Casamance in solitario con cuore di cristallo

Fabrizio Carbognin, Senegal 1/18 febbraio 2007 Diario di Viaggio Introduzione: Le pagine che seguono sono il resoconto fedele di diciotto giorni straordinari, trascorsi in Senegal nel febbraio 2007. Quanto scritto è tutto realmente accaduto. Quanto realmente accaduto non è, comprensibilmente, ...

  • di Fabri68
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  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 
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Fabrizio Carbognin, Senegal 1/18 febbraio 2007 Diario di Viaggio Introduzione: Le pagine che seguono sono il resoconto fedele di diciotto giorni straordinari, trascorsi in Senegal nel febbraio 2007.

Quanto scritto è tutto realmente accaduto. Quanto realmente accaduto non è, comprensibilmente, del tutto scritto ma, spero il lettore voglia concedermi uno spazio di riservatezza nella memoria, per quanto vissuto, per quanto fatto, per quanto provato, in questa fase di cambiamenti nel mio vivere quotidiano.

Mi auguro che la lettura di questo diario di viaggio lungo e dettagliato, possa essere utile sia per la pianificazione di un viaggio, sia per capire e riflettere su tante diversità immotivate, tante speculazioni, tanta povertà.

Sarò lieto di ricevere i vostri commenti e le vostre opinioni, così come nel limite del possibile, di rispondere ad eventuale vostra posta Vi esorto a vivere sempre con consapevolezza, rispetto, coscienza, amore.

A tutti con amicizia.

Fabrizio 01.02.07 Venezia Aeroporto Marco Polo, ore 17,00 circa. Questa mattina, come avendo provato già la scena, ho terminato tutte le operazioni pre-partenza in perfetto orario. Mi sento pronto psicologicamente, ad affrontare questo viaggio in solitario; la forma fisica è solo al 60%, causa fastidioso raffreddore tenuto giù a pasticche e fortunatamente non sfociato in piena influenza. Parto solo, con l'intenzione di essere un povero fra i poveri, ma con la volontà di avere cuore ed occhi di cristallo, per avere il massimo rispetto di tutti sempre e per avere sempre la dignità di non sentire il bisogno di più di quanto già non possiedo.

