Santorini... e il blu diventa il colore più bello in cui perdersi

L'isola è proprio come la vedete nelle foto-cartolina che la pubblicizzano, ma andateci lo stesso, perché dal vivo rende molto di più

  • di fedina
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Santorini è da vedere almeno una volta nella vita. Estasi per gli appassionati di fotografia, apoteosi per gli amanti della Grecia, imperdibile per qualsiasi viaggiatore.

Impossibile sfuggire a tutti i luoghi comuni nei quali inevitabilmente si incappa nel tentativo di descriverla: i paesaggi da cartolina, il tramonto su Oia, la visione irreale della caldera eppure vale assolutamente un viaggio per vedere come la mano dell’uomo ha sapientemente plasmato un disastro naturale, quando il cratere del suo vulcano è drammaticamente esploso nel XV secolo a.C.

E’ quasi superfluo dirlo, ma l’ideale è vederla fuori dai mesi di massimo affollamento, il mare non sarà caldissimo (ma tanto non lo è quasi mai e poi a Santorini non si viene per il mare) ma almeno non si verrà sommersi dalla massa di turisti e vacanzieri che si riversano sull’isola più famosa delle Cicladi e forse di tutta la Grecia.

I luoghi imperdibili sono: Fira, Firostefani, Oia, Imerovigli e il tramonto al Faro di Akrotiri.

La passeggiata classica si inerpica dalla piazza centrale di Fira, fino al quartiere residenziale di Firostefani (letteralmente “la corona di Fira”). Fira è il capoluogo dell’isola, un borgo brulicante di turisti e d’attività a loro collegate. Dalla strada panoramica però, la vista è unica, la grande baia blu di Santorini circondata da case bianche abbarbicate sulla caldera. In mezzo si vedono isolotti carbonizzati, traghetti e barche a vela.

Altrettanto spettacolare è la passeggiata che da Imerovigli, il punto più alto della caldera, scende tra le immancabili abitazioni bianche e blu fino a raggiungere Oia. Qui ci sono chiese dalle cupole splendenti e alloggi lussuosissimi, e, ogni sera, il must è il tramonto che viene generalmente accolto con un applauso. Le foto si sprecheranno nel tentativo di immortalare scenari che rappresentano la fama ormai planetaria di Santorini: sentieri, scalini, viuzze immerse in un bianco accecante che contrasta con il blu del mare sottostante.

Nell’interno dell’isola si trovano ancora piccoli villaggi, a tratti più autentici di Oia o Fira. Pyrgos, il paese più alto dell’isola, arroccato su una collina e dominato dal Castello (Kastro) veneziano. Anche Emborio appena sfiorato dal turismo mostra un suo piccolo Kastro medievale. Akrotiri, nella parte sud dell’isola, offre scenari di vita tipica: casette color pastello e anziane signore vestite di nero, oltre agli immancabili resti del Kastro.

Le spiagge, contrariamente a quanto si sente, non mancano, anche se dal mio punto di vista, quello di Santorini non è certo il mare migliore della Grecia.

Kamari è forse la spiaggia più turistica, una lunga distesa di sassolini neri, in gran parte attrezzata e con una piacevole passeggiata sul lungomare. Qui è tutto un susseguirsi di locali e negozi con prezzi più ragionevoli di Fira e Oia. All’estemità nord si trova la classica chiesetta bianca e blu e vicino un naturale trampolino di lancio per impavidi tuffatori. Noi solitamente stavamo nei lettini della taverna Irini, offerti gratis, ma è ovviamente gradita la consumazione.

Più a sud, molto simili ma meno sfruttate si incontrano nell’ordine: le spiagge di Perissa, Perivlos e Agios Georgios. Il mare non è male ma rispetto a Kamari sono peggio collegate a Fira e Oia (dove è tassativo andare e anche tornarci); a Perivlos sembra molto sentito il rito dell’aperitivo sul mare e quasi tutti i locali si organizzano con happy hour e similari

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Commenti
  1. Andreina Villa
    , 22/6/2016 23:57
    Ciao, cerco notizie sul sottomarino che parte dal sud di santorini. Voi ne avete? Grazie Andreina

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