deciso di condividere qui per farvi amare questo stato ma anche per disilludervi, nonché fornire informazioni pratiche per organizzarsi.

E passiamo al dunque... Non sappiamo dire come sia uscita la proposta “Sènegal”, fatto sta che abbiamo comprato la Lonely Planet,letto diari di viaggio e.. Trovato un sito in cui sono elencate tutte le agenzie di dakar.

Fatto sta che siamo riusciti a organizzare 11giorni di tour in meno di una settimana, con pagamento in loco per la paura di “agenzia fantasma” (3/4 all’arrivo, ¼ alla partenza, ma trattate il prezzo pure dopo l’arrivo del preventivo...In Africa contrattazione sempre e comunque).

Qui di seguito trovate il programma,purtroppo il diario di viaggio l’ho scritto in cartaceo e trascriverlo per postarlo qui richiederebbe troppo tempo,così commento solo brevemente! E, dopo le informazioni pratiche, veniamo al tour vero e proprio.

Il primo elemento da sottolineare sono gli interminabili e monotoni spostamenti: stradicciole dissestaste che tagliano il Shael (paesaggio predesertico) sempre identico, unito alla desolazione trasmessa da sporcizia e povertà.

1GIORNO Italia – Dakar con scalo a Casablanca. Biglietto Rayanair €600 circa (ma solo quale giorno prima c’erano a 450) Pernottiamo all’Hotel la Mandrague, che permette una meravigliosa passeggiata sulla spiaggia affollata e colorata, con la possibilità di parlare - in francese- con i pescatori locali:qui, se volete costruire un clima amichevole e riuscire a fare veramente una bella chiacchierata, evitate le foto.

2GIORNO HOTEL – LAC ROSE – SAINT LOUIS Superato il soffocante traffico di Dakar (preparate le monetine per comprare “al volo” ottime noccioline e arachidi dai venditori ambulanti”), ci fermiamo al Lac Rose (belle saline ma poco rosa) e, dopo interminabili ore, tra cui sosta x scalare i baobab e per filmare gli avvoltoi che si “occupavano” di una carcassa –scena rivoltante se descritta nei particolari- giungiamo a Saint Louis. Non vi incanteranno gli inesistenti ma rinomati “edifici coloniali” , però vi colpirà la povertà e l’assurdità del mercato del pesce, mitigata da sorrisi dolcissimi e popolazione veramente fotogenica.

Alloggiate all’Hotel Mermoz: quest’oasi di relax e meditazione ideale dopo il lungo viaggio. I bungalows sono direttamente sulla sconfinata spiaggia oceanica di un bianco perlaceo...Sembra tutto così sconfinato!!

3: LANGUE DE BARBARIE- DESERT DU LAMPOUL Questa è una giornata imperdibile : il parco ti ammalia per i pellicani che volano sulla tua piroga e, ancora una volta, x la presenza di una lingua di terra disseminata di conchiglie tra laguna e oceano. Fermatevi anche a LAMPOUL: villaggio, di paglia, ma pulito ed autentico. Accompagniamo le donne a prendere l’acqua al pozzo, ci insegnano anche pestare il miglio. Qui il mercato del pesce è tutta un’altra realtà e le piroghe colorate fanno da sfondo alle foto richieste con entusiasmo dai bambini locali (adorano poter rivedere le loro buffe pose negli schermi delle digitali!!).

Quindi arriviamo nel deserto e...Che fascino, che poesia, che foto!!non so dire, tra passeggiata sui cammelli, ballo intorno al falò mentre i figli della proprietaria suonavano i tamburi, il tè sorseggiato sul telo sotto le stelle, il couscous mangiato sopra i cuscini, cosa mi abbia emozionato di più. Non temete la scomodità di un bagno turco dietro il cannucciato e dell’acqua del pozzo come doccia:l’esperienza ripaga ogni sacrificio!! 4°: iniziano le giornate meno intense. Di ogni momento del tragitto serbo ricordi spettacolari, incontri che mi hanno segnato, dimostrazioni effettive della tanto rinomata Teranga (ospitalità) senegalese. Ma, ripeto, per chi ha 1solo viaggio all’anno e vuole un flusso perenne di entusiasmo in questo periodo, il Sénegal non è opportuno. Ribadisco ancora che, post eventum, non mi pento della scelta, avrei da raccontare per giorni, le rimembranze mi fanno battere il cuore e illuminare gli occhi...Ma, durante il tour, molti momenti morti, viste non appaganti, guide che esaltavano (la Lonely mi ha proprio tradito!) posti in realtà appena decenti, hanno affievolito anche le emozioni positive

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