San Pietroburgo a modo mio, sognando l’Ermitage

Una viaggiatrice autonoma si avventura nella città di zar, poeti e rivoluzionari

  • di AlixA
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 1
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Quest’anno realizzerò uno dei miei sogni più grandi: un viaggio a San Pietroburgo! Il tutto nasce dal desiderio di visitare l’Ermitage, nome che mancava alla mia lista per un ideale Grand Tour dei musei più importanti del mondo. Dopo aver letto tanto sul museo, mi sono interessata a ciò che l’attornia: la città “astratta e premeditata” di S.Pietroburgo, così come la definì Dostojevskij. Le atmosfere dense di romanticismo della più europea tra le città russe mi hanno presto sedotta, tanto da farmi abbandonare l’atavica paura di partire per questo paese in autonomia, come sono solita fare per altre destinazioni più”semplici”.

Per il visto però, necessario all’ingresso nella Federazione Russa insieme al passaporto, abitando lontano dai consolati, mi rivolgo ad un’agenzia specializzata, la Project, per circa 150,00 €: una semplice paginetta del passaporto con i miei dati anagrafici in russo e italiano e l’indicazione del motivo del viaggio con la relativa tempistica.

All’arrivo in Russia mi consegneranno poi la carta d’immigrazione, un foglietto da conservare e riconsegnare all’uscita dal paese.

In quanto donna sola non ho avuto problemi a San Pietroburgo, anche se, più spesso che altrove, qualche uomo per strada o davanti ai musei si è fatto avanti “per aiutarmi”. Niente di allarmante, sembra che si tratti soprattutto di cavalleria vecchio stampo nei confronti di una donna sola, come mi ha spiegato la guida che ho conosciuto.

La lingua non è stata un grosso intralcio, per comunicare le cose essenziali si trova sempre il modo, io ho usato il mio pessimo inglese, il mio buon francese e la gesticolazione istrionica in cui noi italiani siamo esperti, spesso mixando questi elementi insieme. i cartelli sono sia in cirillico che a caratteri latini. Infine sono riuscita a dire “mal di gola” in russo ad una farmacista, termine che ho poi dimenticato. Infine, su http://www.lufthansa.com/ acquisto il volo Bologna - St Pietroburgo con scalo a Francoforte all’andata e a Vienna al ritorno, spendendo in tutto 300,00 € (volo di circa 4h e 50minuti in totale). Soggiornerò al Nevsky Hotel Grand (www.nevskygrandhotel.com/it/), situato in una strada tranquilla e alberata che si affaccia sulla vivace Nevsky Prospect, la più famosa arteria di San Pietroburgo: 5 notti in doppia con colazione a 400,00 €, più wi-fi gratuito.

Il mio viaggio ha inizio, non senza una certa emozione, in una piovosa mattinata d’agosto. Atterro la sera alle 18.15, ora locale, all’areoporto Pulkovo e supero indenne i controlli che m’immaginavo molto più lunghi. M’imbatto subito nel servizio taxi, subito prima dell’uscita dai gates, con la scritta a caratteri latini e un paio di addetti che parlano inglese. Con la spesa di circa 18,00 €, che pagherò al tassista, i ragazzi mi rilasciano un foglio con il numero della vettura.

Ad uno dei bancomat dell’areoporto mi procuro un po' di rubli, la valuta locale, con la mia carta di credito: le istruzioni sono in inglese e non colgo difficoltà maggiori rispetto ad altri paesi esteri. Dopo un viaggio in taxi di mezz’ora con un tassista, incarnante alla perfezione lo stereotipo del russo severo e poco comunicativo, entro in città.

Frattanto ho notato con curiosità le auto, specchio impietoso della disparità di condizioni sociali del paese: alcune lussuosissime, altre che cadono a pezzi, fra cui tante vetture italiane “vintage,” per usare un eufemismo. Man mano che ci avviciniamo al centro, la San Pietroburgo che scorgo dai finestrini comincia a svelarsi e ad affascinarmi con i suoi celebri canali ed i sontuosi palazzi.

La città fu fondata nel 1703 da Pietro il Grande, zar che volle occidentalizzare l’impero, gettando le basi di una contaminazione tra Oriente ed Europa che tutt’ora sono il marchio distintivo di San Pietroburgo. Ovunque si leggono ancora la grandeur e l’opulenza dell’epoca zarista, alla cui riuscita parteciparono molti architetti italiani. Sorge sull’acqua, alla foce del fiume Neva ed è affacciata sul Golfo di Finlandia. Poco prima che l’auto si fermi davanti al mio hotel, incrociamo la sagoma policroma della chiesa più bella di tutta la città: il Salvatore sul sangue versato. E’ un vero colpo di fulmine. In mezzo all’eleganza, indiscutibile sì, ma un po' fredda, degli altri edifici, questa struttura da favola, che ricorda la moscovita cattedrale di S.Basilio, mi appare come un coloratissimo fuoco d’artificio. Osservando le cupole a cipolla ed l’acceso cromatismo orientale realizzo che è vero, sono proprio in Russia!

La famosa Nevsky Prospect, abitata un tempo da intellettuali del calibro di Dostojevskij, Gogol e Ciaikovskij, oggi è una strada turistica, movimentata e piena di gente a tutte le ore, soprattutto giovani. Taglia in due San Pietroburgo dal Monastero di Aleksandr Nevskij all’Ammiragliato, fino a giungere al fiume Neva. Tra bei palazzi settecenteschi e negozi di souvenir piuttosto kitsch, ritrovo un panorama tipicamente occidentale: una miriade di esercizi commerciali, con molti marchi europei e ristoranti con cucine etniche ed internazionali. La sensazione avventurosa del trovarsi in suolo russo, si attenua: sembra infatti di essere in una delle tanti capitali europee

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