Trekking di primavera a Santorini

Trekking facili alla scoperta dei luoghi meno battuti dal turismo di massa tra magnifiche fioriture primaverili

  • di The Cry of the Racoon
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 20
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Santorini è l'isola più meridionale delle Cicladi, lunga circa 14 chilometri e larga 6. Ottanta chilometri più a sud il mar Egeo è sbarrato dall'isola di Creta. Ha la forma di una C con la concavità verso sinistra, abbracciando uno specchio di mare circolare chiamato Caldera, il cratere di un vulcano eruttato centinaia di migliaia di anni fa. Al confine della Caldera di fronte a Santorini spunta dal mare l'isola di Tirasia, e nel centro della caldera ci sono le isolette di Nea Kameni, Palea Kameni e l'isolotto di Aspronisi.

22.4 – PRIMO GIORNO

Ritrovo a Milano Malpensa al check.in della Aegean. Volo per Atene e nel pomeriggio per Santorini. Trasferimento in bus privato a Fira all’hotel Sunrise. Cena in ristorante a Karterados.

Salendo un centinaio di metri dall’hotel si giunge al bordo della Caldera, affacciata su un panorama indimenticabile: le isole che sorgono con i loro aspri scogli dal mare, le case dipinte di bianco affastellate sulle scogliere a picco, le chiesette dalle cupole azzurre, e verso nord il promontorio su cui sorge la cittadina di Oia (Ia), dalle casette candide che in lontananza sembrano neve. I tramonti infuocati attirano centinaia di turisti, ipnotizzati davanti all'eterno spettacolo del giorno che muore.

Siamo in un gruppo di Trekking Italia, in tutto 22, con Daniela e altri che provengono un po' da tutto il Nord Italia, e anche dal Canton Ticino, età media sui sessanta, tra l'altro abbassata dalla presenza di un ragazzo di 17 anni figlio di una della partecipanti. Ma che gambe! La maggior parte sono pensionate che tutti i mercoledì vanno in gita col CAI, zaino in spalla, scarponcini e racchette. La guida è Vittorio, del Trekking di Firenze, anche lui ampiamente over settanta ma ovviamente in splendida forma. Siamo già stati con lui in Maremma, ci porta sempre in buoni alberghi e buoni ristoranti. Viene a Santorini da più di 20 anni e conosce tutti, il suo inglese è elementare ma lo capiscono benissimo. Cambiamo ristorante quasi tutte le sere, sempre ottimo e abbondante, con gran varietà di antipasti (insalata greca, tzatzichi, taramosalata, polpette, olive), poi pesce o carne o moussakà e infine yogurt greco con noci o amarene sciroppate.

Arriviamo che ha appena piovuto, il cielo è nuvoloso e tira vento freddo, ma dal giorno dopo il sole splende per tutta la settimana, non c'è una nuvola e l'aria è mossa da una brezza leggera. L'inverno scorso è stato molto freddo, ha persino nevicato, ed è appena passata una perturbazione che adesso si sta spostando verso ovest. Perciò c'è una fioritura mai vista da anni: margheritone gialle e bianche, malva, ibiscus, papaveri rossi, piante grasse dalle sugose foglie color smeraldo e dagli sgargianti fiori rosso-viola.

L’attuale nome dell’isola, anticamente chiamata Thira, le deriva da quando arrivarono i veneziani, una deformazione di Sant'Irene. Da Santorini si esportavano vini pregiati e la pozzolana, una pietra di origine vulcanica molto usata nell'edilizia. Fino alla metà del secolo scorso era un'isola poverissima, ma negli ultimi decenni ha avuto un'esplosione turistica e già c'è in giro parecchia gente e un gran viavai di auto, bus e motorini, anche se la benzina costa fino a 2 euro al litro. Sui motorini si può girare senza casco, nei bus quando non c'è più posto a sedere nulla vieta di accalcarsi in piedi, e nei ristoranti si può fumare. In compenso c'è un wifi ad alta velocità dappertutto, dalle camere dell'hotel a qualsiasi minuscolo bar

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