Da Ostia a La Maddalena

in barca a vela da Ostia a La Maddalena per la manifestazione "1000 vele per Garibaldi"

  • di simars
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 7
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Sabato 29 maggio 2010, ore 10:15, vele spiegate e via…al segnale del comitato di regata si parte da Fiumicino, direzione “La Maddalena”. Sono su Free, yacht Bavaria 44, e insieme a Valerio, il nostro skipper (o capitano come dico io), la mia amica Paola e altri 4 lupi di mare (Enzo, Luciano, Sergio e Giorgio) abbiamo deciso di partecipare ad una manifestazione velica denominata “1000 vele per Garibaldi”, alla sua seconda edizione, che vede quest’anno dieci imbarcazioni partecipanti.

La manifestazione prevede una regata d'altura da Roma a Caprera e una serie di regate costiere che si svolgono a La Maddalena,

Per me e Paola è la prima vera esperienza in barca a vela, a parte qualche uscita giornaliera per prendere confidenza con il mezzo, ma il resto dell’equipaggio è molto esperto (chi più chi meno, chi sulla cucina e vini, chi su vento, rotte etc) e quindi siamo in ottime mani.

Il cielo è nuvoloso e il vento non molto forte, sui 10 nodi, ma inizia subito a fare freddino. Il mio turno di guardia e timone (in realtà pilota automatico) va dalle 12 alle 16, intervallato da un aperitivo con panzanella e pranzo con orecchiette al pesto (che poi si faranno sentire per tutto il giorno). Prendo veramente un sacco di freddo…anche perché non sono abbastanza coperta ma non avrei mai pensato che la temperatura sarebbe scesa cosi tanto. Quindi non appena giungono le ore 16 me ne scendo sottocoperta e mi tuffo nella mia cabina sotto al sacco a pelo e mi sparo un pisolino fino alle 19 circa. Tutto prosegue tranquillo e nonostante il freschetto risalgo sopra dove il mal di mare decisamente si soffre di meno. Di nuovo aperitiviamo con pane casereccio condito con pomodoro e alici, il tutto accompagnato dal vinello dei colli albani acquistato da Paola al supermercato, che poi è l’unica a non berlo e nemmeno a mangiare visto che sta male e già da diverso tempo. Resistiamo fino alle 22 dopodichè noi donne ci ritiriamo:io nella cabina di prua, Paola sul divanetto centrale visto che soffre molto più di me. Dormo tranquillamente fino alle 4 quando vengo svegliata dai continui sobbalzi: non voglio morire da sola, né tanto meno con la testa schiacciata così mi trasferisco sul divanetto vicino a Paola, dove lei sta passando il suo calvario. Da qui inizia una sofferenza che terminerà alle 10 della mattina. Il vento è forte e il mare è grosso e fuori fa un freddo glaciale. Gli uomini poverini non dormono niente e cercano di domare la barca, anche se sono costretti a cambiare rotta. Il vento infatti ci viene contro cosi come l’onda, quindi dobbiamo deviare il percorso e purtroppo non riusciamo a raggiungere a La Maddalena. Abbiamo veramente ballato: ho provato ad alzarmi diverse volte, anche per andare in bagno, ma la nausea ogni volta era troppo forte e solo alle 10 del mattino riesco ad alzarmi. La notte quindi trascorre tra salti, avvisi di burrasca alla radio e varie richieste di aiuto da altre imbarcazioni. Come battesimo del mare direi “non male!”. Finalmente si vede terra, anche se non quella dell’arcipelago: approdiamo infatti al porto di Marina di Portisco, che sinceramente non so nemmeno dove sia, ma l’importante è toccare TERRA!

Ora siamo “prigionieri” in questo porto: il tempo infatti non promette niente di buono e probabilmente forse solo martedì riusciremo a ripartire per raggiungere la destinazione iniziale. Abbiamo saputo che delle 10 barche partecipanti alla regata per ora ne sono arrivate solo 2, le altre 8 compresi noi , sono attraccate in porti diversi.

Una volta sbarcati dopo una bella doccia rinvigorente la domenica scorre tranquilla tra chiacchiere e una passeggiata per i dintorni del porto, piccolo ma delizioso. Come per tutta la vacanza non manca davvero il mangiar e bere bene, oltre a grasse risate

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