Trekking a San Vigilio di Marebbe

Sentieri e itinerari nel fantastico regno dei Fanes

  • di graziano
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 
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sabato 30 giugno 2012

Partiamo stamani alle cinque per una vacanza a San Vigilio di Marebbe. Ci arriviamo verso le undici e il primo impatto è buono, a parte il caldo che è quello di Firenze, circa trenta gradi (Caronte si fa sentire anche qui). E’ un paese ordinato, non rumoroso, circondato dal verde dei prati e dei boschi, ed è proprio sotto la famosa stazione sciistica di Plan de Corones.

Quando arriviamo all’albergo Brunella (euro 45,00 HP a persona) ci viene data una brochure dove sono descritte le varie attività estive (passeggiate, escursioni, arrampicate: per noi bastano le passeggiate!); esiste anche una San Vigilio card (euro 7,00 per famiglia per 14 giorni) che dà diritto a sconti e promozioni, la più importante delle quali è poter usufruire gratuitamente di una navetta che da San Vigilio porta all’albergo alpino Pederù nel parco naturale di Fanes Senes e Braies evitando così di prendere l’auto per percorrere la strada a pedaggio che attraversa il parco fino al Pederù da dove partono numerosi sentieri.

Nel pomeriggio scegliamo una passeggiata leggera che parte dal centro del paese e segue il percorso “tres la val”: lungo il sentiero vi sono, a brevi intervalli, cartelli che in maniera fiabesca, raccontando di marmotte ed aquile, narrano della saga dei Fanes; ciò ci incuriosisce parecchio e cerchiamo di saperne di più: è un racconto mitologico-leggendario dei Ladini, specialmente della Val Badia e Marebbe, tramandato oralmente e che oggi è conosciuto principalmente per una versione romanzata dello scrittore Wolff del 1932”.

In circa 40 minuti, risalendo il rio Vigilio, raggiungiamo spiaggetta Ciamaor, un punto dove il torrente rallenta e scorre in mezzo a verdi prati dando così un senso di freschezza a genitori e bambini che questo pomeriggio qui si radunano numerosi. Vicino ci sono vari impianti sportivi; è molto pubblicizzato anche il “lé dla creda” a circa mezz’ora più avanti, ma quando ci arriviamo ci pentiamo perché si tratta di un piccolo lago con annesso albergo tutti recintato e aperto solo ai clienti del locale.

Torniamo a San Vigilio seguendo la strada asfaltata ma poco trafficata che passa attraverso il bosco ed è più breve per raggiungere il paese.

In serata intanto decidiamo per domani di prendere la navetta e raggiungere Pederù, qui sceglieremo una delle tante escursioni possibili.

domenica 01 luglio 2012

Dopo colazione prendiamo la navetta delle 8:15 per andare al Pederu (metri 1545) che si trova all’interno del Parco e che raggiungiamo in circa 20 minuti.

Qui sono segnalate due escursioni, entrambe interessanti; scegliamo di seguire il percorso n.7 che porta al Fanes (il nome ci riporta in mente la leggenda!).

E’ una comoda strada forestale in cui il traffico è consentito solo ad alcuni mezzi autorizzati. Il sentiero n.7 poco dopo la lascia per salire piuttosto ripidamente, infatti

Nella prima ora di cammino si compie quasi tutto il dislivello di circa 500 metri, poi si procede lungo un sentiero piuttosto pianeggiante in uno scenario veramente bello; si incontra così un primo laghetto chiamato in ladino “lè de piciodel”, poi la strada procede in salita e sulla sinistra sentiamo il rumore di un torrente la cui acqua salta di roccia in roccia, vediamo anche un cane che chissà cosa pagherebbe per lasciare il guinzaglio nelle mani del padrone e scendere verso le acque fresche. Quando il percorso torna pianeggiante (e sono già passate circa due ore da quando siamo partiti) un cartello ad un bivio segnala due rifugi: a sinistra in salita si va, circa 300 metri, al rifugio Fanes, a destra in 500 metri di strada pianeggiante al rifugio Lavarella che è situato in uno scenario davvero unico: i due rifugi sono veramente a poca distanza l’uno dall’altro e nel mezzo si trova il “lè vert”, piccolo lago formato dal ruscello che ci ha accompagnato lungo il percorso. Seguiamo prima l’indicazione di sinistra e ci troviamo così al rifugio Fanes, però scendiamo poi al Lavarella dove mangiamo. Riprendiamo poi la via del ritorno e nel frattempo notiamo che qualche mucca, per il caldo, usa il torrente non solo per abbeverarsi ma anche per mettere le zampe a mollo. La strada del ritorno è naturalmente più veloce e ci permette di arrivare al Pederu intorno alle 16:00.

Riprendiamo la navetta e dopo mezz’ora siamo già in albergo pronti per una doccia rinfrescante

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