Santorini, note di viaggio

I colori e le emozioni di un vulcano indimenticabile e dal quale non avremmo voluto andare più via

  • di Pimpinix
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Alla fine abbiamo deciso per Santorini! Semplicemente la più facile e la meno costosa delle mete proposte.

Il prologo di ogni viaggio è pieno di attese e anche questo non ha fatto eccezione. Tuttavia è stato difficile avviarne l’organizzazione: questa estate non è stata per me meno particolare delle altre che la hanno preceduta. Anzi, fra vicissitudini particolari, compleanni speciali, esigenze di lavoro e trattative per iniziare un nuovo lavoro, è sembrato sempre difficile e talvolta impossibile che si potesse trovare tempo ed occasione per programmare e organizzare il viaggio e magari partire pure! Le mete, posti che ho sempre desiderato visitare, erano tre: Azzorre, Fuerteventura e Santorini. Ha prevalso la più economica e facile da organizzare. Avevo inoltre grosse perplessità: la Grecia non mi ha mai attratto molto. Tuttavia... Santorini è più facile dire quello che Santorini non è, che quello che è: certamente non è solo un’isola e forse non lo è proprio. Tra l’altro è un piccolo arcipelago fatto da isole e scogli di cui quella maggiore si chiama Fira. È certamente una sensazione, un odore, una musica, un abbraccio, una gioia per gli occhi, e... tanto altro. È innanzitutto un posto vero, con cose brutte e belle. All’isola di Fira giungono, ogni due giorni, bettoline che portano acqua o gasolio per la centrale elettrica. Queste ultime, in particolare, ormeggiano in rada, appena a largo di una bellissima spiaggia ad est sud-est di Fira. In quella posizione, vicina alla centrale elettrica, il terribile odore di idrocarburi rende impossibile restare a lungo a godere di quelle meraviglie.

Santorini è intrisa di Storia e di storie, degli Uomini e della Terra, ci sono bellissimi posti da scoprire: in sette giorni abbiamo percorso tanti chilometri in macchina, di cui ricordo ogni metro, senza poter dire di aver visitato tutta l’isola di Fira.

Ho potuto respirare il Meltemi e sentirne la forza sulla pelle. Mi sono fatto pervadere e catturare dalla densità e grandiosità dei colori, ma anche dalla vastità dei panorami, piena di cielo, di mare e di isole. Mi sono fatto cogliere impreparato e commosso dalla romantica durezza di quelle terre vulcaniche bruciate dal sole e spazzate dal vento. Migliaia di casette bianche, lanciate come sesamo sul pane, decorano quell’incredibile collier, rappresentato dalla caldera, e spiccano luminose nella luce del tramonto. Poi all’ombra del crepuscolo si accendono le luci e tutto diventa sogno.

Tutti quelli che vanno a Santorini sono quasi obbligati a partecipare al rito del tramonto. Forse, per questo rito collettivo sarebbe necessario avviare uno studio antropologico: a mezz’ora dal tramonto da dovunque sull’isola si raccoglie un segnale misterioso e si corre ad Oia ad assistere al momento in cui il sole si tuffa in mare. Si parcheggia dove e come si può, senza badarci troppo, presi dalla frenesia e si comincia a correre a perdifiato verso il castello per non perdersi il fatidico momento. Non si può negare che lo spettacolo sia suggestivo, ma è difficile comprendere il senso di tutto quello che accade prima. Bellissima è la vecchia strada per il vecchio porto di Fira, che serpeggia lungo la parete quasi verticale della caldera, dal mare alla cresta, dov’è il paese. Da percorrere rigorosamente a dorso di mulo, ma solo se si ha un fortissimo raffreddore, altrimenti l’odore è insopportabile. Da Fira si vede l’intera caldera: panorama mozzafiato sia di giorno che di sera. Al centro della caldera sono ben visibili le due isolette di Nea Kameni, attuale camino vulcanico, e Palea Kameni, vecchio camino vulcanico attualmente inattivo. Le due isolette sono brulle e nere e danno la netta impressione di essere pericolose, anche se esercitano un fascino incredibilmente intenso, tanto che viene voglia di andare ad esplorarle da vicino

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