Sardegna fuori stagione

Al di là del mare: consigli e spunti utili scritti dalla nostra Guida per Caso, per scoprire la natura, la storia e le tradizioni della Barbagia durante l'autunno

 

Claudia è una blogger cagliaritana. In una vita precedente ha lavorato come ricercatrice nel campo del diritto internazionale dei diritti umani, dedicandosi alla protezione dell’identità culturale. Nel novembre 2013 ha deciso di vivere la sua vera passione e ha iniziato un viaggio per tutta l’America Latina, e non si è ancora fermata. Documenta i suoi viaggi sul suo blog, dove scrive soprattutto di America Latina e della sua amatissima Sardegna.

Ecco il suo diario di viaggio, attraverso il quale ci porta alla scoperta della Barbagia.

Una delle idee più sbagliate dell’industria del turismo è che certe regioni si debbano solo visitare durante una stagione specifica. In caso contrario, chi viaggia deve essere pronto ad affrontare condizioni meteorologiche avverse, pioggia, freddo e anche l’impossibilità di visitare le attrazioni turistiche più famose del posto. Se fosse veramente così, in Sardegna ci si dovrebbe limitare a viaggiare solo tra giugno e settembre, quando è possibile apprezzare il suo meraviglioso mare. A me piace sfatare i miti, e per questo tengo a sottolineare che in Sardegna ci sono tantissime cose da fare e tanti posti da visitare durante tutto l’anno. Cosa che noi sardi sappiamo molto bene, visto che giriamo la nostra amata terra in lungo e in largo anche nei tanto temuti mesi invernali.

È in autunno che mostra a viaggiatori e abitanti i molteplici aspetti della sua unica e millenaria identità. È in autunno che rifiorisce al suono della musica e del canto che accompagnano i balli tradizionali. Ed è sempre nel periodo che precede l’inverno che si possono apprezzare i sapori dei piatti tipici e il suo ottimo vino e ascoltare il rumore soffuso degli antichi telai. Inoltre, si possono vedere gli uomini affaccendati a creare gioielli unici. Non esiste periodo migliore per immergersi completamente e vivere al meglio la Sardegna. Non per niente, uno degli eventi più amati dai Sardi è Autunno in Barbagia, manifestazione che coinvolge ben 28 paesi della Barbagia, appunto, che a turno, fino a dicembre inoltrato, aprono le porte delle proprie case storiche ai visitatori per poter condividere le proprie tradizioni, per far assaporare i prodotti del proprio territorio, e per mostrare con orgoglio la propria identità.

Ma come sottolinea nel portale promozionale (www.cuoredellasardegna.it) l'Azienda Speciale di Promozione della Camera di Commercio di Nuoro, la manifestazione (giunta alla quattordicesima edizione), vuole essere solo uno spunto per permettere di scoprire una parte di Sardegna ancora poco esplorata, fatta di montagne, foreste, canyon (la Gola di Gorropu il più profondo d’Europa), grotte, siti archeologici e una miriade di villaggi, ognuno con le sue peculiarità. Perché, è bene saperlo, ci sono tantissimi posti che vale la pena visitare, tanto da pensare che con i dovuti accorgimenti il turismo potrebbe essere una fonte di introiti stabile, che va oltre i pochi mesi estivi, e che sfruttando in maniera adeguata e rispettosa il patrimonio paesaggistico, storico e culturale della regione, potrebbe portare a uno sviluppo sostenibile, creare posti di lavoro che vadano ben oltre i pochi impieghi stagionali e, perché no, condurre finalmente a un’uscita definitiva dalla crisi economica che ha colpito duramente questa terra meravigliosa.

Tenendo questo bene a mente, con l’ottima scusa di farmi un giretto per Cortes Apertas a Oliena (Oliena è stata la prima tappa pilota - evento lanciato dall'Azienda Speciale della Camera di Commercio - ed a seguire, visto il successo, ampliata ad altri comuni), ho deciso di partire anch’io alla scoperta di un altro angolo di paradiso della mia bellissima isola. Ho così scoperto un mondo fatto di tradizioni, dove le donne ancora ricamano a mano i muccadori, gli scialli che le spose indossano nel giorno del matrimonio, un lavoro rifinito che porta via anche tre mesi di tempo.

Ho ammirato gli abiti tradizionali, sia quelli elaborati che si portano nei giorni di festa corredati dagli appositi gioielli, che quelli giornalieri. Ho assaggiato le paneddas, sorta di spianatine fatte cuocere nel forno a legna; e ho gustato il Nepente, Cannonau particolarmente apprezzato da Gabriele D’Annunzio. Ho potuto constatare ancora una volta la varietà culturale della Sardegna, che si riflette anche nelle infinite inflessioni della lingua sarda. Sebbene cresciuta parlando il sardo che mi ha trasmesso mia madre, ammetto che quello parlato in Barbagia mi risulta a volte difficile da capire. È così che ho scoperto alcuni siti archeologici unici, delle perle nascoste che vale la pena inserire nel proprio itinerario di viaggio alla scoperta della Sardegna

  • 2349 Visualizzazioni
  • Stampa
  • Invia ad un amico

Commenti
  1. Nessun utente ha ancora commentato. Se sei un utente registrato puoi usare questo form per dire la tua!

Per scrivere su Turisti Per Caso devi prima registrarti!


Entra con il tuo account social