La Russia Imperiale

17 – 29 Agosto 2004 RUSSIA Mosca – San Pietroburgo Fin dall’estate scorsa Roby mi ha ripetuto sempre la stessa domanda:”L’estate prossima andiamo in Russia? Andiamo a vedere San Pietroburgo?”. L’idea non mi allettava (avrei preferito il mare) ma il ...

  • di Amsty
    pubblicato il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 500 a 1000 euro

Sulla grande spianata, percorribile solo in certe parti, si affacciano i palazzi del Senato e quello Presidenziale (guai a superare la linea gialla: un solerte militare fischia assordantemente) ma la vera attrazione sono due oggetti molto particolari ed interessanti: il primo è il cannone più grande del mondo, detto lo ZAR DEI CANNONI che, pur di mole mastodontica, non ha mai sparato un colpo; più avanti invece si trova la campana più grande del mondo, detta comunemente la ZARINA DELLE CAMPANE. Quest’ultima è talmente grande che non solo non ha mai suonato ma quando fu fusa, essendo pesante, una parte se ne staccò e quel pezzo è ora in bella mostra vicino. Alle spalle della spianata si apre la Piazza delle Cattedrali, luogo santo per eccellenza e sono 6 le chiese che vi si aprono su questa piazza, ma solo tre le visitabili: la CATTEDRALE DELL’ARCANGELO MICHELE, con le sue cupole ortodosse ma la sua architettura prettamente rinascimentale (prima chiesa del genere a Mosca ed opera di un italiano); la CATTEDRALE DELL’ANNUNCIAZIONE, piccola ma con gli affreschi e l’iconostasi più antica; la CATTEDRALE DELL’ASSUNZIONE, dove erano incoronati gli zar e con un affresco raffigurante il Giudizio Universale.

Usciti poi dal Cremlino, facciamo un giro in un vicino centro commerciale sotterraneo (tre piani nella terra pieni di negozi di scarpe, vestiti, pellicce e profumi) e dove il tetto è un mappamondo trasparente con tutti i paesi segnati. Dopo ritorniamo nella Piazza Rossa per goderci il sole pomeridiano, che rende più luminosi i monumenti e ne risalta i colori delle cupole.

Non paghi del giro, ce ne facciamo un altro nel centro commerciale GUM, una volta sede dei negozi di stato ma da un po’ regno del più sfrenato consumismo (ma sono così cari che ci spendono solo i turisti).

Però Mosca non è solo P.Zza Rossa, ma altri interessanti e bei posti e monumenti che vale la pena vedere.

Poco lontano dal Cremlino si trova la PIAZZA DEI TEATRI, con il Teatro Piccolo, il Teatro dei Bambini e il celeberrimo BOLSHOJ, in stile neoclassico, sormontato da una quadriga bronzea ed anticipato da un gruppo di fontane.

E’ certamente uno dei più celebri teatri del mondo e qui hanno lavorato artisti e ballerini del calibro di Nurejev e Barishnykov.

Ad una fermata di metrò (la Kropotkinskaja, molto interessante con le sue colonne di marmo a stile semplice) c’è la CHIESA DEL SALVATORE, molto bella ma di recente costruzione purtroppo.

La chiesa è stata perfettamente ricostruita uguale ad una precedente, abbattuta dal regime sovietico per far posto ad una piscina scoperta: l’originale risaliva agli inizi del 1800 ed era la più grande chiesa della Russia, con una enorme cupola. Circa 7 anni fa ne è stata decisa la ricostruzione, rispettandone completamente l’originaria forma e stile ed è interessante il panorama che vi si gode.

Utilizzando la veloce metropolitana (far attenzione al nome delle fermate, tutte in cirillico) siamo in giro sempre per Mosca e percorriamo la VIA ARBAT, brulicante di negozi di souvenirs, ristoranti e caffè e di una folla varia ed eterogenea di moscoviti e turisti che l’attraversano, soprattutto per ammirarne i bei palazzi residenziali e per far sosta a luoghi particolari come una fontana dedicata ad una misteriosa ballerina.

Rientrando in albergo, ci fermiamo ad ammirare l’architettura particolare del TEMPIO DELL’APPARIZIONE O DI SAN GIORGIO, dalle guglie colorate mentre alle sue spalle c’è il nostro albergo, l’HOTEL ROSSIJA, considerato il più grande d’Europa con le sue 3000 e passa camere. Tra i tanti luoghi di culto ortodossi di particolare interesse da visitare c’e il MONASTERO DI NOVODEVICIJ, fondato nel XVI secolo ed abbellito nel corso degli anni dagli zar, che qui rinchiudevano le proprie figlie o sorelle. Tutto il complesso è originario, essendo riuscito a scampare alla furia napoleonica e a quella sovietica

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