Roccella Jonica

Palazzo o Castello

Descrizione

ROCCELLA si trova in Calabria e, precisamente, sulla costa orientale, davanti allo splendido mare Jonio, a 115 km da Reggio Calabria ed a 70 km da Catanzaro. Fa parte della provincia di Reggio Calabria.

ROCCELLA Si affaccia direttamente sul mare. Il paese è dominato da una roccia che ospita l'antico castello medievale, oggi in fase di restauro. L'economia del paese è basata essenzialmente sul turismo e sulla pesca, anche se non mancano altre risorse come l'artigianato e l'agricoltura.

Abitanti: 7.500 circa Superfice: 37.48 Km² Altitudine: 12 mt C.A.P.: 89047 Prefisso: 0964 Patrono: San Vittorio

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    Storia alquanto antica e complessa quella di Roccella Jonica, che ci riporta indietro nel tempo quando, in queste fertili terre, lungo la costiera della Locride, si insediarono alcune comunità di Hitaloi appartenenti al ceppo siculo - calabro. Successivamente questi piccoli gruppi etnici, composti da gente evoluta che viveva generalmente di agricoltura, allevamento e pesca, furono affiancati da alcuni gruppi di coloni di origine Greca. Il carattere fiero di entrambe le comunità portò a combattimenti lunghi e sanguinosi, conclusisi con l'unione delle due culture. Iniziano così a nascere in questo periodo i primi villaggi della zona. Tra questi c'è anche Amphissa, destinata poi ad essere la progenitrice di Roccella. In questo periodo Amphissa affronta una lunga fase di prosperità sociale ed economica, nonostante le continue guerre tra Locri e Kaulon che si combattevano nelle sue immediate vicinanze. Anche in epoca romana Amphissa avrà grande importanza. Evidente esempio di tutto ciò sono i resti di edifici latini presenti in tutta la zona; particolare interesse archeologico riveste la villa romana riportata alla luce in C.Da Tipaldo di Roccella Jonica. I problemi per Amphissa iniziano ad arrivare dopo la caduta dell' Impero Romano d'Occidente: prima le incursioni dei barbari (Visigoti, Vandali e Longobardi) e poi quelle dei pirati arabi iniziarono a dare grosse preoccupazioni agli abitanti del villaggio. Quando poi, intorno al 1200, iniziarono anche le scorribande dei Turchi gli Amphisiani si trovarono costretti ad abbandonare il loro villaggio per migrare verso l'interno. Alcuni gruppi, particolarmente legati al proprio territorio natale, decisero di formare un piccolo agglomerato su una rocca. In poco tempo il villaggio si ingrandì diventando un vero e proprio paese che venne chiamato prima Rupella, poi Arocella ed infine Roccella. La nuova posizione del paese non scoraggiò i Saraceni, che continuarono ad invadere il territorio Roccellese devastandolo e depredando gli abitanti. Intorno al XV secolo d.C., per porre fine a questo problema i residenti furono costretti a costruire il castello, un'opera grandiosa e colossale, progettata dall'allora feudatario di Roccella, Galeotto Bardassino. Questa imponente costruzione, di proprietà delle famiglie feudatarie di Roccella (fu prima gestito dai Collepietro, poi dai Centelles e Ruffo ed infine dalla famiglia di origine ungherese dei Carafa, detti poi "dalla spina"), avrebbe dovuto difendere il popolo dalle scorribande saracene. Per cercare di anticipare gli attacchi vennero poi costruite delle torri di avvistamento lungo tutta la costa della Locride. Anche a Roccella ne fu costruita una nei pressi del castello, sulla roccia di Pizzofalcone. Dall'alto di quelle colline, protetti dalle imponenti mura del castello, i Roccellesi potevano condurre una vita quasi normale, anche se condizionata dal solito messaggio di allarme che veniva diffuso quando venivano avvistate navi sospette: "All'armi, all'armi, li campani sonaru, li Turchi su arrivati alla Marina!" Si narra che il leggendario corsaro turco Dragut, venuto a sapere dell'inespugnabilità di Roccella, abbia provato a conquistarla senza alcun esito. Con la sua disfatta le incursioni si fecero sempre più rare, fino a terminare completamente solo nel '700. Nel frattempo il paese continuò a crescere fino ad arrivare dove si estendeva una volta il vecchio villaggio di Amphissa. Intanto a Roccella, così come in tutta la Locride, aumentava sempre di più il malcontento verso le istituzioni del regno. Le proteste ebbero il loro culmine con i moti rivoluzionari di metà '800 che nella Locride videro, come maggiori esponenti, i cinque "martiri di Gerace". Questi erano dei nobili della zona, uno dei quali era Roccellese (Pietro Mazzone) che, nel tentativo di organizzare una rivolta, vennero traditi da alcuni finti rivoluzionari, arrestati e fucilati. Con il '900 Roccella assunse un volto moderno: venne infatti costruita la linea ferroviaria ed elettrica ed una efficiente (per l'epoca) rete fognaria. Queste ricchezze furono però cancellate dal ventennio fascista, durante il quale ci fu una grave crisi economica. Dal dopoguerra in poi il nostro paese vive esclusivamente di turismo. di , 22 Apr. 2011
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Indirizzo
Roccella Jonica - (null), 89047 Roccella Ionica
Durata consigliata della visita
Mezza giornata
Costo per persona
20 Euro
Dimensione
Medio

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