Brasile: dal Sertao alle spiagge di Rio

Per la prima volta in Brasile abbiamo scelto il Nord-Est, Fernando de Noronha e Rio de Janeiro

  • di pipa61
    pubblicato il
  • Partenza il
    Ritorno il
  • Viaggiatori: 2
    Spesa: Oltre 3000 euro

Alla fine tour ci facciamo il meritato riposo marino nella sperduta Jericoacoara. Il percorso per arrivarci e' stato stupendo, strade semisommerse dalla sabbia, piste accidentate che solo l’autista riusciva a distinguere nella sterpaglia, corse sulla battigia di spiagge infinite e diversi attraversamenti di fiumi con chiatte una delle quali spinta a mano. E dopo la tanta solitudine del “Sertao” e numerosissimi asini, ecco che si profila all'orizzonte questa oasi tra dune e mare. Sorpassiamo il cartello "benvenuti nel parco nazionale di Jericoacoara" e scopriamo la Jerì di cui abbiamo tanto letto. Forse dopo tutto quel silenzio e “sperditudine” e' arrivata un po' come un pugno nell'occhio perché ho trovato che sia un tantino rumorosa per via delle molte dune buggies che scorrazzano in giro sulle sue strade di sabbia. Non parliamo poi della pubblicità fatta con gli altoparlanti dalle macchine che secondo me stonano e rovinano l'atmosfera di questo gioiellino sperso nel nulla. Davvero unico e prezioso a patto di avere buone gambe per raggiungere l'acqua quando il mare si ritira (ma davvero tanto!) per la bassa marea e di avere una postura solida e resistente per il vento micidiale, costante e fortissimo. Sicuramente il paradiso per gli amanti del wind surf e del kite surf, un po' meno per gli "anzianotti" in cerca di una spiaggia da spaparanzo. Comunque sicuramente un posto unico al mondo, assolutamente da vedere e di cui difficilmente mi dimenticherò. A malincuore dopo quattro giorni trascorsi tra bagni, tramonti, mangiate e tanto sole siamo dovuti ripartire perché il 27 avevamo l'agognato volo per Fernando de Noronha la cosiddetta isola paradisiaca per antonomasia del Brasile. E qui c'è stato il primo inghippo. Da Jeri si parte o con il Fretcar che costa 70 reals e impiega 6 ore per Fortaleza oppure con le costosissime dune buggies che impiegano 4 ore per 450 reals. Visto che già avevamo speso abbastanza per il tour del nord este, abbiamo deciso di economizzare e ci siamo visti costretti a lasciare Jeri sabato mattina alle sei per un aereo che avremmo preso solo alle 22.25 a Fortaleza per Natal.

