Direzione Grecia Salentina

Consigli e info utili per un viaggio in questo angolo d'Italia

  • di Chiara Curly
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Fino a 500 euro
 

Salento

Anche in Italia, “l'Estremo Oriente”

Azzurri da paletta pantone, luce e contrasti che solo qualche ora di fotoritocco riuscirebbe a far emergere, borghi dall'atmosfera incantata, scorci sospesi tra un ritmo ancora vicino all'essenziale e la serenità leggera che si ripesca all'ombra di un tramonto. Non è poi così difficile.

Per il profondo Sud, questa è una magia tutta contemporanea.

Atmosfere

Inconsapevolemnte piene di filosofia

Da cartolina. E quando le compri, le cartoline, capisci che non c'è trucco e non c'è inganno.

Il sole e la gente hanno lo stesso calore e un'energia contagiosa simile quando ti accompagnano per la strada. Il vento salentino spazza via la freneticità senza tempo, i paraocchi individuali e la chiusura dei recinti per accompagnarci in qualcosa di davvero tipico: slow pleasures e tradizioni secolari. In questa terra c'è tempo di respirare il silenzio e di lasciarsi accarezzare dalla quiete.

I ragazzi passano le serate su un muretto o sotto il portone di casa. Intere comitive di vecchietti trascorrono la pensione seduti all togheter nelle vie in compagnia del loro ardito chiacchiericcio.

Se c'è la partita, poi, state tranquilli, qualcuno avrà già portato fuori dal salotto un robusto televisore. Tutti in piazzetta! E che la festa abbia inizio. Sanno essere uniti e fraterni, come i loro padri. Sono ancora capaci di guardare oltre il loro giardino. Sono belli. E inconsapevolmente, pieni di filosofia. Aperti come le porte e i portoni delle loro case. Cortili spalancati, libero accesso senza timori: alla larga tengono solo la paura per lo straniero, che al massimo seguono con una ruspante occhiatina di sana curiosità.

Taccuino in tasca

Occhio vispo e un certo stile di libertà

Dal finestrino, un palmo oltre lo specchietto si apre il sipario: ulivi, ulivi, ancora ulivi ed altri ulivi, un orizzonte infinito come quello del mare specchiato là di fronte. Le viti crescono forti e rigorose tra le rocce, quasi fossero madri fertili – riccioli di muretti a secco incorniciano esoticamente cactus e fichi d'india, tra antiche costruzioni in pietra e masserie addormentate.

A voraci sorsate, gustare questo possente sidro di verde.

Esistono ancora posti così.

La natura corre selvaggia come un lupo e, distratta, esibisce il suo potenziale inaspettato fino ad appigli improbabili. Continue meraviglie si annidano tra la pietra infocata dei paesi, nelle grotte e lungo le scogliere dell'intera costa adriatica che si sdraia placida sotto lo sguardo amorevole di torri e roccaforti zoppicanti che un tempo, massicce, la proteggevano. Oggi, coccolate di restauri, ci raccontano, senza parole, antiche incursioni e desideri di conquista.

Messapi, greci, bizantini e successivi dominatori fanno del Salento da sempre un corteggiato oggetto del desiderio. E come tutte le cose preziose, ben custodito: finemente decorato di avamposti, castelli e fortificazioni per spiare il mare e scorgere nuovi pretendenti armati. Mentre, in sottofondo, innumerevoli chiese, cattedrali e santuari sussurrano la vanità frenetica dell'arte e la magnificenza della chiesa e della nobiltà al mondo intero.

Un popolo sorprendentemente autentico e intrecciato alle tradizioni con trame d'orgoglio e radici d'acciaio. Nessuna speculazione edilizia e turistica. “Oltre al denaro, c'è di più” sembrano canticchiare e... onore al merito. Si potrebbe stemmatizzare l'identità Salentina, tanta è la sua forza. Si rimane rapiti. Come la Taranta, vortica e ti avvolge, ti cattura fino a cullarti in un evasione totale, una pausa dalla freneticità contemporanea, tutta apparenza smart e touch-screen che corre tutta in un'altra direzione. In Salento, un momento per riscoprire i sensi

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