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Samos

Due innamorati della Grecia, ne scoprono l'ennesima bellezza, patrimonio dell'umanità!

  • di silvialuca
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Io, Silvia, e mio marito Luca siamo due "splendidi" (si fa per dire) 40enni o giù di lì innamorati della Grecia. Quest'anno avevamo in mente tutt'altra meta, però il mio subconscio continuava a sussurrarmi "Grecia, Grecia....." e in quattro e quattr'otto la nostra meta è tornata in terra ellenica.

Avendo già visitato 19 isole (io) e anche qualcuna di più (lui), siamo andati per esclusione e la scelta è caduta su Samos. Primo problema: eravamo a ridosso della partenza e i prezzi non erano indifferenti. Tra l'altro noi amiamo viaggiare per conto nostro, siamo refrattari ai gruppi e ai viaggi organizzati, quindi le opportunità erano costosette. Alla fine abbiamo optato per un pacchetto trovato su Internet della Phone and go, l'unico che proponesse un costo ragionevole per volo e hotel (e pazienza se stavolta avremmo saltato le nostre solite domatia). Problema: le recensioni trovate su Internet della Phone and go erano per lo più pessime, tanto che le mie perplessità mi hanno portata a minacciare Luca di morte se i racconti dei nostri sventurati predecessori si fossero ripetuti. Invece, la nostra esperienza è stata positiva: puntuali i voli (da Malpensa, andata alle 5 del mattino con arrivo a Samos alle 8.50; da Samos, con scalo a Mykonos, volo alle 9.40 con arrivo alle 12.50); cortese l'assistenza, sia a Malpensa che a Samos, dove la gentilissima Manuela era pronta e disponibile per soddisfare tutte le richieste; impeccabili i transfer aeroporto / hotel. Una considerazione a parte va fatta per l'hotel prescelto (sulla carta), l' Oceanida Bay, che si è rivelato carino esteriormente ma dalla mobilia triste e dalla pulizia dignitosa, ma d'altronde cosa ci si può aspettare da un 2 stelle in Grecia? Si trova nelle vicinanze di Pithagorio, in mezzo alla campagna, ed è terra di conquista per aggueritissime zanzare che ci hanno massacrato!

A cavallo di un tossicchiante scooter 125 (mi raccomando, niente di meno, in quanto a cilindrata: le salite di Samos possono essere micidiali), "armati" dei racconti dei TPC che ci hanno preceduti e di creme solari a fattore di protezione elevato, ci siamo lanciati alla scoperta dell'isola, e non ne siamo rimasti delusi, anzi. Verdissima, con mare cristallino e spiagge per tutti i gusti, resti archeologici e ottima cucina, Samos ci ha permesso di godere di una vacanza a 360 gradi. Il tempo era splendido, sempre piuttosto ventilato, cosa piacevolissima pensando all'afa lasciata in Italia (ma un golf per la sera può rendersi opportuno, soprattutto se ci si muove sulle 2 ruote).

Il primo giorno, stanchi per il viaggio notturno, abbiamo optato per un salutare riposo sulla bellissima spiaggia di Tsamadou, divisa in due parti: a destra popolata da nudisti, a sinistra da gente in costume. Il costo giornaliero di un ombrellone e due lettini è di 8 euro; il gestore su richiesta procura bibite fresche e panini o gelati. Sulla spiaggia c'è anche una doccia (inconsueto, per la Grecia!).

Per la prima cena ci siamo affidati a uno dei racconti di TPC e siamo andati a Kokkari (paese davvero delizioso) al ristorante "Kalamies", dove abbiamo goduto di una buona cena con una scenografia davvero suggestiva: il nostro tavolo era proprio di fronte al mare! Nonostante luglio già inoltrato non c'era molta gente e il servizio della dolce Irini è stato impeccabile.

L'indomani, domenica, abbiamo esplorato le spiagge di Psili Ammos (sabbiosa ma, proprio per questo,affollata di troppi bambini e troppo urlanti per i nostri gusti) e Kerveli (piccola ma molto carina), quindi abbiamo fatto un giro nell'interno, con sosta a Mytilini (con la tipica piazzetta sulla quale si affacciano i ristoranti e i vecchietti che giocano e parlano), per arrivare a Pithagorio. Qui abbiamo consumato la peggiore cena della nostra vacanza, per colpa mia: confesso che volevo vedere la finale dei Mondiali, il paese era affollatissimo di olandesi in tenuta arancione d'ordinanza e io mi sono fiondata in un ristorante dove c'era qualche tavolo libero davanti a un televisore. Il ristorante si chiama Manolis e non so cosa ci abbiamo servito, ma so che nemmeno i gatti hanno voluto mangiarlo!!!

Il lunedì mattina siamo ripartiti con il nostro sempre più affaticato scooter e abbiamo visitato alcuni paesi come Manvratzei, Platanos (che suppongo prenda il nome dal grande albero che sovrasta la piccolissima piazza centrale, dove si affacciano tre ristoranti), il Monastero di Megali Panagias (uno dei pochissimi siti aperti di lunedì, che in genere è giorno di chiusura), Karlovassi (cittadina piuttosto anonima ed evitabile) e infine abbiamo affrontato una vera e propria sfacchinata: la camminata di 1 ora e mezza circa verso la spiaggia di Megalo Seitani. Per carità, la camminata tra gli alberi è piacevole, decisamente meno gradevole la temperatura quando si cammina sotto al sole: il risultato però è la possibilità di godere di una lunghissima spiaggia di pietre praticamente deserta, dove ci siamo riposati dapprima con un bagno nel mare freddino e poi con una dormita ristoratrice prima di affrontare un'altra ora e mezza di cammino per recuperare il nostro mezzo

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