Sette giorni in moto sulle strade della Sardegna

Abbiamo percorso circa 1.200 chilometri: partendo da Olbia, direzione sud, siamo passati per Dorgali, Solanas, Sant'Antioco, Bosa, Stintino e Santa Teresa di Gallura

  • di Armando Dom
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

A pochi metri al ristorante omonimo, degustiamo una squisita pasta ai ricci di mare, consigliata dall’affabile ragazzo di sala. Dopo un riposino all’ombra della pinetina, prendiamo la nuova strada, l’asfalto rovente non ci impedisce di ammirare le sinuose e verdeggianti colline; a Villasimius acquistiamo il Vermentino di Gallura, da portare ai ns gentili amici Anna e Pasquale, che a Solanas ci ospitano per la cena, dove trascorriamo una bella serata in piacevole compagnia. Per la notte Anna ci ha prenotato al B&B: “Sa Guardia de Ferricci”, dove ci accoglie il gentilissimo Luca. Una bella villetta sulle alture di Solanas dove l’incantevole panorama domina la vallata fino al mare. Adiacente alla casa si trova un capanno di origini nuragiche che da origine al nome del B&B. In seguito alla spiacevole esperienza della notte precedente, i tappi x le orecchie che mi ero portato per attutire il rumore del vento nel mio casco, li ho usati per smorzare i concerti dei suonatori miei amici, che imbastivano esibizioni di tromba e trombone poco dopo che si erano assopiti.

4 giorno Villa Simius – Sant’Antioco km 150 - giovedì 21 giugno 2012

Al mattino, dopo una squisita colazione con miele e marmellate della terra sarda, puntiamo verso Cagliari in/seguendo la costa dove dietro ad ogni curva, compaiono incantevoli vedute. La strada a volte plana sull’azzurro del mare altre si inerpica verso il cielo tra odorose e verdi boscaglie. per infilarsi poi a Cagliari dal lungomare del Poetto, solo a naso ci siamo ritrovati sulla SS 195, perché (fin dal primo giorno) i nostri sofisticatissimi ed aggiornatissimi navigatori satellitari per auto, sono resi inservibili dai lucenti riflessi del sole. Sul lembo che attraversa le saline di Santa Gilla, osserviamo i magnifici fenicotteri rosa, senza la possibilità di fermarsi a fotografare. Dopo Pula, facciamo tappa alla magnifica spiaggia di Chia, protetta dalla sua antica torre, un bagno rinfrescante e l’acqua freddina ci tonifica, poi leggero spuntino e bibite a volontà per scacciare il caldo. Più tardi proseguiamo per Teulada ed anche qui la strada ci offre straordinari paesaggi, dove pilastri di rocce discendono grevi sulle baie dai colori turchese. Giunti a Sant’Antioco ci fermiamo al “B&B il Melangolo” accolti dai gentilissimi proprietari, lasciamo le moto all’interno del parco con piante di limoni profumati che spuntano tra le foglie, dopo una rinfrescante doccia scendiamo al porto per la cena. Al ristorante Bucaniere, mi mangio un antipasto di tonno di Carloforte e le sue salsine, una delicata pasta di bottarga e frutti di mare un prelibato fritto misto con 20 euro, mentre i miei amici consumano la solita pizza a 15 euro. Infine breve passeggiata ed un buon gelato allo yogurt in piazza, a mezzanotte a letto.

5 giorno Sant’Antioco – Bosa km 230 - venerdì 22 giugno 2012

Alle 8,30 sveglia, un'altra bella giornata di sole ci aspetta; ci fermiamo sull’istmo a fare le foto a Sant’Antioco che di fronte a noi si crogiola nella magnifica luce del mattino. La strada ora ci porta a nord, dopo Carbonia, e prima di Igliesias lasciamo la SS 126 e giriamo a sinistra sulla SS 130, incantevole litoranea Fontanamare Nebida fino a Masua, ricca di paesaggi mozzafiato, la scogliera si tuffa in piccole insenature dai colori azzurrini, che ricordano quelle anglosassoni, poi giù fino al mare, ad incontrare e godere da vicino la vista del favoloso Pan di Zucchero, alto 133 Mt, uno dei più grandi e spettacolari faraglioni d’Europa. Al ritorno ci soffermiamo a rifotografare lo scoglio da altre angolazioni osservando anche il complesso minerario. Con nostalgia lasciamo alle spalle una delle migliori località della Sardegna, proseguiamo percorrendo altri appassionanti saliscendi dove alla fine si scorge Buggerrù, piccola cittadina incastonata fra due promontori, Risaliamo su brulle colline e giù a S. Nicolao, poi rientriamo sulla SS 126, seguendo curve e tornanti tra paesaggi immersi nel verde della luce scintillante di mezzogiorno, Ad Arbus facciamo sosta per dissetarci, quindi scendiamo a Guspini attraversiamo la piana che ci conduce fino ad Oristano dove pranziamo. Poi sopra lunghi rettilinei puntiamo verso il mare, più avanti la SS 292 si inoltra su verdi colline, talvolta con curve strette ed insidiose fino a Cuglieri. Infine altri 20 km di puro spettacolo ci guidano a Bosa meta del nostro quinto giorno, qui troviamo posto al “B&B Vecchia Bosa”, dove ci accoglie la gentilissima Cinthia, depositati i bagagli, scendiamo in spiaggia, dove grossi cavalloni si infrangono sulla sabbia nera e ci vietano di fare il bagno, ma non di scattare suggestive immagini. Ceniamo nella piazzetta accanto, al ristorante suggerito da Cinthia. Gustiamo un primo di tagliatelle al nero di seppia con sugo di bottarga guarnito di vongole e cozze, come secondo una specialità di Bosa: razza all’agliata, squisitissima, il tutto corroborato dal Vermentino. Per favorire la digestione, facciamo due passi fino su al castello ad ammirare la città illuminata

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