Sulla neva a san pietroburgo

Arrivo puntuale con volo Lufthansa all’aeroporto Pulkovo di Leningrado alle 22.15. Siamo molto provati dai due scali precedenti della tratta Alghero-Roma-Francoforte-SanPietroburgo. All’uscita del terminal ci aspetta Alexey per il transfert verso il nostro appartamento prenotato su internet. Qui incontriamo Oleg ...

  • di palinuro71
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in coppia
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Arrivo puntuale con volo Lufthansa all’aeroporto Pulkovo di Leningrado alle 22.15. Siamo molto provati dai due scali precedenti della tratta Alghero-Roma-Francoforte-SanPietroburgo. All’uscita del terminal ci aspetta Alexey per il transfert verso il nostro appartamento prenotato su internet. Qui incontriamo Oleg e Irina che ci mostrano l’appartamento e riscuotono la cifra pattuita. La nostra casetta è, in effetti, molto bella rispetto agli standard russi, all’interno è tutta ristrutturata con parquet e arredata in stile IKEA. Il portone, le scale e i muri del pianerottolo sono però decadenti e trascurati molto simili alle case vecchie tipiche dei nostri centri storici. Ci troviamo sulla prospettiva Nevsky subito dopo la stazione Mosca. Il tratto più interessante è però quello che collega la stazione medesima alla piazza dell’Hermitage.

Questo viaggio nella capitale degli zar sarà per me molto dispendioso, infatti, d’ora in avanti dovrò condividere il mio tempo e le mie energie con due persone diverse; la vita notturna in compagnia del mitico Uccio amico di tante battaglie e gozzovigliate ( vedasi il post sul sito TPC “ Praga tra arte e divertimenti” dello scorso anno) e di giorno insieme ad Olga una brava e compita ragazza del luogo conosciuta via internet, la quale ha rappresentato il mio fidato e originale Cicerone. Purtroppo nessuno o quasi dei russi parla inglese per cui la sua presenza è stata fondamentale in diversi momenti; dall’acquisto di una sim card russa al fermare i taxi per non essere truffato sul prezzo e ovviamente per farmi conoscere e descrivermi i vari siti visitati.

La prima mattinata a San Pietroburgo la utilizziamo per prendere contatto con la città; decidiamo di percorrere la Prospettiva Nevsky a piedi 5 km ad andare e 5 km a tornare. Durante il tragitto notiamo subito il sovraffollamento di persone, il traffico caotico e le automobili talmente vecchie che da noi non solo non supererebbero la revisione, ma credo che lo stesso sfasciacarrozze si rifiuterebbe di prenderle in deposito per paura del tetano.

Le scritte in cirillico non ti permettono di individuare a primo acchito i negozi e i ristoranti, spesso capitava di vedere un logo colorato simile a quello delle nostre compagnie telefoniche, ma magari si trattava di una profumeria o di un sexy shop. Alcuni tratti della Nevsky sono molto simili ad Amsterdam, cosi come il tempo pazzerello, addirittura dal ponte dei leoni è facile confondersi con la capitale olandese per via degli speculari palazzi laterali e dei battelli che viaggiano lungo la Neva.

Abbiamo fame e ci fermiamo in un ristorante arabo a mangiare costolette d’agnello e spiedini speziati. Qui conosciamo l’ambasciatore di Andorra che subito dopo pranzo avrebbe dovuto incontrare il direttore dell’Hermitage per uno scambio culturale. Con lui mi faccio una bella chiacchierata in catalano, Alghero la mia città e Andorra la sua sono gemellate, e lui ci invita ufficialmente nel Principato per una vacanza quando l’avessimo ritenuto più opportuno. Dopo questo incontro di carattere istituzionale ritorniamo verso casa e a metà strada all’internet point Café Max l’appuntamento con Olga. Al suo arrivo entrambi siamo molto emozionati dopo 50 giorni di video-chat finalmente ci abbracciamo per la prima volta e ci scambiano le prime impressioni sulla sua città. Lei lavora come farmacista in pieno centro e da poco ha ripreso a studiare all’Università economia e finanza per poter passare da semplice dipendente a titolare di farmacia. La prima visita ai monumenti e alle bellezze artistiche di San Pietroburgo è la Chiesa sul sangue versato in una traversa della Nevsky. In lontananza vediamo questo gioiellino che ci fa rimanere a bocca aperta, una caramellina dorata, dai mille colori inebrianti dai mosaici colorati e ricchissima di cupole. All’interno le iconografie del Salvatore sovrapposte una sull’altra la rendono maestosa. Non si potrebbe fotografare se non a pagamento ma come non di rado capita(vedi hermitage ma non solo) le vecchiette adibite al controllo spesso dormicchiano sulle sedie e ci si diverte a seminarle. Nella peggiore delle ipotesi parlano in russo quindi non si ha modo di replicare alle loro reprimende

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