In fuga verso la Scozia

Le Highlands e la Scozia, fiaba surreale

  • di anniaffollati
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Il Regno Unito è pioggia, pub aperti sin dal mattino, calcio in diretta e in differita. La tradizione la considera una monarchia costituzionale, la stampa italiana un paese di contraddizioni e irriconoscenza verso il continente, per molti italiani è una seconda casa (con possibilità di carriera e vita senza bidet). Dopo aver già girato in lungo e in largo L'Inghilterra e l'Irlanda, incuriosisce, osservando la cartina appesa al muro, la mancanza di un cerchio a matita anche intorno a Edimburgo. Vi sono mete che si rimandano da troppo tempo per mille ragioni. Ma viene sempre, poi, l'esigenza di partire e questa volta, in pieno autunno, progettiamo una fuga verso l'umida Scozia.

Partenza da Venezia Marco Polo. Comodissimo aeroporto, raggiungibile agevolmente dalla stazione centrale mediante autobus. Nel lasciare Venezia, dall'alto non può che tornare in mente il Marco Polo di Marco Paolini, con il protagonista che non riesce a lasciare la laguna, in rotta verso un se stesso che necessita di lasciare il lido, per dedicarsi al mondo. Appena atterrati passeggiamo verso il nolo auto, convinti che sia un gioco da ragazzi, avendo prenotato da casa, ritirare il mezzo. E invece bisogna fare attenzione: la cifra pattuita nel momento della prenotazione spesso è di molto inferiore a quella che si pagherà in loco. Dopo aver contrattato a lungo, partiamo con la nostra vettura cambio automatico, guidando per la prima volta in vita dalla parte sinistra della carreggiata.

La prima meta è Perth, raggiungibile da Edimburgo mediante un lungo ponte che salda i due lembi di terra del piccolo golfo. Prima di partire avevamo tracciato mentalmente un percorso ideale, ma non avendo mai percorso le strade a queste latitudini, ci siamo azzardati a prenotare su Airbnb solo la prima - proprio a Perth - e le ultime due notti a Edimburgo. Arriviamo a Perth un paio di ore prima del tramonto. La vista dell'ex capitale scozzese, che nasce sulle rive del fiume Tay e nelle acque del fiume riflette le luci dei suoi edifici storici, è molto suggestiva. Benché il centro storico sia piuttosto piccolo, è certamente un buon antipasto rispetto a ciò che vedremo spostandoci successivamente: centri medio-piccoli, lontani l’uno dall’altro, dove non manca nulla, e in cui vi è un fiorire di giovani botteghe artigiane e artistiche. Città dai tanti campanili, vanta anche diversi musei e castelli nelle immediate vicinanze. Ci limitiamo, sia la sera che la mattina successiva, a passeggiare per il centro osservando vecchi edifici che portano ancora le effigi di ciò che erano un tempo: fabbriche, grandi botteghe artigiane, società di assicurazioni. Ogni cosa è stata convertita ottimamente.

secondo giorno

Partenza l'indomani verso il nord e le Highlands, possibilmente tappa a Loch Ness. Uscendo dalle città il traffico ovviamente diminuisce ed è più rilassante guidare e guardarsi intorno, dato che quasi tutti rispettano limiti di velocità e distanze di sicurezza. Il paesaggio che si incontra non credo sia riproducibile a parole. Semplicemente, pare di essere piombati in un una fiaba con elementi dark: il cielo minaccioso, in cui ogni tanto i raggi del sole fanno capolino tra nuvole cariche d'acqua, tutt’altro che rari arcobaleni, la luna che non vuole più tornare a dormire; grandi boschi nella prima parte del viaggio, sostituiti poi successivamente da "glen", valli immense che ospitano torrenti e laghi, numerosissime, e quando questi cessano, iniziano le tracce del mare, che entra in strette insenature profondissime e per chilometri ci inganna. Animali selvaggi attraversano queste terre a tratti inospitali, prati sterminati, vette e scogliere per gran parte ricoperte da erica in fiore. Cervi rossi, che possono di tanto in tanto attraversare la strada, interrompendo i distratti gruppi di pecore che vagano tra i recinti e i ripari, così come i caprioli e i grouse, i galli cedroni. Guardando in su, nel cielo le aquile sono facilmente avvistabili, gli scoiattoli rossi saltano tra le cime degli alberi. Più rari, nei boschi, sono gli incontri coi diffidenti gatti selvatici scozzesi. Ogni cosa è osservabile on the road, grazie alle piazzole di sosta presenti di frequente lungo la strada.

Passiamo Pitlochry, piccola e meravigliosa località di villeggiatura verso la Tay Forest Park. Qui, visitiamo la diga sul fiume, e le vasche successivamente create per permettere ai salmoni di risalire la corrente e raggiungere i luoghi dove sono nati, a deporre le uova. Grazie alle pareti trasparenti, i pesci sono facilmente visibili. Oltre alla diga, è possibile passeggiare su un ponte sospeso, tra case e pub in pietra. Restando sul confine occidentale del Cairgorms National Park, vicino a Dalwinnie ci fermiamo ad assaggiare haddock & chips (un gustoso fish&chips) al Loch Ericht Hotel, poco oltre incontriamo un'immensa pietra accanto alla strada: si tratta di Center of Scotland, il centro esatto della nazione. Passiamo Newtonmore, Avienmore, Moy, e giungiamo a Inverness, città di medie dimensioni sul mare. Fotografiamo il pantano presente sotto l'ennesimo mastodontico ponte che collega i due lembi di terra divisi dal mare a Beauty Firth. Fin qui, da sud-ovest, scorre il Ness River, proveniente dal Lago di Loch Ness. Dopo esserci sgranchiti le gambe lungo il percorso pedonale delle cosiddette Ness Islands, ci dirigiamo verso Foyers, meta scelta per questa notte. Il lato orientale del lago, percorso la sera, riserva delle emozioni: una strada a corsia pressoché unica che segue per decine di chilometri la costa. Davvero suggestivo anche l'arrivo col buio a Foyers: un piccolo villaggio di poche anime che si sviluppa intorno ad un ufficio postale-edicola-tabacchi-supermarket-farmacia e un albergo-ristorante, il Foyers House, in cui passeremo la notte. Consigliatissimo, offre non solo un'ottima cucina - ottimi sia il cervo che il salmone, per non parlare di uno Sticky tofee pudding da oscar - ma anche una sala di degustazione in cui poter scegliere un centinaio di scotch. Inutile uscire dopo cena, il mondo è tutto lì, tra un vecchio televisore e un paio di tavolini in cui giocano a carte.

terzo giorno

Il terzo giorno sveglia all'alba, qualche minuto ad osservare finalmente le acque di Loch Ness col binocolo, direttamente dalla finestra: nulla da segnalare. Ma le dimensioni del lago, stretto e lunghissimo, profondo in certi punti più di 200 metri, creano correnti particolari, che possono facilmente ingannare l'occhio poco esperto degli avventori distratti. Dopo l’abbondante English Breakfast (sanguinaccio-fagioli-uova-bacon-salsicce-pane tostato-pomodori grigliati) e pancake con sciroppo d'acero, ci dirigiamo verso la cascata di Foyers, caduta d'acqua da più di 60 metri d'altezza a torto non molto pubblicizzata

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