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Un filo sottile a cavallo tra presente e passato

E’ rimasto nei miei occhi lo sguardo di quella donna anziana che, con molta circospezione, mi invita a scavare nel suo passato. Vicino a lei, in piedi, sua figlia che abbraccia in grembo il proprio bambino. Mi rivolgo all’anziana donna ...

  • di tete69
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: in gruppo
    Spesa: Da 1000 a 2000 euro
 

E’ rimasto nei miei occhi lo sguardo di quella donna anziana che, con molta circospezione, mi invita a scavare nel suo passato.

Vicino a lei, in piedi, sua figlia che abbraccia in grembo il proprio bambino. Mi rivolgo all’anziana donna chiedendo se ha altri figli. Mi fissa attentamente negli occhi ed i suoi cominciano ad inumidirsi ed illuminarsi di luce riflessa dalle lampade di quello squallido bar in un villaggio a sud-est di Ruhuha in Rwanda , poi non dice una parola ma alza la sua mano destra avvicinandola al suo collo e, con quattro colpi, simula quattro tagli netti proprio alla giugulare......I suoi quattro figli...! Si avvicina prima di allontanarsi, mi saluta e, con estrema forza d’animo, per chi la sofferenza la coltiva ancora ed è abituata a conviverci, fa’ cenno con la mano di non parlarne con nessuno,di restare ad ascoltare in silenzio.

Non dimenticherò mai il silenzio di chi ha vissuto tali agonie e difficilmente dimenticherà la sofferenza ed ancora oggi mi colpisce la sua gestualità ed il senso di profondo rispetto nei suo confronti.

Sino a quel momento nei giorni trascorsi in Rwanda avvertivo un clima morbido, soffice, vellutato, quasi irreale.

Mi sono chiesto : “Ma è mai possibile che neanche quindici anni fa, nello stesso periodo, negli stessi luoghi, nell’arco di tre mesi una carneficina ha portato alla distruzione di due popoli provocando più di seicentomila vittime; praticamente una generazione intera. Ed ora, sorrisi e strette di mano mi circondano. Mani giovani, senza rughe , senza tempo.

Dove sono i più anziani?... ... ...” Ora mi sono dato una risposta :”... i pochi rimasti, rimpiangono i propri figli.” Ancora l’olocausto sale in superficie quando passiamo a Nyamata, un paese vicino alla capitale, nella cui chiesa rimangono ancora appoggiate sulle panche le vesti delle persone massacrate dall’idiozia. Come petali di rosa soffiati via da un vento di rabbia improvviso sembrano ancora che vaghino alla ricerca di un “ perché ”. Il silenzio incute timore e la flebile luce nell’oscurità segna il tempo fermato al 07 maggio di quattordici anni fa’.

Questa lotta crudele, rapace e spietata invariabilmente produce più sofferenza. Ed è l'essere umano che sperimenta la sofferenza nella sua forma più acuta.

"Le sofferenze della vita possono aumentare così tanto che la morte, che fino a quel momento era stata temuta più di ogni altra cosa, viene attesa con ansia." Di conseguenza può essere benissimo che " la brevità della vita, della quale ci si lamenta costantemente, diventi la sua migliore qualità".

Arthur Schopenhauer - (1788-1860) Il Rwanda, come l’Uganda prima, escono da tristi palcoscenici di brutti ricordi ed infauste tragedie, dove oggi, l’eco di questi avvenimenti viene preso come esempio per una ripresa verso una direzione di pace e speranza anche se...Basta un leggero soffio per fermare ancora il tempo.

La natura di questi stati offre un caleidoscopio di colori e possibilità di visitare diversi habitat a breve distanze tra loro. Si spazia dalla savana del Qeen Elizabeth N.P. E Murchison Falls N.P. In Uganda ed Akagera N.P. In Rwanda, ai grandi laghi del Lake Mburo N.P. e Lake Kivu; dalla giungla del Nyungwe N.P. In Rwanda alle grandi montagne del massiccio del Rwenzori, del monte Elgon ed i vulcani del Mgahinga N.P. In Uganda.

In Uganda inoltre, nel lago Vittoria, ci sono diverse isole facilmente raggiungibili dalla capitale ideali per un breve soggiorno di sole e tranquillità i cui tramonti sono semplicemente da incorniciare nei propri ricordi

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