La prenotazione via internet per biglietto elettronico funziona proprio bene. Al banco dell'Alitalia la mia prenotazione era inserita e mi sono visto consegnare immediatamente i biglietti per l'imbarco, per il momento quelli della sola andata. (forse vogliono non torni..!) Ieri al volo, sono riuscito a fare anche il vaccino contro la febbre gialla, così ho anche il certificato internazionale. Sarà che non mi sento per niente in forma, ma il pensiero della mia vita attuale, delle pagine voltate per non essere più lette, le porte chiuse dietro me da non più riaprire, mi tiene impegnato il cervello nonostante domani a quest'ora sarò in Casamance. Parto per un viaggio anche dentro me. Penso alle mille situazioni vissute, ai volti , all'amore dato e quello ricevuto, alle persone che, per loro o mia scelta probabilmente dal mio ritorno, non vedrò più. I pochi saluti li ho fatti. Che il Dio dei viaggiatori e la mia santa zia Alcimeda veglino sempre su di me. Tra breve inizieranno i “salti” con gli aerei, il primo è il più breve sino Milano Malpensa, poi da li fino a Dakar e se tutto andrà come deciso, il terzo sarà da Dakar a Ziguinchor. Fuori c'è nebbia, il viaggio è iniziato. Come sempre Inshallà. Alle 9,30 della sera sono sul volo Alitalia per Dakar. Decollo ottimo. Tra breve serviranno la cena. 02.02.07 Dakar Volo eccezionale! Sei ore filate ottimamente pure resistendo all'impulso di fumare senza nemmeno troppo sforzo. Arrivati prendo il mio bagaglio, uno degli ultimi, e pimpante mi dirigo all'ufficio della Air Senegal International ... “Avviso: i voli per Ziguinchor sono sospesi”. Punto. Minchia!! è appena cominciato il giorno ed il prossimo volo per Cap Skirring disponibile partirà alle 22,00... Un giorno intero d'attesa, perso, anche volendo prendere il Wilis, il traghetto per il sud che parte cinque ore prima ma ci mette 15 ore... Avevo il volo teoricamente fra quattro ore... Ora alle 3,50 della notte mi trovo in un ristorante dell'aeroporto a Dakar, poco fa ho cambiato 150 euro al cambio ufficiale di 1:656 con commissione del 2%, sto bevendo una Castel Bier pagata 1800 CFA e devo ancora ricevere il resto di 200 del biglietto da 2000 che ho dato al cassiere... Il vero problema sarà riuscire a far passare il tempo. Alle linee aeree quando prenderò il biglietto per Cap, intendo chiedere la cortesia di prenotarmi pure una camera presso un qualche Campament a Cap. Al momento mi alleggerisco portando lo zaino al deposito bagagli, una stanzina che odora di chiuso che affaccia su uno stretto corridoio. Questo contrattempo rompe alquanto. ... All'alba delle 8,30, la luce ha preso il cielo e ci sono fuori circa 21 gradi umidicci. La cancellazione dei voli per Ziguinchor mi sembra abbia generato problemi in tutto il Senegal. Per superare ogni incertezza acquisto un ticket, ultimo rimasto, in business class, per 68.800 CFA e chiedo di prenotarmi una camera per due notti all'Auberge de la Paix, vicino il centro di Cap Skirring. In questa occasione ho testato la cortesia del personale delle linee aeree senegalesi, unitamente alla loro flemma talvolta disarmante. L'imbarco sarà alle 20,00. Bevo un caffè espresso che pago 1000 CFA (circa 1,3 euro ndr); beh la tazzina è quella del Lavazza Blue, il caffè, lunghissimo fino all'orlo (forse per cortesia o forse perché la tazzina si riempie sino a che c'è spazio), paragonato ad esempio a quello tunisino fatto nei bar, mi sembra comunque buono. Oggi a Yoff, l'ottimo quartiere-villaggio a nord di Dakar in zona aeroporto, il cielo è coperto, l'oceano se la ride con onde alte circa un metro. Ora, alle dieci della mattina, sono seduto al Cap Ouest restorant, sto gustando una fresca Flag Special, che trovo ottima.. (anche le sigarette Exellence sono proprio buone e costano 400 CFA a pacchetto, circa 75 cent) in qualche modo devo far passare le ore sino a stasera.. Quasi mezzogiorno, faccio una pausa dal girovagare e mi siedo in un locale molto pulito, il personale sta lavando e pulendo tutto meticolosamente, dove, tenendo conto che son partito digiuno e nello stomaco ho il modesto catering dell'Alitalia, ordino crocchette al pesce, una insalata ed un'altra birra Flag... La giovane e carina cameriera, parla solo francese ed è un casino, io parlo solo l'inglese ... Spero vada meglio in Gambia! Sono certo di avere bisogno di nutrirmi anche se non sento grandi stimoli, eh, anche questa volta l'adrenalina, considerata anche la notte in bianco, fa la sua grandissima parte! Ho comprato una Sim Card senegalese dell'operatore Alizé, ho spedito un messaggio a mia madre la quale ha prontamente risposto, tutto funziona egregiamente... Le crocchette di pesce (molto buone) sembrano dei proto-bastoncini di merluzzo, certamente fatte a mano, una diversa dall'altra; la salad, con lattuga, cetrioli e mezzo ravanello con una grattugiatina di carote, mi è stata servita condita allo yogurt. La Flag oramai ha superato il test, inizio ad essere curioso della birra La Gazelle, l'altra faccia della moneta in termini di birre senegalesi. La cameriera carina mi ha fatto raggiungere dal titolare del locale: un belga sulla quarantina il quale, dopo avere trascorso gli ultimi 15 anni in Nigeria, è da tre anni giunto a Dakar... Ha messo tutto in vendita, vuole scappare perché “qui provano a fregarti SEMPRE”... La saletta a pianta ottagonale che è proprio ben curata, dove ho pranzato assolutamente da solo, con musica soft caraibica in sottofondo, mi ha allietato il primo pranzo. Capisco lo stile della gestione belga, credo che con il conto tutto sarà definitivamente chiaro! Infatti, 8000 cfa sono una enormità, diciamo un conto belga! Devo ancora prendere le misure sui prezzi, sulle cose da fare e quelle no. Voglio arrivare quanto prima a Cap Skirring!! Tanto lo so, all'inizio quando arrivo in un posto nuovo, pago