Romania: fra Transilvania e monasteri

Viaggio in auto attraverso la Slovenia, l'Ungheria e la Romania

  • di andreii93
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 4
    Spesa: Oltre 3000 euro
 

8 agosto (Italia - Siófok)

Si parte. Destinazione intermedia Siófok, Lago Balaton. Ci alziamo all’alba e dopo una frugale colazione partiamo. Sono emozionatissimo perché sono ben quattro anni che sognavo di andare in Romania e finalmente, dopo averci creduto fino in fondo, ecco che di colpo si è concretizzata la possibilità per il mio sogno di realizzarsi.

Il viaggio fila tutto liscio fino all’arrivo in Slovenia quando buchiamo. Contavamo di arrivare alla Rimini ungherese per il primo pomeriggio e invece no, per sistemare la ruota perdiamo ore ed ore. Dopo aver sistemato l’inconveniente ripartiamo e viaggiamo ammirando il paesaggio sloveno bello e incontaminato. Arriviamo piano piano al confine ungherese e notiamo con stupore che l’autostrada diviene ad una sola corsia per senso di marcia. Ci accorgiamo inoltre che sulla strada siamo praticamente solo noi e auto targate Romania. Dopo un paio d’orette in cui qua e là si intravede il lago Balaton vediamo il cartello dell’uscita di Siófok. 8 ore di viaggio ci hanno portato in questa bella cittadina sulle sponde di un lago che pare un mare. Pernottiamo in un ostello che ahimè, lascia molto a desiderare nonostante le foto su Internet promettessero comodità, modernità e quant’altro. Tra l’entusiasmo di essere in un nuovo paese, che da anni mi incuriosiva e di cui pensavo “chissà se un giorno ci andrò” e un po’ di ansia nel vedere un’architettura e un ambiente che non era poi così diverso da quello sovietico visto nelle foto dei libri di storia al liceo, andiamo a dormire.

9 agosto (Siófok – Timişoara)

Ci siamo. Non mi sembra vero, ma devo rendermi conto – una volta ogni tanto – che la realtà è esattamente quella che vorrei che fosse: dì lì a poche ore sarò in Romania, il paese dei miei sogni. Più di 3 ore di viaggio e spiacevolissime code nei pressi di Budapest ci conducono attraverso la puszta fin verso il confine orientale del Paese: dovevamo entrare nel Paese vicino ad Arad, ma dei lavori sull’autostrada ci costringono a uscire prima e ci preparano a un ingresso del tutto particolare: il paese di Nadlac. Raggiungerlo non è stato facile perché la deviazione – contorta – passava su strade dissestate e secondarie. Nei pressi della dogana io e mio papà scendiamo dalla macchina e andiamo a comprare la nota “Rovinieta”, il bollino che ci permette di viaggiare sulle strade nazionali del Paese. Sono emozionato: le prime parole che posso scambiare in rumeno con una signora rumena doc! La strada che da Nadlac conduce verso Timişoara è assai trafficata: ma poco dopo scopriamo che il motivo di tutto quel traffico, di quella coda, altro non era che un incidente stradale. Il primo di una lunga fila che avremo modo di vedere nel Paese. Sì, perché purtroppo appureremo che molti rumeni hanno guida alquanto spericolato e si azzardano in sorpassi infiniti rischiando più volte la pelle nel giro di poche ore. Senz’altro non lasciano santi e angeli custodi in disoccupazione! Verso sera arriviamo a Timişoara, la prima città di cui anni fa mi infatuai. Ero lì, e non mi sembrava vero. Ammetto che questo primo giorno mi aveva anche spaesato e quasi spaventato, perché pur sapendo bene che la Romania è ancora arretrata in fatto di infrastrutture (e non solo, purtroppo), volevo comunque credere che l’ambiente non sarebbe stato diverso da quello italiano, mentre invece le differenze c’erano eccome: donnette al fianco della strada che vendevano angurie, edifici fatiscenti e bambini rom che elemosinavano (con lo stupore nel vedere cartelli che proibivano di dare loro soldi!). Ma con l’arrivo in hotel, una bella doccia, una piacevole visita della città (a parte la scoperta che la celeberrima Piaţa Unirii era in fase di ristrutturazione!), un gelato e una manifestazione folkloristica catalana le cose hanno iniziato presto a cambiare.

10 agosto (Timişoara – Sibiu)

Dopo una gustosa colazione con marmellata di prugne del posto partiamo. Lasciamo il centro e ci avviamo verso l’autostrada che ci porterà sempre più verso la famosa Transilvania. È domenica e il traffico è assente: tra l’altro ci colpisce l’enorme differenza tra le autostrade (ancora pochissime) pulite e luccicanti e le strade statali spesso trasandate

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