Caledonia - Terre di laghi e vento

Sono convinto che viaggiare sia l’autentica essenza della natura umana: ciò che ci permette di abbandonare tutto il superfluo di cui riempiamo le nostre vite, di riscoprire il senso delle nostre azioni e di trovare il vero ordine delle nostre ...

  • di robbin1977
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sono convinto che viaggiare sia l’autentica essenza della natura umana: ciò che ci permette di abbandonare tutto il superfluo di cui riempiamo le nostre vite, di riscoprire il senso delle nostre azioni e di trovare il vero ordine delle nostre priorità.

L’uomo è intimamente nomade. E nessuna comodità, lusso o sicurezza possono realmente appagarci quanto il profumo di luoghi mai visti, il suono di voci e lingue nuove, il sapore di un piatto sconosciuto...

E’ così, concentrati su necessità e sensazioni più “essenziali”, che i pensieri quotidiani, i problemi e le preoccupazioni che a casa sembrano insormontabili si ridimensionano e quasi svaniscono..

Ci svegliamo a Prestwick, vicino a Glasgow, ed è giovedì mattina. Siamo atterrati qui ieri sera tardi e subito la dimensione del viaggio ha investito le nostre vite: è bastato parlare con l’autista “ultrà” del parcheggio di Bergamo, o incontrare le ragazze scozzesi di ritorno dalle vacanze familiari in Italia, insieme ai genitori. O il portiere di notte dell’albergo, ex calciatore e in procinto di abbandonare tutto e trasferirsi in Spagna a godersi il tepore e la serenità di una meritata pensione...

E allora si parte, e iniziano le piccole sfide che anche il nostro breve viaggio, nemmeno tanto impegnativo, ci pone: l’inglese “caledone” del luogo non ci aiuta nella discussione con l’addetta dell’auto noleggio.. guidare sulla corsia di sinistra ci disorienta un pò in autostrada e soprattutto in città..

Siamo come bambini che scoprono il mondo: fotografiamo tutto e ci stupiamo di qualunque cosa..

Ma Edinburgo e il suo castello un pò di emozione e un bel pò di foto le meritano davvero: certo, il mondo è piccolo è quindi ti capita anche di incontrare un tuo vecchio professore del liceo che d’estate fa la guida turistica in Scozia, ma tutto il resto è novità e stupore: le mura imponenti sullo sperone roccioso di questo fortilizio mai conquistato racchiudono un borgo ancora integro e vivace, anche se ormai prettamente turistico. E commuove trovare un piccolo recinto dove sono seppelliti i “soldier dogs” i cani soldati..

Percorriamo il resto della città con l’aiuto di vari mezzi di trasporto: da un “double decker bus” con tanto di cuffiette esplicative al classico taxi nero. Ma l’esperienza più significativa sarà la corsa notturna sul risciò a pedali che un giovanne scozzese guida in maniche corte sotto la pioggia e con temperature quasi invernali. E noi, bardati fino alle orecchie, ci chiediamo se sia la tempra da highlander o piuttosto le birre a proteggerlo dal freddo...

Nota Tecnica: Edimburgo, pur essendo capitale e città di grandi dimensioni, è una località nordica, con orari nordici.. nessuno pensi di poter cenare dopo le 10 di sera, a meno (come noi) di non imbattersi, dopo lunghe ricerche, in un ristorante Curdo miracolosamente ancora aperto...

Chi fosse appassionato di latticini (e io non ne sono appassionato, sono un adoratore..) sappia che in Scozia non sempre si trova qualcosa di più del classico Cheddar giallo. Ma se siete fortunati, potrete assaporare il gusto intenso dei formaggi di capra o di quelli di Hairy Coo (le famose mucche dal pelo folto). Se poi riuscite a mangiarli seduti su un prato, nella cornice struggente di Dunnottar Castle, capirete cosa abbiamo provato noi a mezzogiorno, venerdì..

Già, perchè il nostro itinerario prevede di percorrere in senso anti-orario il maggior numero di chilometri “in contromano” che i 5 giorni a disposizione ci consentiranno. E venerdì abbiamo in programma il castello che sorge, su una scogliera a picco sul mare, nei pressi di Stonehaven: lasciando la città troviamo, per puro caso, il piccolo paradiso dei formaggiari dove facciamo il famoso rifornimento e poi ci incamminiamo. La campagna scozzese si apre finalmente intorno a noi con le sue colline di un verde così intenso da sembrare finto e i suoi laghi colmi di un’acqua talmente torbida (etimolicamente torbida.. proprio piena di torba) da sembrare birra rossa.

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