Transiberiana Mosca, Vladivostok 2006

Prologo: Milano 28 luglio, h 6:15 Il “diario di bordo” può iniziare qui, a Linate, nella sala d’imbarco in attesa del volo SAS che mi porterà prima a Copenhagen e poi a Mosca. È il momento in cui il sogno, ...

  • di josi_
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    Ritorno il
  • Viaggiatori: da solo
    Spesa: Da 500 a 1000 euro
 

Prologo: Milano 28 luglio, h 6:15 Il “diario di bordo” può iniziare qui, a Linate, nella sala d’imbarco in attesa del volo SAS che mi porterà prima a Copenhagen e poi a Mosca. È il momento in cui il sogno, germogliato in breve tempo circa un mese fa, inizia a farsi realtà. Da Mosca infatti partirò, in treno, lungo la mitica linea Transiberiana, con destinazione lei: Vladivostok, l’avamposto russo sulla costa dell’oceano Pacifico. Sbigottimento e contentezza; impertinenza, potremmo dire. Su tutto, il fascino per la scoperta dell’ignoto.

Quale idea migliore per le vacanze di un ventottenne, in forze, libero, curioso e un po’ incosciente? Il viaggio, per di più, è in solitaria. L’amico Edoardo alla fine ha scelto di rimandare; ma sono altrettanto pronto al viaggio. Anzi, in questo modo il tutto assume una dimensione più epica nonché dei non irrilevanti tratti di sfida interiore.

Impossibile nascondere l’entusiasmo, negli ultimi giorni. Tra amici e colleghi, la reazione alla notizia è stata di quattro tipi: 1. Stupore Entusiasta Partecipativo, del tipo “Che bello... vorrei venire anche io!” 2. Apprensione, del tipo “Mamma mia... stai attento eh, fammi avere tue notizie” 3. Ignoranza, del tipo “Transiberiana? E cos’è?” 4. “Questo Qui È Pazzo” Vabbè.

L’uscita d’imbarco inizia ad affollarsi: famigliole biondissime, italioti in vacanza, una splendida fanciulla che pare venire da Legoland e nell’attesa estrae un mazzo di carte e si fa un solitario.

Passaporto e visto sono al sicuro nel mio taschino.

30 luglio Mosca, h 16:00, km 0 Sono sul treno Sibiriak, che tra venti minuti partirà. I due giorni a Mosca sono passati velocissimi. Le ore di sonno perdute nei giorni precedenti alla partenza mi hanno causato una stanchezza enorme nel giorno di arrivo, tanto che sia Sergej, il simpatico ragazzo che è venuto a prendermi all’aeroporto, sia Olga, la gentilissima signora che mi ha ospitato, si saranno chiesti, vedendomi, dove mai avrei preso le energie per affrontare il mio lungo viaggio. Comunque, una buona dormita è bastata per rimettermi in sesto.

La prima impressione sulla città, come avviene spesso, l’ho tratta dal parco veicoli che si è presentato ai miei occhi una volta sbarcato in aeroporto. Una proxy valida anche in questo caso: accanto a vecchie, enormi, polverose Volga e Lada, spiccano macchinoni esagerati e lucidi (Mercedes, Bmw, Chevrolet, Lamborghini, etc). Una città dunque dai forti contrasti. La conquista della libertà, soprattutto di quella economica, ha creato un far west – e questo è noto – in cui chi è abile (e ancor meglio senza scrupoli) vince, chi no vivacchia, e chi resta indietro arranca. Una città enorme, smisurata, con strade a 4 corsie anche in centro; servita benissimo da una metropolitana stupenda: efficiente e bella da guardare. Elegante, lussuosa, con un gusto tutto sovietico per lo sfarzo, ereditato dagli Zar (almeno quello, e almeno per sé...).

Mosca è ormai una metropoli internazionale, forse troppo influenzata dallo stile di vita occidentale, sicuramente sviata in molti casi dalla nuova ricchezza. Mantiene qualche angolo di fascino tipico, come la piccola cattedrale di Kazan, che mi ha colpito più di tutto ciò che ho visto nella Piazza Rossa e nel Cremlino (ma il groppo alla gola di fronte alla Duma e alla sede del Soviet Supremo era notevole), e i Banya Sanduny, dove ho sperimentato (dopo un po’ di incomprensioni iniziali col personale, dovute alla lingua) il piacere profondo quanto provante di una vera sauna russa e di un vigoroso massaggio col sapone, che ti scuote da capo a piedi con la rude morbidezza di uno schiacciasassi

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Commenti
  1. Eugenio Sgarbi
    , 14/2/2012 12:32
    Molto bello questo reportage della transiberiana.
    Si capiscono molte cose del viaggio e della personalità dell'autore, molto bravo anche come scrittore.
    Complimenti!!
    Non so se farò anch'io il viaggio, anche perchè, fascino del viaggio a parte, non mi pare che di bellezze culturali o naturalistiche ci sia gran che , da vedere(ragazze escluse).

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