Arrivati a Natal alle 21.25 abbiamo aspettato fino alle 10.25 del giorno dopo! Ben 27 ore senza chiudere occhio. Sono riuscita a leggermi un libro intero di fila. Dopo tanta sofferenza, verso mezzogiorno abbiamo visto all'orizzonte l'isola di "Robinson Crusoe" e, una volta toccato il suolo, senza pensarci tanto mi sono fiondati a letto per dormire fino all'indomani. Prima però abbiamo dovuto subire la trafila dell’ingresso a FDN. DaIl’aeroporto si accede “ufficialmente all’isola. Innanzitutto sembra che non siano ammesse più di un tot di persone al giorno(circa 400) per motivi di protezione ambientale e che bisogna pagare una tassa di soggiorno fissa di 15 euro a persona al giorno. La stessa tassa cresce in maniera esponenziale a seconda della durata del soggiorno. Inoltre Fernando de Noronha è per tre quarti un parco protetto e quindi per accedere a molte spiagge che ne fanno parte è necessario pagare un “abbonamento” di 50 euro. Se si considera che il volo dal continente, se non prenotato con largo anticipo(noi l’abbiamo comprato a giugno per novembre) può arrivare a costare anche oltre 800 euro, si capisce come mai l’isola diventi un posto esclusivo e come diventi il sogno illusorio per un lussuoso viaggio di nozze spesso non proprio alla portata di tutti. Inoltre i prezzi sull’isola sono pressoché raddoppiati e mangiare nei ristoranti non è affatto economico. Poi, una volta in loco, abbiamo scoperto che non sempre questo numero fisso viene rispettato e che quindi nei periodi delle festività si può arrivare al tutto completo. In compenso però si hanno un’acqua limpida e pulitissima e un ambiente naturale veramente selvaggio e intatto. Non esistono strutture turistiche sulla spiaggia e, quindi per vivere l’isola appieno servono buone gambe e l’accortezza di portarsi dietro i viveri. Sull’isola funziona un unico autobus a 1 euro a tratta e si può, volendo, noleggiare una buggy, ma sappiate che a parte Baia Sueste, tutte le spiagge richiedono sfacchinate che variano dai 15 minuti a delle ore. Poiche’ il primo giorno non avevamo voglia di organizzarci troppo, abbiamo chiesto informazioni su come raggiungere la spiaggia più vicina e siamo arrivati a Praia Cachorro. Pensavo che essendo la più vicino al centro abitato più “grande”, fosse anche la più affollata e di conseguenza la meno pulita. Abbiamo scoperto che invece, mentre si ha l’impressione di nuotare in una piscina contornata da rocce nere dalle forme più bizzarre, di folla non se ne incontra davvero mai, anzi in certi momenti o in certi luoghi capita davvero di essere gli unici esseri viventi. Contrariamente a quanto viene da pensare, non è la classica isola tropicale da cartolina(siamo sempre vicini all’equatore), anzi puo’ lasciare delusi perché è piuttosto un’isola oceanica che in alcuni punti fa pensare all’Irlanda. Noi che non volevamo lasciarla senza fare le immersioni siamo rimasti un po’ delusi dall’esperienza perché abbiamo visto una barriera corallina abbastanza mediocre e una varietà di pesci limitata. I racconti di altri sub ci parlavano invece di esperienze meravigliose. Probabilmente ci hanno portato in un sito così così o siamo stati semplicemente sfortunati. Abbiamo però fatto un uscita in barca e siamo sempre stati accompagnati da una folta schiera di delfini saltellanti mentre in cielo volavano numerosi uccelli endemici dell’isola che si tuffavano in continuazione alla ricerca di pesce. A Baia Sueste bisogna andare almeno una volta, perché è assicurato anche a pochi metri dalla riva l’avvistamento di squali, razze, torpedini nonché di numerose tartarughe che hanno scelto questa zona per alimentarsi e per riprodursi. La spiaggia in se non è niente di che, anzi può anche sembrare sporca a causa delle alghe. Un giorno abbiamo deciso di visitare la famosa piscina naturale di Atalaia. Si può fare anche in autonomia richiedendo il permesso all’ente competente dell’isola e prenotando la visita. Così si risparmiano anche 50 euro. Basta arrivare all’ora prestabilita all’inizio del sentiero(km 1,5)che porta alla piscina, partecipare al briefing e poi immergersi. Si entra in gruppo e si rimane soltanto per 30 minuti. Contrariamente a quanto pensavamo, la piscina ha pochissima acqua e si fa fatica a non sfiorare il fondo con il corpo. L’acqua bassissima ti permette di apprezzarne la trasparenza e il colore della vita sottomarina, ma sinceramente ci aspettavamo qualcosa di più. Forse siamo stati ancora una volta sfortunati, perché il gruppo prima di noi ha avvistato diversi squali. In conclusione l’isola è comunque molto bella, ma resta il fatto che le nostre aspettative non sono state pienamente soddisfatte e l’abbiamo lasciata con la sensazione che sia davvero un pochino sopravalutata anche per giustificare i costi del soggiorno. A nostro avviso, pur essendo molto bella non riesce a competere con tanti posti che si possono trovare ai Caraibi, in Oceania o nel mar cinese.

Da FdN con l’aereo di mezzogiorno raggiungiamo Recife nel pomeriggio. Dopo aver consultato la Lonely Planet, non paghi del mare, decidiamo di visitare la costa dello stato dell’Alagoas che si dice abbia tra le più belle spiagge del Brasile. Decidiamo per Maragogi dove la barriera corallina è molto vicina alla costa e dove si trovano las Piscinas Naturais. Il problema è che raggiungere questo paesino di mare non è molto semplice

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