Senegal: la porta d’Africa

Giovedì 21 Dicembre: Ricordo di aver letto di recente un diario di viaggio sul Senegal nel quale il protagonista, prima della partenza, diceva di sentirsi spesso chiedere: "Perché il Senegal ?" … Anche a noi è capitata la stessa cosa ...

  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: fino a 6
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Giovedì 21 Dicembre: Ricordo di aver letto di recente un diario di viaggio sul Senegal nel quale il protagonista, prima della partenza, diceva di sentirsi spesso chiedere: "Perché il Senegal ?" ... Anche a noi è capitata la stessa cosa e abbiamo cercato di dare una risposta ... Perché il Senegal è una meta intrigante, della quale abbiamo sentito parlar bene, ma soprattutto perché riteniamo possa darci un assaggio di Africa ... quella vera! Dopo alterne e travagliate vicende circa le eventuali vaccinazioni da fare (alla fine, grazie alla disinformazione dell’agenzia, abbiamo fatto solo la profilassi antimalarica) siamo pronti a partire per questo inedito viaggio natalizio ... infatti è la prima volta che ce ne andiamo al caldo in occasione delle festività e la cosa stuzzica particolarmente la nostra fantasia.

Dopo cena arrivano a prenderci i nonni, col camper, per accompagnarci a Verona ed ammorbidire così la levataccia necessaria a presentarci entro le 5:00 del mattino seguente, in aeroporto, al banco Alpitour, per ritirare i documenti d’imbarco.

Prendiamo il via alla 21:09, in un clima festoso, rallegrato dalle luminarie natalizie che brillano in ogni casa, e un quarto d’ora più tardi imbocchiamo l’autostrada A14 a Faenza. Non c’è molto traffico e alle 22:05, oltrepassata Bologna, entriamo sull’A1 per lasciarla di lì a venti minuti quando prendiamo a seguire, subito dopo Modena, l’Autostrada del Brennero. Attraversiamo il Po, nei pressi di Mantova, cinque minuti prima delle 23:00 e, chiacchierando, in breve giungiamo a Verona ... Lasciamo l’autostrada e, seguendo le indicazioni, alle 23:35 ci andiamo a fermare nel parcheggio prospiciente l’aeroporto Valerio Catullo, così da dormire qualche ora prima di spiccare il volo verso l’Africa.

Venerdì 22 Dicembre: Alle 4:10 suona la sveglia e ancora assonnati ci prepariamo ad entrare in aeroporto.

Salutiamo i nonni, che rivedremo qui fra una settimana, e ci presentiamo puntuali al banco del nostro tour operator: il volo è in orario, ma è previsto uno scalo aggiuntivo a Cap Skirring, nel sud del Senegal, e arriveremo a Dakar quasi due ore dopo l’orario previsto ... un disagio tutto sommato sopportabile.

Imbarchiamo le valigie e, dopo aver oltrepassato senza problemi il metal detector, ci mettiamo in attesa alla porta numero 1, varcata la quale saliamo sul Boeing 737 della compagnia di charter Neos, mentre nei cieli di Verona sta cominciando ad albeggiare.

Alle 7:26, in leggero ritardo, il volo NO5822 prende quota virando subito verso sud-ovest ... Ci lasciamo alle spalle il Lago di Garda ed il Po, sorvoliamo l’Appennino e arriviamo sul Mar Tirreno nei pressi di La Spezia ... poi un mare di nuvole sul Mediterraneo e rivediamo terra ormai nel sud della Spagna.

Oltrepassiamo lo Stretto di Gibilterra in un batter d’occhio e arriviamo sul Marocco ... Ci inoltriamo così nel grande continente africano per sorvolare le immense e sconcertanti distese del Deserto del Sahara ... deserto che osserviamo anche sulle rive dell’Oceano Atlantico, quando passiamo sopra alle coste della Mauritania.

Siamo ormai in vista del traguardo e individuiamo il Senegal: ci lasciamo sotto di noi l’enorme agglomerato urbano di Dakar, con ben visibile il vicino Lac Retba, e proseguiamo verso sud. Doppiamo la foce del fiume Gambia, sulle cui rive si dipana il minuscolo ed omonimo stato, e cominciamo a scendere verso Cap Skirring e la Casamance, la regione più meridionale del Senegal, omai ai confini con la Guinea Bissau

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Commenti
  1. babacar
    , 18/1/2011 22:09
    Sono stata in Senegal dal 31 Dicembre 2010 al 14 Gennaio 2011. Ero al Royal Saly ed è stata una bellissima esperienza, soprattutto la gente mi è rimasta nel cuore. Ho fatto tutte le escursioni ed ho visto posti bellissimi. L'unica cosa che non mi è piaciuta sono i troppi francesi presenti nel villaggio, e poi non abbiamo avuto nessuma assistenza Alpitour. Ma a parte questo particolare sono stata molto bene, mangiato bene e credo che ritornerò in questo paese meraviglioso. Avevo già visitato il Kenia un paio di volte, Zanzibar e parte del resto d'Africa, ma il Senegal mi è piaciuto di più.

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