Ruanda-Uganda, da Kigali al Kidepo

Da Kigali al remoto parco del Kidepo con fuoristrada

  • di mononeurone
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Per la maggior parte della gente il Ruanda è un paese del tutto sconosciuto, qualcuno lo ricorda per i fatti di sangue avvenuti fra Hutu e Tutsi, i più grazie al bellissimo film Hotel Ruanda. Come gran parte dell’Africa, nell’immaginario collettivo, è visto come un antro oscuro, abitato da straccioni poco civilizzati, selvatici, spietati e, se si accenna all’Uganda, magari ancora un po’ cannibali, Idi Dada Amin ebbe un certo riscontro mediatico. Ovviamente all’annuncio di stare per intraprendere un viaggio in autonomia, con l’auto a nolo, in due, pure in campeggio si subisce la domanda di rito: Ma non avete paura? La quale ha un retrogusto di: Siete scemi! Essendo tornati integri, completi di tutte le nostre più succulente parti corporee e persino soddisfatti, possiamo assolutamente smentire questi luoghi comuni ed incoraggiarne la visita.

Siamo partiti da Kigali e costeggiando la rift valley albertina abbiamo raggiunto il remoto ed avventuroso parco del Kidepo ai confini con il Sudan, per tornare in seguito ad Entebbe sulle rive del lago Vittoria dopo esserci immersi nel Nilo. Unica prenotazione, peraltro obbligatoria, il gorilla trek ai monti Virunga, tutto il resto “free”. Viaggio non sempre facile ed a tratti anche piuttosto duro, ma intenso, remunerativo ed assolutamente consigliato.

Volo via Doha con l’ottima Qatar Airways ed atterraggio a Kigali nel pomeriggio.

La prima sorpresa è all’arrivo all’aeroporto di Kigali. All’uscita dello stesso una solerte guardia con aria molto seria ci indica il sacchetto di plastica del duty free e sentenzia un chiaro: “not allowed” e lo sequestra. In Ruanda i sacchetti di plastica sono proibiti, infatti non se ne trova uno in tutto il paese. Non male come lezione di civiltà per essere nel terzo mondo.

Alloggiamo allo Step Town Hotel, di media categoria, 60,00Usd a notte, molto buono, carino, pulito, in una strada sterrata e piena di buche a 10 minuti a piedi in salita, 5 al ritorno, dal centro e dal Mall, in effetti saranno non più di 6/700 metri ma sembra di essere in piena periferia. Cena ottima a 12.000,00 CFA. http://step-town.com/ Tel (+250) 252 500 042/ 252 500 056 Mobile: (+250)(0)785005662

Kigali, più che una città è un grande villaggio desiderosa di uno sviluppo molto al di là da venire e, nonostante le strade sconnesse in terra battuta, come tutto il paese, è linda, pulita ed ordinata, non offre molto ma è piacevolmente fresca e tranquilla.

Non facciamo molto i turisti, essendo già metà pomeriggio ci prepariamo per i prossimi giorni. Sotto il Mall c’è un ben fornito centro commerciale dove ci riforniamo di tutto quello che servirà per il prosieguo del viaggio, scatolette, pasta, sale, olio, acqua, la bacinella di plastica, ma quante ne abbiamo regalate in giro per il mondo?, il detersivo e le spugnette. Si trovano anche le bombole del camping gas, quelle grosse con il filetto da mezzo pollice ma purtroppo non c’è il fornello, il nostro non è compatibile. Ci compriamo allora un braciere a carbonella, molto tipico ed usato da queste parti. I prezzi sono piuttosto elevati, il Ruanda non è un paese molto economico. Nell’edificio ci sono anche banche, cambiavalute ed i negozi più trend. A sera ci consegnano il catafalco, cioè la macchina, una robustissima quanto lenta e rigida come un comò Mazda levante 4WD.

La mattina seguente, caricata l’immonda quantità di masserizie sul mezzo, dopo un altra sosta non prevista per un ulteriore cambio di valuta, visti i prezzi della benzina ed in generale, si parte. Non facciamo un km che un poliziotto in piena sindrome da divisa ci fa un check up completo ai fatiscenti documenti, una serie di fotocopie sgualcite e semi illeggibili, fortunatamente è piuttosto veloce nell’espletare, si limita a redarguirci blandamente con sguardo pietoso ed in pochi minuti raggiungiamo il MAUSOLEO DEL GENOCIDIO.

La visita al museo di Kigali non posso dire sia stata la scoperta di qualcosa che non conoscevo ma nemmeno posso negare che mi abbia colpito molto.Il percorso, molto ben strutturato in una sequenza di sale che, con fotografie, articoli, audiovisivi, resoconti, racconti di chi ha vissuto quei momenti da ambo le parti, ha aperto una finestra sopra una realtà rivelatasi molto più articolata, interessante e significativa di ciò che immaginavo, tanto da spronarmi a documentarmi molto al ritorno. Nonostante la consapevolezza che se non avessi visitato prima il museo non avrei avuto le informazioni su cosa ricercare, il rammarico per essere arrivato li impreparato è grande, tornassi ora vedrei sicuramente con altri occhi.

Quello che segue non ha a che fare direttamente con il viaggio, è un sunto il più stretto possibile del materiale raccolto e letto riguardo al genocidio ruandese. Può essere tranquillamente saltato se non si è interessati o di umore giusto ma mi auguro stimoli e dia spunto incuriosendo chi s’accinga a recarsi nella regione dei laghi o solamente ami l’africa, a scoprire vicende storiche diverse, a sfatare certi luoghi comuni e, sopratutto, a scoprire realtà non poi così distanti dalle nostr, Consiglio comunque la lettura dell’articolo dalla radio al machete, link in basso

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Commenti
  1. Mamerito Lyazzi
    , 27/5/2013 10:21
    Cant wait to see you in Uganda! See www.guide2uganda.com if you need some trip planning tips.

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