Quante storie contiene Sarajevo?

Ce le racconta Chiara, la nostra guida per caso

  • di Kia81
    pubblicato il
 

Uno speciale a cura della nostra guida per caso di Sarajevo Chiara (Kia81)

Sarajevo è stata per 500 anni l'esempio di come diverse religioni (cristiana, ebraica e musulmana) possano convivere pacificamente e di come diverse culture possano addirittura fondersi, così come la gastronomia. Nonostante il conflitto degli anni '90 del secolo scorso abbia impietosamente cercato di distruggere tutto ciò, non ci è riuscito completamente e ci sono tangibili segni di questa multiculturalità di cui i veri cittadini di Sarajevo vanno fieri. In poche centinaia di metri si possono trovare una moschea, una sinagoga, una chiesa ortodossa e una cattolica: in quante città al mondo è possibile tutto ciò? Quartiere austroungarico e ottomano (il vero cuore di Sarajevo, la Baščaršija) sono uno attaccato all'altro: il primo vi accoglierà con i suoi palazzi liberty, i suoi ampi viali, i negozi alla moda, i locali trendy, il secondo invece vi darà il benvenuto con il suo profumo di cevapcici che fa venire l'acquolina in bocca già di prima mattina, le sue viuzze strette e acciottolate, i negozietti e le botteghe in mattoni con le ante in legno che di giorno si aprono trasformandosi in panchine e di notte avvolgono completamente la bottega e il suono dei battitori di rame... qui il tempo si è fermato!

Lasciatevi trasportare dai profumi della città, bevete il caffè bosniaco (uguale a quello turco per intenderci) servito nei classici servizi in rame, accompagnato da zollette di zucchero e lokum, dei dolcetti simili a gelatine alla rosa, mangiate il Burek accompagnandolo con una bevanda allo Jogurt, provate i cevapcici originali cotti su pietra riscaldata a legna e serviti dentro al pane bosniaco chiamato Sámun con un contorno di cipolle tritate. Prendete il tram che fa il giro della città, ammiratela dal fiume, entrate nei suoi musei, soprattutto alla mostra fotografica permanente che racconta gli anni dell'assedio. Ammirate la Vijećnica, la Biblioteca Nazionale, con l'inconfondibile ed eclettico stile moresco, salite alla Bijela Tabija, la Fortezza Bianca, e ammirate la città e la sua valle. Seguite le tracce dell'erede al trono, Francesco Ferdinando, e del suo assassino, l'anarchico Princip e scoprite la loro storia, l'incipit del Secolo Breve. Oppure seguite le tracce del recente conflitto, visitando il Tunnel vicino all'aeroporto, un tunnel di nemmeno un km che collegava la città (interamente isolata) alla zona dell'aeroporto (zona neutrale dove stavano le Nazioni Unite), il che permise alla città di avere clandestinamente cibo e armi per difendersi, visitando le mostre dedicate all'assedio della città e i luoghi simbolo (come il Markale o appunto la Biblioteca Nazionale, che venne bombardata dai cetnici per essere il simbolo della città, il rogo della cultura e della civiltà).

Da non perdere i mercati di Sarajevo, il Markale in primis, dove troverete frutta e verdura biologica, portata in città dai contadini che abitano appena fuori Sarajevo e il Tržnica, il mercato al coperto della carne e del formaggio fresco (entrate digiuni, perché tutti vi offriranno un pezzo di formaggio o di salsiccia o un frutto...). Infine concedetevi una buonissima birra allo storico birrificio, la Sarajevska Pivara, anche solo per vedere i suoi lussuosi interni e per l'atmosfera.

Sarajevo non vi deluderà: la città è davvero un mix irresistibile di oriente e occidente ed è satura di storia, quindi non potrà che incantarvi

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