Roma, città eterna

Quattro giorni intensi alla scoperta di (quasi) tutte le bellezze della capitale d'Italia

  • di LucaGiramondo
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 3
    Spesa: Fino a 500 euro

Passeggiando accanto all’edificio arriviamo poi sulle rive del Tevere, vitale fluido della capitale fin dalla notte dei tempi, e lì ne scavalchiamo l’alveo sul Ponte Sisto, struttura in tufo e travertino risalente alla fine del XV secolo, che oggi si può percorrere solo a piedi.

Affrontate alcune vie nei dintorni passiamo sotto l’arco di Porta Settimiana e giungiamo di fronte al cancello che dà accesso a Villa Farnesina, prestigioso capolavoro del classicismo romano del primo Cinquecento. All’interno osserviamo infatti straordinari ambienti affrescati, a cominciare dalla Loggia di Galatea, dove spicca il Trionfo di Galatea di Raffaello Sanzio, per passare alla loggia di Amore e Psiche, con la volta ricoperta dagli affreschi raffiguranti la Favola di Psiche, dipinta su cartoni di Raffaello quasi interamente dagli allievi, infine, al primo piano vediamo il pregevole Salone delle Prospettive Architettoniche.

Usciti dalla villa riguadagniamo le rive del Tevere, quindi, attraversato il Ponte Mazzini, brighiamo un po’ ma alla fine troviamo l’autobus giusto, ovvero quello che ci porterà in cima al vicino Colle del Gianicolo, il più verde fra i colli della capitale.

Arriviamo alla sommità, in Piazzale Garibaldi, laddove spicca un’enorme statua dell’eroe dei due mondi, mentre purtroppo il cielo si va rapidamente riempendo di nubi. Ciò nonostante ci godiamo il panorama sulla città e poi ci mettiamo in attesa del mezzogiorno, così da assistere al celebre sparo del Cannone del Gianicolo.

Sotto la terrazza panoramica una squadra scelta delle Forze Armate mette in scena all’ora stabilita, di fronte allo sguardo stupito del piccolo Leo, un poderoso pezzo d’artiglieria che, rispettando la tradizione inserita nel 1847 dal pontefice Pio IX, fa esplodere un unico colpo così da mettere d’accordo tutti i campanili della capitale circa l’ora esatta.

Subito dopo il botto ci rimettiamo in moto e cominciamo a scendere a piedi dal colle. In questo modo passiamo davanti alla bella Fontana dell’Acqua Paola, fatta costruire agli inizi del Seicento da papa Paolo V per celebrare l’apertura dell’acquedotto da lui riattivato … E’ questo il celebre fontanone cantato da Antonello Venditti nel brano Roma Capoccia.

Nelle vicinanze guadagniamo anche la Chiesa di S. Pietro in Montorio, nota soprattutto perché al centro del suo chiostro si erge il cosiddetto Tempietto del Bramante, piccolo edificio di forma circolare risalente ai primi anni del XVI secolo, considerato una sorta di pietra miliare per l’architettura italiana del Rinascimento.

Nei pressi della chiesa pranziamo con i nostri panini e poi, di nuovo a piedi, riprendiamo l’itinerario.

Ormai alla base del Colle del Gianicolo ci avventuriamo nel quartiere di Trastevere, primario luogo della popolare romanità, e nel suo cuore ci fermiamo a visitare la Chiesa di S. Maria in Trastevere, fondata secondo la tradizione da papa S. Callisto agli albori del III secolo, quindi uno dei più antichi edifici di culto cristiano di Roma, ma più volte rimaneggiata nel corso dei secoli.

Sulla facciata spicca un pregevole mosaico trecentesco, mentre all’interno ve ne sono altri, ancor più antichi e preziosi, che ricoprono in particolare l’abside, con i loro splendidi colori su fondo dorato.

Tornati all’esterno percorriamo tutta Via della Lungaretta e giunti nuovamente sulle rive del Tevere lo attraversiamo in prossimità dell’Isola Tiberina, inconfutabile elemento del tessuto urbano capitolino, e dell’attiguo Ponte Rotto, reminiscenza del primo ponte in pietra, costruito a Roma nel 180 a.C

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