La mia transiberiana

Che esperienza indimenticabile! Ancora oggi, a 2 anni di distanza da quel meraviglioso viaggio, il ricordo della Grande Muraglia, dei paesaggi immensi della Mongolia, del maestoso Kremlino di Mosca, della moltitudine di gente di diversa nazionalità incontrata è ancora vivo, ...

  • di oissela
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

Che esperienza indimenticabile! Ancora oggi, a 2 anni di distanza da quel meraviglioso viaggio, il ricordo della Grande Muraglia, dei paesaggi immensi della Mongolia, del maestoso Kremlino di Mosca, della moltitudine di gente di diversa nazionalità incontrata è ancora vivo, anzi vivissimo! Un viaggio come questo non si scorda facilmente, soprattutto quando lo si realizza da soli e lo si desidera da troppo tempo. Sì perché questo viaggio, come quello in Egitto, sognavo di realizzarlo fin da quando andavo a scuola, affascinato dal fatto che per mezzo di un treno che corre lungo una strada ferrata che si estende per più di 9.000 KM è possibile attraversare 2 continenti, 6 fusi orari, numerosissime città, sterminate steppe, paludi, fiumi, laghi e lo sconfinato deserto del Gobi. Un esperienza assolutamente da non perdere per chi, come me, ama i viaggi all’avventura e fuori dal comune. Cosi, nell’estate del 2004, ho vissuto la mia tanto desiderata Transiberiana o meglio Transmongolica! Quando si parla di ‘Transiberiana’ si intende la tratta che va da Mosca a Vladivostok, città portuale che si affaccia sull’oceano Pacifico. Questa lunghissima ferrovia (la più lunga del mondo) ha però 2 varianti che portano a Pechino: la ‘Transmongolica’ che attraversa la Mongolia e il deserto del Gobi e la ‘Transmanciuriana’ che arriva alla capitale cinese passando per la Manciuria. Incuriosito e desideroso di conoscere le tradizioni e i paesaggi mozzafiato della patria di Gengis Khan ho deciso di scegliere la variante mongolica.

Quello che era nelle mie aspettative e nei mie pensieri prima di partire si è in gran parte realizzato: i paesaggi (lungo tutto il tragitto) sono davvero memorabili, la gente è cordiale e ospitale, le usanze, il modo di vivere e il cibo molto diverso dal nostro. Quello che non mi aspettavo e che mi ha sorpreso positivamente è stata la buona organizzazione del viaggio da parte di transiberiana.Com, il Tour Operator sul web a cui mi sono rivolto per prenotare i biglietti del treno, i pernottamenti e i transfer. Mi aspettavo un viaggio con qualche disavventura o disagio e invece, a parte qualche difficoltà di comunicazione, è filato tutto liscio. Il viaggio, della durata di 24 giorni, si è svolto a tappe con brevi soggiorni nelle città piu importanti toccate da questa lunghissima linea ferroviaria. Quello che segue è una trascrizione succinta degli appunti, delle riflessioni e dei commenti annotati su un quadernetto durante il viaggio.

PRIMA TAPPA: Milano - Mosca (30/06 - 04/07) Il mio viaggio inizia a Linate con il volo SAS delle ore 6.40 diretto a Copenaghen dove atterrerò due ore dopo per poi ripartire alle 10.20 con un altro volo SAS diretto a Mosca. Grazie ad un amico che lavora in una agenzia del CTS riesco ad acquistare un biglietto della compagnia di bandiera scandinava a una tariffa studente. Questo mi consente di pagare il volo di andata Milano\Mosca e di ritorno Pechino\Milano a soli 500 euro tasse e spese incluse. Atterrato a Mosca vengo subito colpito dallo stile ’sovietico’ e della tetra atmosfera dell’aeroporto. Quasi tutte le scritte sono in cirillico e quelle in inglese sono davvero pochissime. Tutto ciò mi conquista e mi affascina ma nello stesso tempo mi fa pensare ai problemi di comunicazione che avrò (e che ho avuto) durante l’intero viaggio. Ritirato il bagaglio mi dirigo, assieme agli altri passeggeri del mio volo, al controllo passaporti. La fila è interminabile ed estenuante tanto quanto la burocrazia e la scrupolosità nei controlli che la polizia russa esegue per ogni viaggiatore. Terminati gli accertamenti doganali mi dirigo verso l’uscita alla ricerca dell’autista del servizio di transfer. Non appena varco la porta automatica una miriade di autisti e agenti di viaggio esibisce ciascuno il proprio cartello seguendo il mio sguardo, la scena è davvero buffa. Ci metto un po’ a trovare l’autista che ha il cartello con il mio cognome e che mi condurrà nell’appartamento dove soggiornerò fino al 4 luglio

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