sempre una certa mancanza di pratica (non ultimi i 100 euro di passaggio aereo), poi mi faccio furbo... Dopo pranzo riprendo il mio girovagare, deve arrivare sera... “NOTA: La Plastica. Signore e signori, mi sento di affermare che ci stiamo sommergendo di bottiglie e sacchetti neri. Sono proprio i sacchetti ad avere la meglio: sono di una plastica leggerissima, se la sfiori con la fiamma di un accendino, si ritira sino a scomparire... Penso sia anche del tipo adatta al volo. Tanto è leggera, un soffio di vento fa si che i famosi sacchetti vadano a finire sui rami degli alberi, fra gli arbusti, fra i cespugli secchi (sembra indigena, ricordiamo che siamo in Africa sub-sahariana). Le bottiglie non volano ma scricchiolano sotto le scarpe affiorando dalla sabbia delle strade non asfaltate (che sono la stragrande maggioranza). Mi viene in mente lo spot dove i rifiuti vanno a finire nella culla del bambino...” “NOTA: PIAGGIO. Riflessione allegra: dove sono finiti i magnifici motorini Bravo, Sì e Ciao, prodotti dalla mitica Piaggio? Qui in Senegal! Il 90% delle due ruote sotto i 100 cc sono modelli di Pontedera... Come noi un tempo, ne sono tutti pienamente soddisfatti... forse faranno fatica ad accettare i nuovi scooter fatti quasi esclusivamente di plastica, hehe!” Quante cose sceme sto scrivendo! Non c’è nulla di più lento del tempo da fare passare non avendo nulla da fare. Contemporaneamente mi sto ambientando; sto prendendo le misure nei confronti di chi mi ferma per qualsiasi motivo; sto altresì verificando l’assimilazione e la tenuta da parte del mio apparato digerente, ma in questo ambito sino ad oggi non ho avuto mai problemi... La birra la tollero bene (!), mi sembra anche i proto-bastoncini di pesce, per ora anche la salad cruda! La musica proviene da ogni dove, calda, con un bel “tiro”, un misto fra reggae e Youssou N’Dour... promette bene, spero di avere occasione di suonare un djembè, saltasse fuori una chitarra acustica poi... “NOTA: AEROPORTO. Nel mio modesto peregrinare, oramai, di aeroporti ne ho visti.. Questo, il Leopold Singhor di Dakar, considerata l’importanza, nel suo genere è UNICO. Ne parlo poiché, purtroppo, ci sto trascorrendo bene o male le prime venti ore in terra di Senegal. Fattostà che questo posto vive come di vita propria. Aperto 24 h, ci vivono dentro decine di persone. E dico vivono. Dormono, mangiano, alimentano le speranze di guadagnarsi il pane per la sopravvivenza. I meno lo fanno in modo regolare. Per l'ottima sorte ricevuta, e spero non solo, esiste una muta grande solidarietà fra questi e tutti gli altri che non hanno il badge. Procacciatori ed impiegati si palleggiano i clienti, pardon, viaggiatori, con la maestria di Borg e Panatta. Qualsiasi cosa ti serva, arriva, forse ancora prima che a Napoli... Alle 3 della notte ho cambiato valuta a tasso ufficiale. Alle 5 della mattina ho comprato una Sim nuova per il mobile. Poi qualsiasi cosa, taxi, cibo, abiti, consigli. Qualsiasi cosa per il business. Come a Cuba, solo che qui cercano di farti fesso e non vendono la propria dignità. A Cuba si comprano le persone vive, famiglie intere in vendita, volendo da possedere anche carnalmente (c'è chi pensa Cuba esista per questo..) ma questa è un'altra storia. Al Leopold Singhor tutto è a metà fra il nuovo e lo sgarrupato. Pitture murali che si scrostano sul soffitto e pareti tirate a nuovo. Resta comunque una stazione di modeste dimensioni. Pavimenti con i buchi e bar con prezzi da Caffè Pedrocchi. Forse questo luogo è uno specchio del Senegal. Forse manca proprio la Casamance. Per non parlare di quello che accade fuori, giorno e notte un pullulare di camion, taxi, motorini, mendici, bambini in età scolare, motorette... I turisti si confondono in questo mare, quasi sono la minoranza. Poi, nonostante la Guardia Nazionale agli ingressi, chiunque è libero di entrare ed uscire a proprio comodo, non serve ticket. Proprio perché per essere intercontinentale è piccolo, questo sicuramente contribuisce al casino. Non parlo dei lavori in corso, dentro e fuori; impalcature arrugginite e... La spaccanapoli dei viaggiatori d'aereo in Senegal.” Intanto si sono fatte le 18,00, il cielo verso le 14,00 si è aperto con un sole forte che sicuramente ha colorato un po' la mia testa lucida. Stringo i denti e proseguo paziente la mia attesa. Provato, verso le 19,30 vado a riscattare lo zaino al deposito bagagli, dove dovrei avere i 750 cfa giusti e contati, il resto è una opzione molto spesso (!); pagato, mi dirigo carico alle partenze domestiche. Espletata l'accettazione in trenta minuti, ricomincia l'attesa per l'imbarco. Oggi tutto è in ritardo. Un'ora dopo il previsto prendo posto sull'aeromobile e decolliamo alle 23,00. Visto che sono stato costretto ad acquistare un ticket in business class, mi godo il volo spaparanzato in poltrona, che reclinati sedile e poggiapiedi sembra un letto che quasi predo sonno per la comodità, o forse per la mancanza di sonno arretrato.. (ora capisco perché non riesco mai dormire in economy !). L'arrivo a Cap Skirring di notte è spettacolare: la luna piena illumina la baia a sua volta segnalata dalle luci colorate dei 100 club all'aperto; la manovra da davanti sembra un videogioco.. Virata stretta in territorio Guineano ed atterraggio duro (fin troppo!). L'aeroporto ha una sola pista e vabbè talvolta è normale, ma scendere dall'aereo e camminare a piedi sulla pista (per quanto poco) sino la stazione mi era successo solo a Santiago di Cuba e sull'Isola di Sao Vicente. La consegna dei bagagli avviene sotto un pergolato, sopra un tavolo a rulli... Grandi!! Un taxi mi porta in 10 min a l'Auberge de la Paix, dove mi stanno attendendo. Camera pulita con bagno... Mega doccia fredda ma corroborantissima. Buonanotte Click

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