Mosca d'inverno

(28/02/07) Errata corrige mosca d'inverno!!! Mi scuso con tutti i lettori del mio racconto, ma mi sembrava necessario intervenire cause uno spiacevole errore di scrittura: l'università statale di mosca la considero nel racconto alta solo 16mt!!!!! in realtà, una delle ...

  • di ippo
    pubblicato il
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Fino a 500 euro
 

(28/02/07) Errata corrige mosca d'inverno!!! Mi scuso con tutti i lettori del mio racconto, ma mi sembrava necessario intervenire cause uno spiacevole errore di scrittura: l'università statale di mosca la considero nel racconto alta solo 16mt!!!!! in realtà, una delle 7 sorelle di Stalin è ospitata nella torre alta 240m sulle Vorobëvye Gory (Colline dei Passeri). L'ateneo ha più di 30,000 studenti e 7.000 laureati.

Di nuovo scusa!!! 27 gennaio 2007 – partenza dall’aeroporto Ridolfi di Forlì con volo diretto della windjet per Mosca. (costo incluse tasse a/r 280.00 euro: si può trovare di meglio). Il volo parte alle 10.05, quindi se non siete di forlì conviene pernottare la sera prima in modo da raggiungere in comodità lo scalo emiliano. (consiglio l’Air hotel, su internet singola, ma in realtà era una doppia a 40 euro con colazione abbondante e dista 4 km dalla stazione ff.Ss. E solo 700 mt. Dall’aeroporto). Giunto all’aeroporto e sbrigato le operazioni di check in e di controllo, aspetto la partenza nell’area duty free dello scalo. L’aereo parte puntuale, circa 40 passeggeri molti dei quali russi. Durante il volo la windjet offre il pasto e tutto sommato il servizio non è male. Dopo circa 2h 50 di volo, con anticipo rispetto l’orario previsto l’aereo atterra allo scalo moscovita “Domodedovo”: 13.00 italiane – 15.00 locali. La mia grande preoccupazione era l’atteggiamento della polizia di frontiera nei controlli di routine, non ne avevo sentito parlare bene. Appena arrivi, dopo un lungo corridoio ci si imbatte in una sorta di bancone dove bisogna compilare la migration card (carta di immigrazione): è obbligatorio farlo, si trovano dei facsimile in modo da capire come compilarla, ma ad ogni modo i campi da riempire riguardano il nome, cognome, numero passaporto e visto, motivo viaggio, data di ingresso ed uscita dal paese ed infine l’agenzia che ha rilasciato il visa support per l’ottenimento del visto, ovvero il nome dell’hotel se ne avete prenotato uno. Superato questo primo ostacolo (una curiosità, gli unici in difficoltà che imprecavano nel compilare la carta erano italiani!!!!!), ci sono i controlli del passaporto (passo calmo, faccia serena): 7/8 sportelli a scelta, poliziotti donne( belle ma più cattive) e uomini ti chiedono il documento, controllano il visto, ti guardano in faccia (non incrociare il loro sguardo!!!) ed infine ti chiedono anche la carta di immigrazione che hai appena compilato; metteranno 2 timbri: 1 sul visto, l’altro sulla carta di immigrazione. Da ora in poi non perdere la tua immigration card ed il tuo passaporto, fanne fotocopie, altrimenti sono cavoli amari...E non ci sarà ma o se!!! Passato il secondo step, bisogna camminare per un po’ ed entrare in una grande area nello smistamento bagagli. Finalmente si entra nell’area più prossima all’uscita: da qui vedi tantissime persone ad attendere conoscenti con cartelli scritti anche in italiano, e da subito una decina di “broker” di tassisti tentano invano di offrirmi una corsa. Per fortuna avevo in attesa una mia amica Y, con un’altra sua amica N che sono venute a prendermi all’aeroporto: Y mi ospiterà nella sua casa per i prossimi 4 giorni. Fuori nel parcheggio di Domodedovo, assaggio per la prima volta il freddo con la F maiuscola: neve intorno a me e sotto i miei piedi e circa -9, -10 gradi!!!!(pensavo: con tutta questa neve come si fa ad andare in giro in macchina così tranquillamente??? La risposta: gomme termiche e trattori spala neve 24 ore su 24 qui sono organizzatissimi). Finalmente ci incamminiamo lungo una sorta di autostrada a 3 corsie che collega l’aeroporto (sud di mosca 40 km dal centro) con il resto della città. Percorrendo la Domodedovo - Kashirskoye shosse (così si chiama la strada), due cose mi colpiscono: il traffico indisciplinato ed il paesaggio: pini innevati in una immensa pianura, senza nessuna abitazione nei paraggi. Dopo circa 10 min si iniziano ad intravedere le prime costruzioni della periferia enormi palazzi senza balconi da circa 20 piani, molto simili tra loro ed anche le prime aree commerciali (ho visto Auchan che per me che ci lavoro non è poco!!!!). Si inizia anche a vedere il confronto periferia – centro, dalle macchine che si incontrano per strada: dai Porsche Cayenne ed Hummer alle mitiche Lada o altre auto di fabbricazione sovietica. Finalmente dopo 30 min di auto si arriva nel quartiere Marino, sud di mosca (20km dal centro), area popolare con la presenza però di diversi esercizi commerciali: Auchan, Ramstore... Entrerò in casa di Y e conoscerò anche i suoi genitori. La casa appare non molto grande, ma accogliente ed i suoi genitori gentilmente mi invitano ad entrare: una curiosità bisogna togliersi le scarpe prima di entrare in case ed indossare delle pantofole. Si cena subito: sono le 17 locali (le 15 italiane) e mi appresto al mio primo pasto internazionale, una calda Solianka (zuppa a base di carne e verdure, molto brodosa) buona, ma ero troppo “imbarazzato” per assaporarla a fondo: difficile rompere il ghiaccio in quella situazione. A cena molto più sbrigativi di noi, non si usa l’acqua, ma si preferisce bere succhi di frutta dai gusti deliziosi: mirtillo, amarena, si mangia pane nero (di segale) e si brinda con vodka. Finita la cena (pranzo??) si esce con la macchina per un giro nel centro, sempre più traffico intorno a noi e sempre più indisciplinato, ma l’aspetto della città cambia notevolmente, ora solo luci, locali, insegne intorno a noi. Vedo l’università statale: una delle 7 sorelle di Stalin...È immensa!!!!! (se non ricordo male 16 metri di altezza). Poi arriviamo con la macchina in uno stupefacente belvedere chiamato smotravaya ploshadka, che si affaccia su tutto il centro di Mosca. Fuori il freddo iniziava a farsi sentire – 17 alle 20.00 ormai non era più tempo di indossare jeans: benvenuti nella Grande Madre russa. La serata decidiamo di concluderla prima con un altro giro panoramico del centro: piazza rossa, kremlino visto da fuori, la mitica “Duna”, la prigione Lubyanka, l’arco di trionfo...Infine le donne decidono di andare in un locale fuori dal centro, per assistere ad una cerimonia di preparazione del tè, davvero particolare per chi non aveva mai assistito a tale manifestazione. Fine della serata e ritorno verso casa, e qui scopro un’altra caratteristica della città: la metropolitana, praticamente un museo per come strutturata all’interno ed inoltre essendo il mezzo più economico (costo biglietto circa 12/15 rubli) e più comodo per muoversi in città, la si può prendere a qualsiasi ora anche della sera, in quanto è sempre affollata e non si fanno brutti incontri

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