In fuga verso la Scozia

Le Highlands e la Scozia, fiaba surreale

  • di anniaffollati
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Riprendendo l'auto, scendiamo fino al termine del lago, per poi risalire all'altezza di Fort Augustus verso Urquhart Castle. Le rovine del castello sono da cartolina, noi entriamo (sulle 8 sterline), ma si può benissimo evitare volendo, limitandosi a toccare le acque del lago in qualche altro punto in cui sia accessibile. Torniamo così a salire verso Kyle of Lochalsh, intravedendo il massiccio delle Five Sisters of Kintail, la nostra meta per oggi è l'isola di Skye. Dopo una rapida scorsa al Castello Eilean Dodan, location del film Highlander, puntiamo decisi al ponte che collega la terra con la selvaggia isola. Infatti, a parte una sorta di ideale capoluogo, Portree, gli altri centri abitati non sono che poche case antiche e campi in cui si allevano allo stato semi-brado pecore e Highlander (si chiamano davvero così), le vacche scozzesi dal ciuffo bruno. Giungiamo a Portree verso sera, alloggiamo per caso alla Balloch Guest House e ci troviamo davvero bene. Ampie stanze, colazione ottima l'indomani, vista sul mare che all'alba si incendia di un rosso vivo. Peccato per l'aurora boreale che in questi giorni è difficile da vedere, ci rifacciamo comunque con un bel giro a piedi, dopo tanti chilometri su quattro ruote, e un'ottima cena e football match annesso al The Isles Inn, tra i tifosi del Celtic.

quarto giorno

Il quarto giorno è dedicato interamente a Skye. Saliamo la penisola Trottenish fino a Uig, da lì è quasi tutto un fuori strada fino a Duntulm: scogliere e meraviglioso nulla per chilometri, se riuscissimo sarebbe bello percorrere tutto il perimetro dell'isola. E così facciamo. Saliamo così all'estremo nord, in cerca di balene all'orizzonte, di puffin spiaggiati a riposare, ma siamo un po' fuori periodo, ci dobbiamo accontentare di osservare un paio di aquile con binocolo e fermarci di tanto in tanto, scendere dall'auto e guardarci intorno. Tutto è avvolto nel silenzio di terre semi esplorate, interrotto solo dalla brezza gelida che spira dal mare. Infondo, a queste latitudini, non dev'essere così male la vita degli animali. Camminiamo all'interno di un polmone verde, in cui il concetto di intensivo non esiste, in cui non esistono centrali nucleari e l'energia si ricava quasi interamente dall'eolico e dalle centrali idroelettriche; insomma, si viaggia in modo ostinato e contrario nella direzione opposta a quella che sembra aver deciso di intraprendere il resto del mondo. Vicino a Waternish scorgiamo l'intatto Dunvegan Castle, poi facciamo rotta fino al Nearpoint Lighthouse, faro che svetta meraviglioso a ridosso di un’altrettanta impervia scogliera, tra pecore pigre e raffiche di vento. Tornando verso la terra ferma, facciamo merenda l’incredibile taverna-negozio vintage Mor Books and the Windrush Cafe Studio, luogo unico nel suo genere, avamposto di calore umano nel bel mezzo del nulla. Dopo una capatina alla Talisker distillery (le visite guidate sono solo fino alle 16!), salutiamo le magnifiche Cuillin Hills e raggiunta la terra ferma, siamo costretti a passare la notte in un vecchio hotel di Kyle of Lochalsh.

quinto giorno

Il quinto giorno Da Kyle partiamo molto presto, verso Fort William. Da qui, si ricomincia a sentire la presenza umana, essendo questo centro un'importante località turistica appena sotto il Ben Nevis, la montagna più altra del Regno Unito. Glencoe ha paesaggi da cartolina ma non scendiamo quasi mai dalla vettura, attraversiamo Loch Lomond e The Trossachs National Park, in direzione Glasgow. A Crianlarich ci fermiamo affamati al The Rod and Reel pub, poi passiamo anche Paisley tentando di raggiungere Glasgow in orario utile per trovare un giaciglio per la notte. Cerchiamo a lungo ma invano, quindi cambiamo meta e giungiamo esausti a Stirling, dove ci accontentiamo di un motel.

Stirling si trova nelle Central Lowlands ed è una stata capitale del Regno di Scozia. Teatro delle due più importanti battaglie per l'indipendenza scozzese, qui William Wallace sconfisse gli Inglesi e la sua mitologica figura fu immortalata da Mel Gibson nel suo Braveheart. La sera visitiamo il centro storico e un paio di pub, la mattina successiva raggiungiamo poi il castello che sorge nella parte più alta della città, con tanto di cornamuse e kilt a seguito; prima di andarcene non dimentichiamo di fare un salto anche al Monumento dedicato a Wallace. Passiamo da Falkirk, la Lonely Planet lo consiglia, ad osservare la Falkirk Wheel, ingegnosa opera meccanica degli anni '30, che permetteva alle imbarcazioni di ovviare ad un ragguardevole dislivello tra canali. Certamente da non mancare, se si è nei paraggi. Arriviamo a Edimburgo la sera del nostro sesto giorno, riconsegniamo l'auto e dall'aeroporto, prendendo il treno, arriviamo facilmente in zona Harrison Park dove alloggeremo. Seguendo il canale, arrivare in pieno centro è una passeggiata rilassante. La sera ceniamo alla CALEY SAMPLE ROOM. Il carattere maiuscolo non è frutto di disattenzione, ma garanzia dell'eccellente qualità culinaria di questo posto, ove torneremo anche il giorno successivo. Oltre a piatti tradizionali, leggermente rivisitati (l'haggis fritto, ed esempio), si può scegliere tra circa un centinaio di birre da assaggiare, senza contare gli scotch.

L'ultimo giorno è dedicato alla visita del centro storico della capitale. Dal castello il panorama è notevole, ma ancora di più lo è dal tetto del National Museum of Scotland. Gratuito, come tutti i musei del Regno Unito, si sostiene con le libere offerte dei visitatori e con le vendite al book-shop; passa in rassegna egregiamente la storia dei popoli del mondo, non solo di quello scozzese, dalle origini ai giorni nostri

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