Route66... and beyond!

Da Chicago a Santa Monica lungo il tracciato originale della Route66 con deviazioni per i principali parchi nazionali del sud-ovest e allungo fino a San Francisco.

  • di Vertical
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

Inizio subito col dire che questo racconto sarà lungo, forse lunghissimo, quindi lasciate ogni speranza o voi che entrate. Ma tranquilli, non intendo tediare i pochi lettori che arriveranno al termine del viaggio con racconti prolissi e resoconti dettagliati dei luoghi visitati, quelli li può leggere chiunque in una guida; questa non è una guida, è un “racconto di viaggio” e quindi voglio che parli di esperienze e di sensazioni, con in più alcune diciamo “dritte” che possano aiutare chi volesse ripetere il nostro stesso tipo di viaggio, chissà se riuscirò a mantenere queste promesse. Ecco, mi sono dilungato già nella intro….quindi temo che andremo sul lunghissimo, anche perché in fin dei conti, si tratta pur sempre di attraversare 10 stati, oltre 4.700 miglia, 7.600 km…non può essere un racconto breve!

Dai, partiamo insomma!

Diciamo intanto che questo è il nostro viaggio di nozze; magari i più possono pensare che il viaggio di Nozze ( con la N maiuscola) tradizionale è andare a poltrire alle Maldive, o in Polinesia o ai Caraibi….ecco, noi invece abbiamo pensato che finchè siamo giovani possiamo fare qualcosa di più “avventuroso” e che le spiagge bianche e gli atolli li lasciamo per quando saremo pensionati eheh, quindi eravamo indecisi tra il campo Base del K2 e la Route66. Il campo base in 24 giorni però era strettino, mentre per la Route ci stavano giusti, quindi USA arriviamo! Un viaggio ben riuscito si prepara a tavolino, ma una traversata degli USA quasi coast to coast non si può organizzare nei minimi dettagli, così la decisione è stata: programmiamo un tragitto di massima, prenotiamo solo i voli , l’auto a noleggio e la prima notte arrivati là, il resto: come viene viene! Lo scopo era nella parte iniziale ricalcare il più possibile il tragitto originale della Route66 anni ’30, quindi di sicuro la partenza è la città ventosa: Chicago; da lì si fissa la bussola verso west e via attraverso Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona,( una “piccola” digressione in Utah per i parchi del Grand Canyon), Nevada e infine la California fino a Los Angeles. In più, dato che così ci sembra breve, abbiamo deciso di allungarci verso San Francisco, da cui poi saremmo ripartiti. Il volo lo prenotiamo ovviamente su internet ( Delta), così come l’albergo a Chicago, mentre per l’auto ho preferito la prenotazione telefonica in quanto volevo noleggiarla con “National” ( che tra le compagnie grosse è quella che applica il “drop off charge” ( la tassa perché si lascia l’auto in un altro stato rispetto a quello in cui la si è noleggiata) più basso e quest’ultima è convenzionata in Italia con Maggiore; in questo modo ho parlato con una operatrice italiana e il prezzo era più basso anche rispetto ad internet , ovvero, uguale ma con auto di categoria superiore.

Una cosa da pianificare bene se si vuole fare la Route66 è tenere conto che la Route66 in realtà non esiste più. Originariamente la strada è stata una delle prime highway d’America , fondata negli anni ’20 ma pezzo dopo pezzo è stata sostituita da tutto un sistema di autostrade nuove, alcune proprio affianco o sopra alla vecchia strada, e ufficialmente come highway federale non esiste più dal 1985. Quindi volendo è ben possibile percorrere tutto il percorso da Chicago a Santa Monica, senza mai uscire dalle nuove autostrade, solo che in questo caso non vedrete assolutamente nulla: nessun paese, nessun locale, nessuna di tutte le cose che uno si aspetta di trovare ( e per le quali è andato in viaggio) sulla Route66. Di conseguenza se si vuole seguire in maniera abbastanza precisa il tracciato originario, bisogna studiarselo prima molto bene e avere buone mappe, perché esclusi alcuni stati, che hanno investito molto nella cartellonistica della “nuova” Hystoric Route66, in altri luoghi il tragitto non è per nulla evidente

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Commenti
  1. ELENAMAX
    , 1/2/2012 22:26
    Quante info in questo racconto!! Davvero molto utile, grazie!! Mi interessa molto perchè sarà il mio prossimo viaggio!!
  2. Vertical
    , 12/5/2011 15:56
    ..mi sono accorto che a pagina 15 nei vari copia incolla mi sono perso una decina di righe; verso la fine quando parlo delle cascate, per completezza il racconto era così:

    "...la Vernal Fall che cade con un unico salto da una parete completamente nera, il flusso d’acqua è potente pur essendo estate, credo che nelle stagioni più piovose l’estensione sia ancora maggiore. L’acqua schiantandosi tra le rocce viene nebulizzata e in pratica è impossibile rimanere asciutti anche solo camminando lungo il sentiero che la costeggia.
    Tutta la risalita avviene lungo una rampa tra prati e muschi verdissimi costantemente bagnati dalla pioggerellina in sospensione che crea un arcobaleno praticamente continuo durante la giornata. Nel pianoro sopra il risalto di roccia pozze di acqua e scivoli naturali di roccia creano un posto ideale anche per fermarsi a prendere il sole, noi però proseguiamo fino alla cascata successiva, la Nevada Fall, che è ancora più alta ed esce da una fenditura della montagna molto più stretta e dunque lo sfogo è ancora più impetuoso.
    Ancora oltre ( molto oltre!) il sentiero procede verso la cima dell’Half Dome, ma per tentare la scalata sarebbe stato necessario il pass ( che hanno istituito per evitare il troppo affollamento), ma oltre a questo saremmo dovuti partire decisamente prima! "

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