Salento fuori stagione

È il miglior momento per scoprire questa zona della Puglia

  • di anelanna
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

1° GIORNO

Partenza il giorno di Pasqua, la meta quest'anno è per la terza volta la Puglia. Se i due anni passati abbiamo fatto tappa nella bellissima penisola del Gargano e l'anno dopo la Valle D'itria, quest'anno optiamo per il Salento. La decisione è difatti stata presa in quattro e quattr'otto il pomeriggio della Vigilia di Pasqua, prenotando on line in una Masseria vicino ad Otranto. Eravamo indecisi se alloggiare nella zona Adriatica o nella zona Ionica, avendo sentito pareri discordanti. Ma noi ci siamo fidati solo del nostro istinto e col senno di poi devo dire che la scelta di alloggiare nella zona Adriatica, personalente a noi è piaciuta di più. Il viaggio è di circa 870 km, ma prosegue tutto bene senza intoppi, in quanto in autostrada essendo il 20 aprile Pasqua, non c'è un cane, anzi no, verso Bari il cane lo abbiamo veramente visto in autostrada, purtroppo di questi animali randagi che vagano sulle autostrade ce ne sono eccome. Arriviamo nella Masseria Terra D'Otranto, dove veniamo accolti da due signori, madre e figlio gentilissimi. Dopo averci fatto vedere il nostro mini appartamento, decidiamo di andare nella vicina Porto Badisco, il tempo non promette nula di buono, per cui andiamo a cena verso Otranto. Cena a base di pesce in un locale frequentato da giovani, molto carino e con della gran bella musica in sottofondo. Il posto si chiama "L'Ora di mezzo" e si è mangiato bene, nonché bevuto subito un buon Negramaro rosato della Cantina Merico. Il vino si chiama Giovanniottello e ha ben 15°, ma devo dire che non picchiava per niente in testa, sarà che era un buon rosato, sarà che è stato bevuto nella sua terra. Dopo cena giro nell'affollata Otranto, bel borgo medievale ricco di storia. Ritorno in Masseria.

2° GIORNO

La giornata è buona, anche se il cielo si manterrà purtroppo sempre lattiginoso. Colazione con le squisite prelibatezze cucinate dalla sig.a Teresa a base di torte fatte in casa e friselline con olio proprio e battuto di carciofi fatto in casa. Anche la ragazza che si occupa della colazione è simpaticissima, Simona ci spiega tantissime cose. Oggi si va verso Santa Maria di Leuca, percorrendo in auto una strada costiera alquanto bella. Oggi c'è chiaramente gente, è il giorno di Pasquetta. Arrivati a destinazione ci incanta il posto, molto bello, con la piazzetta e il colonnato, il tutto circondato dal mare. Si è sempre pensato che qui finisce l'Adriatico e inizia lo Ionio, in realtà non è così. Poi ve lo spiegherò più avanti. Visitiamo la Chiesa De Finibus Terrae, dedicata alla Madonna di Leuca. Poi a pranzo scendiamo verso Leuca e pranziamo sul mare, con un paesaggio per niente mediterraneo, infatti tira vento e sembra di essere quasi al nord, il mare è mosso, anche se la giornata non è brutta, solo foschia, o come la chiamano i pescatori del posto "Lupa di mare". Sul tardo pomeriggio torniamo in Masseria a rinfrescarci e riposarci. La sera torniamo ad Otranto, in quanto nei paesini vicini i ristoranti ancora sono chiusi. Cena a base di pesce fresco alla "Pignatta".

3° GIORNO

Anche oggi cielo lattiginoso purtroppo, chi mai se lo sarebbe immaginato? Oggi vogliamo andare nella zona Ionica, a Porto Cesareo. La località è un tranquillo porto di pescatori, ma i numerosi ristoranti e bar lounge, fanno presagire che qui d'estate c'è una gran bolgia tale da non girare. Meglio per noi, facciamo una passeggiata sul lungomare, osserviamo di fronte l'Isola dei Conigli, l'acqua è trasparente e pulita, peccato il cielo. Ci fermiamo in un'enoteca locale dove la proprietaria ci spiega molte cose interessanti sull'olio e sul vino pugliese; compriamo un bianco e un rosato da portare a casa. Nel pomeriggio andiamo verso Torre Lapillo e Punta Prosciutto, poco più a nord. Purtroppo le strade non soo un granchè e le spiagge son ahimè abbastanza sporchine, vittime dell'inciviltà di qualche pic nic di Pasquetta. Mi dispiace vedere questo. La caratteristica di questa zona, ma anche di quella Adriatica, è che spesso sul mare ci sono vecchie torri aragonesi, che fungevano da guardia verso il mare. Ceniamo di nuovo ad Otranto, questa volta in un ristorante meraviglioso "Cantico dei cantici", dove conosciamo la proprietaria Valentina e il marito chef Sirio, i quali oltre a proporci un buon rosso, ci fanno assaggiare dell'ottima carne

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