Alla scoperta del Salento… più selvaggio

La costa adriatica del Salento, il tacco d’Italia, aspra ma affascinante

  • di alessia.martalo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Fino a 500 euro
 

La costa adriatica del Salento, il tacco d’Italia, è aspra ma affascinante. Dopo aver visitato, lo scorso anno, la costa ionica (http://turistipercaso.it/salento/72497/salento-nel-cuore.html) – caratterizzata da spiagge di sabbia finissima – abbiamo deciso di spostarci, quest’estate, lungo la costa adriatica scegliendo come base il Residence Castello a Santa Cesarea Terme (abbiamo speso poco più di 20 euro a testa a notte per un appartamento con quattro posti letto). Eccovi, dunque, qualche dritta per vivere al meglio la vostra vacanza in Salento!

LE SPIAGGE

Sono per lo più rocciose (fatta eccezione per la zona a nord di Otranto). A Santa Cesarea Terme abbiamo potuto apprezzare i Bagni Caicco – qui le scarpe da scoglio non sono indispensabili, grazie a comode discese e scalette in pietra che arrivano fino alla riva. È un lido molto comodo e adatto a famiglie con bambini, un po’ meno a chi ama la natura incontaminata e selvaggia. Qui l’intervento dell’uomo è stato considerevole e non soltanto nel creare gli accessi al mare (piuttosto utili), ma anche nell’edificare l’enorme struttura a più piani dove trovano posto ombrelloni e lettini.

Gli Archi di Santa Cesarea Terme ci sono piaciuti molto di più. Non soltanto per l’acqua pulita ma anche per via della scenografia (in parte naturale) molto più suggestiva. Entrambi i lidi non sono esattamente economici (oltre al lettino e all’ombrellone, si paga anche l’accesso al mare): in media due persone spendono intorno ai 20 euro per l’intera giornata.

Nei pressi di Santa Cesarea, vale la pena di visitare anche Torre Miggiano, una piattaforma in cemento con due comode scalette per accedere più facilmente al mare. Anche qui, abbiamo trovato un’acqua cristallina e un panorama davvero incantevole. Non c’è il lido attrezzato ma in compenso c’è tanto spazio per l’auto al seguito e per stendere stuoie e asciugamani.

Se invece amate la sabbia bisognerà spostarsi verso Otranto: noi abbiamo apprezzato il lido Atlantis (attrezzato, ma con una piccola area riservata alla spiaggia libera). Qui in realtà ce n’è per tutti i gusti: sabbia finissima, scogli e accesso tramite scaletta per entrare più comodamente nel mare più profondo.

In alternativa si può andare verso la Baia dei Turchi, che sorge nei pressi della Riserva dei Laghi Alimini. In questo caso si dovrà sostare al Parcheggio Baia dei Turchi (occhio alle indicazioni) e proseguire – per circa 500 metri a piedi – per arrivare alla spiaggia (davvero estesa), di sabbia molto fine. Nei pressi di Otranto, si potrebbe optare anche per Mulino d’acqua – le foto della spiaggia ci hanno letteralmente incantato – noi abbiamo tentato di raggiungerla, ma alcuni locali ci hanno detto che per via dell’alta marea non c’è praticamente spazio per ombrellone e asciugamani. Sappiate comunque che, per arrivarci, dovrete raggiungere il Camping Mulino d’acqua e da lì proseguire a piedi.

Un’altra spiaggia che ci ha colpito più che favorevolmente è stata Marina di Marittima (insenatura Acquaviva, chiamata così per via delle sorgenti di acqua fredda). Si trova nei pressi di Diso e dista circa 40 minuti d’auto da Santa Cesarea. Chi ama Ponte Ciolo (sulla costa ionica) non potrà non apprezzare anche questa piccola insenatura di scogli e roccia, con una discesa molto comoda a mare.

E infine, a Tricase, abbiamo avuto modo di fare il bagno anche a Marina Serra, a 30 minuti dalla nostra base. Qui abbiamo trovato l’acqua un po’ sporca per via della presenza di alghe, ma in compenso la caletta è molto comoda e facilmente fruibile anche dai bambini. Per trovare acqua più pulita comunque ci si può allontanare superando una piccola grotta e nuotando verso il mare aperto.

LE SAGRE

Se non amate la movida più sfrenata (a Santa Cesarea c’è un discobar e alcuni locali per i più giovani), allora le sagre sono quello che fa per voi. Si mangia, si beve e si ascolta la musica. Qualche giorno prima della partenza consultate i siti locali per scoprire quali sono le sagre a voi più vicine, ma tenete presente che è sempre opportuno verificare giorno per giorno, perché a volte le informazioni raccolte sui più svariati siti possono essere errate. Chiamate i Vigili urbani o la Pro Loco per chiedere conferma della data e del luogo della sagra.

Noi siamo stati alla sagra Marangiane (melanzane) in festa a Castrì di Lecce, a circa 40 km da Santa Cesarea. Qui, ovviamente, è tutto a base di melanzana (c’è perfino il dolce a base di melanzana e cioccolato). Da non perdere anche la sagra Pizzica in festa, a Sternatia (nel cuore della Grecìa salentina) e la festa paisana di Scorrano. Tra i piatti più tipici è possibile trovare le classiche polpette al sugo, la pasta fatta in casa, le pittule (“palline” fritte molto gustose, a volte servite ripiene o ricoperte di nutella!), le bruschette al pomodoro, le friselle, la pitta di patate e molto altro. Da provare, se ne avete l’occasione, lo spumone, un gelato servito a mo’ di semifreddo

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